lunedì 27 ottobre 2008

Zinzi: attribuire agli elettori lo scettro della scelta della rappresentanza parlamentare

Signor Presidente, onorevoli Colleghi,
l’esito della competizione elettorale svoltasi lo scorso aprile richiede una attenta ed approfondita analisi al fine di valutarne compiutamente le conseguenze sul versante dei rapporti tra partiti, elettori ed i loro rappresentanti.
La principale riflessione va operata in riferimento al sistema elettorale con il quale si è votato.
Nei paesi europei, tra i quali l’Italia, e nord americani, nei quali il sistema democratico ha una consolidata tradizione e consuetudine, è possibile constatarne le virtù, i pregi ed i difetti. In particolare in Italia il sistema elettorale – dopo circa un cinquantennio di proporzionale – all’inizio degli anni novanta ha subito una profonda e significativa trasformazione, con la introduzione del sistema uninominale.
Nel 2001 è stato poi introdotto un nuovo metodo che ha ripristinato nuovamente il sistema proporzionale abolendo le preferenze e introducendo le liste bloccate con uno sbarramento del 4% per la ripartizione dei seggi. Non va sottaciuto che il sistema elettorale proporzionale vigente sino al 1992, ha provocato tra gli altri, due risultati, uno negativo connesso alla eccessiva proliferazione dei partiti e l’altro positivo collegato alla massiccia affluenza alle urne degli elettori.
Ma con il passare degli anni e con l’abitudine al metodo democratico nella scelta dei rappresentanti nazionali e periferici, anche in Italia le regole per la elezione dei parlamentari tendono ad omologarsi con quelle vigenti in altre democrazie europee, con la conseguenza che l’elettorato tende ad impigrirsi con affluenze al voto sempre più modeste, intuendo che il risultato virtuoso di tale scelta provoca la governabilità e produce nella opinione pubblica la consapevolezza di affidare la responsabilità della gestione politica solamente alla coalizione vincente.
La legge elettorale vigente con le quote di sbarramento adottate, che hanno provocato la semplificazione del quadro e dell’offerta politica, merita pertanto un apprezzamento perché ha favorito la cancellazione dalla scena politica dei partiti personali e distanti dagli interessi dei cittadini e di quelli che raccolgono scarsi consensi, pur essendo ancora lontana dal sistema tedesco da noi invocato che rispetterebbe ancor più fedelmente la volontà degli elettori.
Il risultato delle ultime elezioni ha dunque il merito di aver determinato lo snellimento della rappresentanza parlamentare, affidata dagli elettori a cinque gruppi parlamentari, a fronte dei sedici della scorsa legislatura che ingiustificatamente affollavano le aule parlamentari, ed il demerito di aver rafforzato la rigidità con la quale gli elettori eleggono i propri rappresentanti.
Con questo sistema l’elettore in realtà esprime una preferenza politica e non sceglie il candidato più adatto a rappresentarlo e più vicino al territorio.
Tale sistema limita la libertà dell’elettore di scegliere il candidato preferito, cosicché la sua capacità si riduce ad un’unica dimensione, quella ideologica.
La mancata possibilità per l’elettore di scegliere la persona che lo rappresenti produce, come più grave conseguenza, l’assenza di meccanismi volti a premiare o punire l’operato di un parlamentare durante il suo mandato.
L’elettore non ha dunque la possibilità di punire il cattivo operato politico di un parlamentare ed allo stesso tempo di sostenere con il voto la propria opzione politica preferita, cosa che inevitabilmente con il passare degli anni favorirà la sempre maggiore astensione di una fascia dell’elettorato.
Si rendono dunque necessari ed urgenti alcuni correttivi da individuarsi innanzitutto nella introduzione della preferenza al fine di conferire solamente agli elettori la scelta dei parlamentari – giustamente definiti dalla costituzione rappresentanti del popolo e non già dei partiti – e di impedire che questi ultimi siano nominati anziché eletti.
Il rimedio a tale anomala condizione va appunto individuato nell’ attribuire agli elettori lo scettro della scelta della rappresentanza parlamentare.
L’Unione Democratica di Centro è il solo Partito che vuole realmente la reintroduzione delle preferenze ed il solo che ha giocato con successo la partita elettorale al di fuori delle coalizioni superando lo sbarramento del quattro per cento per la Camera e riuscendo ad eleggere trentasei deputati e tre senatori.
La posizione politica dell’unico partito, esterno alle due coalizioni giustamente sopravvissuto allo schiacciamento dei due maggiori contendenti, assume in questo contesto significato di assoluto rilievo: l’Unione Democratica di Centro facendosi portatore dei suoi valori tradizionali e della sua proposta politica continuerà ad assumere una funzione rilevante nel dibattito politico sui temi che più lo caratterizzano ed in particolare quelli della politica sociale, della famiglia, della tutela dei meno abbienti, della riorganizzazione e diffusione dei servizi sociali e del miglioramento qualitativo e quantitativo del trattamento pensionistico degli anziani.
Venendo al tema in discussione affermiamo con assoluta determinazione la nostra contrarietà alla ipotesi contenuta nella proposta legislativa sottoposta all’esame della Camera di sopprimere il voto di preferenza per la elezione dei deputati al parlamento europeo, mentre esprimiamo una qualche perplessità in ordine alla introduzione dello sbarramento nella misura proposta del cinque per cento.
Lo sbarramento se introdotto in tale misura, snatura il concetto stesso della proporzionalità, laddove esclude di fatto larghe fasce di elettori che, pur in esiguo ma non irrilevante numero, rappresentano idee e valori che meritano la tribuna parlamentare e la loro esclusione segnerà un deficit di democrazia e di rappresentatività popolare.
Tuttavia su tale aspetto della normativa proposta non vi sono preconcetti nè si sollevano questioni di principio, anche se invitiamo le forze politiche a valutare con attenzione le conseguenze della espulsione dalla rappresentanza parlamentare di forze politiche di lunga e consolidata tradizione democratica.
Avviandomi alla conclusione del mio intervento, intendo sottoporre all’attenzione dei colleghi alcune considerazioni che riguardano in linea generale il tema in discussione: la Camera dei Deputati discute, per poi approvarle, le regole per la formazione della rappresentanza parlamentare oggi per il Parlamento Europeo ed in un prossimo futuro per il parlamento nazionale.
Al riguardo va osservato che allorché si parla e si dettano queste regole, non possono essere il frutto di una valutazione della sola maggioranza, le regole vanno approvate in un contesto il più ampio possibile perché esse non riguardano certamente il governo, non riguardano neppure la maggioranza parlamentare, che oggi governa ma che domani potrebbe essere minoranza, ma riguardano l’intera rappresentanza parlamentare e direi l’intero corpo elettorale.
Va quindi scongiurata, per l’approvazione di tali norme, l’ipotesi di colpi di maggioranza che porterebbe all’irrigidimento dei rapporti tra i partiti e a rendere sicuramente un pessimo servizio alla credibilità della classe politica.
Nel paese monta una ampia, insistente e diffusa richiesta di scegliere con la espressione della preferenza la rappresentanza parlamentare, ne è prova il successo che ha riscosso la nostra iniziativa volta alla raccolta di firme per la reintroduzione della preferenza.
Mi auguro che il parlamento non deluda le aspettative di tanti.
Grazie.

V. Caputo*: Quale futuro per i giovani della città?

Abbiamo una responsabilità per il futuro della città soprattutto in seguito alla forte discontinuità polico-sociale rappresentata dallo scioglimento del consiglio comunale e dell’intera giunta. Dobbiamo in questa particolare fase suscitare la discussione, esprimere le preoccupazioni, lanciare segnali di speranza soprattutto ai tanti nostri coetanei.
I nuovi gruppi dirigenti si formano a mezzo di altri gruppi dirigenti. Solo dalla competizione e dalla sfida giunge il rinnovamento con il grado di discontinuità necessario.
Non ci sono alternative: solo preferendo il merito alla posizione, ovunque, si promuovono il rischio e la sperimentazione. Il merito suppone la competizione, la competizione è l’antidoto all’accomodamento. Per la rinascita o lo sviluppo di un territorio è necessario che i soggetti che lo compongano vivano in una sana competizione che spinga tutti a fare il meglio.
Abbiamo bisogno di una competizione che spinga ciascun soggetto ad essere massimamente efficiente. Pubblica amministrazione, ospedali, scuole, università e quant’altro presente in un territorio devono essere spinti a fare di se stessi centri di eccellenza nazionale ed internazionale. Per fare questo debbono interrogarsi sulla qualità dei gruppi dirigenti che hanno espresso, come li hanno selezionati, come hanno usato le risorse, i talenti, le potenzialità di quel territorio.
Nessun territorio cresce e si rinnova se non c’è il necessario livello di fiducia fra i soggetti che lo costituiscono. Gli attori sociali debbono competere ma non temersi. Il cittadino, l’imprenditore, il malato che si rivolge ad una struttura sanitaria, lo studente che segue un corso di laurea, non possono pensare che l’istituzione alla quale reciprocamente si rivolgono non persegua fini diversi da quelli dichiarati. Oggi il livello di fiducia nelle istituzioni, politiche ed economiche soprattutto, è in grave crisi, ed è urgente ricostituirlo con regole, prassi e sanzioni esemplari.
Abbiamo dato mandato al nostro segretario giovani, Angelo Golino, di portare tutte queste tematiche all'attenzione della segreteria del partito, all’avv. Giovanni Russo, tematiche che intenderemo svolgere e portare all’esterno con una serie di iniziative.
Vogliamo cambiare il modo di fare politica, ma per fare tutto ciò è importante che il nostro messaggio arrivi forte e trasparente ai tanti giovani che oggi giorno ci chiamano ed ai quali bisogna tendere una mano.

*Presidente provinciale dei giovani UDC

sabato 25 ottobre 2008

Insediamenti: non è tutt'oro quel che luccica

Un vecchio adagio avvertiva che «la malerba cresce presto» ed un altro ancora che «l'oro è un buon servitore ma un cattivo padrone».

Siamo stati protagonisti da oltre tre anni, almeno dall’ottobre 2005 e chi vuole può trovarne traccia nei documenti del Consiglio Comunale riportati pure sul nostro blog cittadino, di una particolare attenzione verso gli atti che l’Ente comunale di Marcianise poneva in essere e dei quali, per diversi motivi, beneficiava una imprenditoria d’assalto ed a tratti spregiudicata con assoluto disprezzo per la nostra città. Parlavamo dei protocolli d’intesa ridotti a carta straccia a totale discapito della occupazione, del patrimonio e della economia delle famiglie e parlavamo anche del fatto che molti atti contenevano il seme per la dismissione e chiusura di vere occasioni di lavoro quali quelle che autonomamente l’imprenditoria locale (edile, commerciale, industriale ed agricola) poteva creare. «Non servirà qualche impiego da commessa o lavapavimenti a reintegrare la dignità cittadina» ricordava in seguito Pasquale Siciliano a proposito del Centro Campania che ad oggi non pare aver ristorato i proprietari dei terreni espropriati.
Identico discorso per Oromare che nel giugno 2007, invece che procedere alla realizzazione di opere di urbanizzazione nel comprensorio occupato potette versare un misero corrispettivo monetario tanto da far dire a Pasquale Salzillo che «Quei pochi spiccioli della monetizzazione, intorno ai 50mila euro, non riesco proprio a definirli un risarcimento per la città». Nonostante le denunce delle opposizioni, negli anni scorsi, nessuno è riuscito a scalfire la credenza della proprietà del Tarì di poter disporre del nostro territorio come meglio crede. In tale convinzione, oltre il 30% delle aree che dovevano rimanere scoperte nel complesso sono state edificate. Nel tempo, addirittura, il Comune di Marcianise aveva concesso un permesso di costruire in deroga per un imprenditore privato e senza la preventiva deliberazione del Consiglio Comunale. Producemmo una interrogazione con la quale il Gruppo consiliare UDC chiedeva conto di ciò poiché si intravedeva in questo il venir meno della funzione di garanzia che un Comune deve esercitare nel rispetto del diritto all’uguaglianza ed all’imparzialità dell’amministrazione nei confronti del cittadino che non deve mai essere discriminato. Il Polo della Qualità è una cattedrale la cui storia è fatta solo di pose della prima pietra ed inaugurazioni in pompa magna ma tant’é. Tutte operazioni finanziarie e null’altro. Oggi è ratificata quella che per noi era una denunzia; ci sono le attestazioni che gli accordi di programma e protocolli di intesa avevano già al momento della sottoscrizione il c.d. “difetto della volontà”. Erano firmati con la contestuale intenzione di non rispettarli ed allorché noi urlavamo ai quattro venti dell’esistenza di questo vizio “contrattuale” eravamo accusati di essere dei provincialotti non abituati a volare alto.
In questi giorni si accinge a presentarsi sulla scena un nuovo evento dal nome “outlet” e non gradiremmo che la nostra città incarnasse ancora una volta il personaggio sciocco della rappresentazione anche se i presupposti per una identica pièce teatrale recitata a soggetto permangono. Ieri amministratori politici “distratti” (?) ed oggi assenti in conseguenza dello scioglimento del consiglio comunale. L’una e l’altra condizione costituiscono, però, l’humus ideale per la crescita della “malerba”.
Dipartimento Economia e Politiche sociali

sabato 18 ottobre 2008

Segnaletica indecente e pericolosa

Pessima la segnaletica fornita agli utenti che, una volta usciti dal casello autostradale di "Caserta Sud", per recarsi a Marcianise sono indirizzati nella zona ovest. Chi ha più volte percorso quell'arteria raggiungerà forse la zona di San Giuliano. Gli altri si dovranno avventurare in un vorticoso girovagare tra le rotonde della zona industriale. Qualcuno ha denunziato già una tale indecenza, addebitandola, forse con ragione, ad una volontà commerciale, ma non pare che si sia messo mano alla cosa.
E’ giunto il momento di uscire dallo scacco sotto cui Marcianise è stata messa dai mercanti. Venerdì scorso, per la terza volta in due settimane, son dovuto andare a prendere, nella zona industriale di Marcianise, dei miei clienti che hanno vissuto una circostanza per loro allucinante. Si trattava, infatti, di due signore che mi hanno chiamato sul cellulare alle 19,30 prese dal panico per non riuscire a districarsi nel deserto buio, lì dove le ho trovate. Oggi chi esce dalla barriera autostradale per raggiungere il centro cittadino dal lato del Viale Carlo III° deve seguire le indicazioni per Caserta e tutto ciò è ridicolo considerate le mozioni per rendere il casello "Marcianise" e non "Caserta Sud". Basterebbe, eliminando dalla cartellonistica la selva delle illegittime indicazioni commerciali, segnalare anche "Marcianise centro" oltre la zona industriale e ovest come percorsi alternativi. Non per il fatto di avere "l'onore" di ospitare questi insediamenti siamo stati cancellati dalla mappa geografica. La Provincia, non si sa come, nicchia e chiederò alla Commissione Straordinaria di esercitare tutti i poteri istituzionali a salvaguardia della incolumità dei cittadini, perché di questo si tratta.
G. R.

Libere le proteste dei cittadini contro le “gestioni scorrette” di servizi pubblici

Più potere ai cittadini che si accorgono di "gestioni scorrette" da parte delle società concessionarie di un servizio pubblico. Infatti possono spedire missive all’amministrazione denunciando, con critiche "aspre e vibranti", delle irregolarità oltre a poter accedere agli atti amministrativi per un controllo diretto. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 38753 del 14 ottobre 2008.

Svolgimento del processo
F.P. è imputato di diffamazione in danno della società "C.C.C. - Cave Carbonato Calcio s.r.l.", concessionaria di cave site nei comuni di (OMISSIS), per aver inviato al Comune di Goriano Sicoli ed all'A.S.L. di (OMISSIS) due richieste di accesso agli atti amministrativi nelle quali esprimeva valutazioni sull'attività della società a cui addebitava di ignorare spregiudicatamente obblighi di ripristino, e di commettere altre irregolarità di gestione che avrebbero portato ad uno scempio ambientale ed alla selvaggia perforazione del territorio.
Tratto a giudizio davanti al competente Giudice di Pace il prevenuto è stato condannato alla pena pecuniaria ritenute di giustizia.
Ricorre per cassazione il F. deducendo con tre motivi:
1) Mancanza o manifesta illogicità di motivazione perchè il Giudice di pace si sarebbe limitato a qualificare le espressioni usate come "aspre e vibranti" senza giustificare la propria valutazione dell'idoneità delle stesse a ledere il decoro e l'onore del soggetto nei cui confronti erano dirette; in ogni caso il giudice avrebbe solo estrapolato alcune frasi senza valutarle nel contesto in cui si trovavano, di due richieste di accesso ad atti amministrativi nelle quali si esponevano le proprie preoccupazioni sull'attività che comportava sfruttamento del territorio. Si trattava comunque di missive dirette a pubbliche autorità aventi la competenza per intervenire sulle situazioni denunciate;
2) Inosservanza o erronea applicazione della legge penale, posto che sarebbe mancato il requisito fondamentale del delitto di diffamazione e cioè la comunicazione con più persone; si era trattato di comunicazioni dirette ad autorità pubbliche in forma riservata e personale per sollecitare i necessari interventi;
3) Inosservanza o erronea applicazione della legge penale per non essere stato ritenuto che l'imputato aveva agito nell'esercizio di un diritto, in particolare del diritto di critica per sollecitare l'intervento di pubbliche autorità tra l'altro senza eccedere i limiti della continenza, avendo egli usato espressioni che erano state definite come aspre e vibranti, ma non certo come dotate di un'intrinseca valenza offensiva.
Motivi della decisione
Rileva il Collegio che il F. aveva rivolto ai sensi della L. n. 241 del 1990 alle autorità amministrative sopra indicate due richieste di accesso agli atti amministrativi concernenti la gestione delle autorizzazioni e del controllo sull'attività estrattiva della società concessionaria di cave, richieste che il prevenuto aveva ritenuto di dover motivare evidenziando circostanze, quali il mancato adempimento dell'obbligo di ripristino e le relative conseguenze sul territorio e la salute dei cittadini, che giustificavano il proprio interesse alla vicenda e che in sostanza segnalavano agli organi dell'amministrazione la necessità di un controllo su di un'attività di sfruttamento dell'ambiente, consentita, ma nel rispetto delle prescrizioni di legge ed amministrative che la regolano.
In sostanza il cittadino sollecitava l'attività di controllo di un'amministrazione, quale quella comunale, cui spettano (Sez. 3, n. 10881 del 1997, Rv. 209641) poteri di vigilanza, non solo in materia di illeciti edilizi, ma sull'attività urbanistica in genere, intesa come assetto e utilizzazione del territorio, e che in relazione ad essi può disporre la sospensione dei lavori anche quando gli stessi non siano sottoposti a concessione edilizia, come nel caso di apertura e coltivazione di cave che per il loro sfruttamento sono sottoposte all'autorizzazione regionale, ma non sono in ogni caso sottratte (Sez. 3, sent. n. 47281 del 7/12/2005, Mazzei) al controllo urbanistico.
Sollecitava il F. anche l'attività dell'A.S.L. territorialmente competente, nella specie il Dipartimento di prevenzione, per i riflessi sulla salute pubblica delle situazioni che rappresentava.
In tal modo il prevenuto, che esercitava il proprio diritto di manifestazione del pensiero e di critica sull'operato di un soggetto dedito ad attività sottoposta a pubblico controllo e quindi alle valutazioni dell'amministrazione, perchè incidente sulle condizioni del patrimonio pubblico e dell'ambiente, teneva una condotta che può ritenersi scriminata, ex art. 51 c.p., perchè oltre all'esercizio del diritto si rendeva collaboratore dell'attività delle amministrazioni, che poneva in grado di mettere in atto meccanismi di autotutela.
Nel caso, il F. aveva segnalato all'amministrazione comportamenti che riteneva scorretti, non potendo che lumeggiare in maniera negativa l'operato della società concessionaria, con espressioni che anche il giudice del merito non ha potuto che definire "aspre e vibranti", non riuscendo quindi a qualificare tali affermazioni come eccedenti, come in effetti non sono, il limite della continenza espressiva, pur nel loro inserirsi in un contesto di forte critica all'azione di un soggetto economico che per i riflessi pubblicistici della sua attività ben poteva essere attinto da critica anche esercitata con toni più accesi e manifestanti la partecipazione emotiva dell'agente. Infine, dal capo di imputazione nulla emerge che si possa riferire alla non rispondenza al vero delle circostanze di fatto segnalate negli scritti incriminati, così che si deve ritenere che gli accertamenti del Pubblico Ministero non abbiano evidenziato alcunchè in merito alla falsità degli elementi su cui si basava la critica, e che si può quindi fondatamente affermare che il F. abbia agito in presenza della causa di giustificazione dell'esercizio del proprio diritto.
Ne consegue l'annullamento senza rinvio per tale causa della sentenza impugnata.
P.Q.M.
La Corte annulla la sentenza impugnata senza rinvio per essere il F. non punibile ex art. 51 c.p..
Così deciso in Roma, il 15 luglio 2008.
Depositato in Cancelleria il 14 ottobre 2008

lunedì 13 ottobre 2008

Auguri

Ci uniamo anche noi agli amici e conoscenti che hanno formulato gli auguri al Generale Angelo Raucci, nostro compaesano, il quale ha lasciato il servizio attivo dopo 44 anni. Anche la stampa ha ricordato che durante la sua carriera è stato al vertice di numerosi e delicati reparti della Guardia di Finanza, in ultimo ha comandato un’importante sezione della Tributaria a Napoli.

sabato 11 ottobre 2008

Condoni edilizi: rimodulata la procedura

La Commissione Straordinaria al Comune di Marcianise ha rimodulato la procedura di definizione dei condoni edilizi del 1985 e 1994 prevedendo tempi e modalità per la integrazione delle istanze di sanatoria. Come già anticipato al segretario dell’UDC Giovanni Russo, che a questo fine aveva chiesto un incontro con la delegata all’Urbanistica, dott.ssa Fiamma Spena, non si parla più di proroghe e di termini fissi, l’ultimo dei quali sarebbe scaduto il 30 settembre 2008, ma finalmente, come auspicato dai centristi, è stata cadenzata una procedura che vedrà pervenire agli interessati che ancora non fossero in regola una nuova e definitiva richiesta di documentazione. Dovrà inviarla l’ufficio entro il 30/10/08 con avviso all’interessato che la mancata presentazione dei documenti entro tre mesi dalla richiesta (non più termini capestro, quindi) comporta il diniego della concessione in sanatoria.
Allo stesso modo, per quanti abbiano provveduto a rispondere al precedente sollecito, pervenuto a seguito della delibera commissariale n. 126 dello scorso 30 giugno 2008 (quella che prevedeva il termine del 30 settembre scorso), questi saranno beneficiari di condono, se accoglibile la loro richiesta, oppure, nell’ipotesi opposta, saranno destinatari della comunicazione del “preavviso di rigetto” affinché possano presentare osservazioni eventualmente corredate di documenti. L’UDC ha commentato positivamente l’azione della Commissione Straordinaria ritenendo che una tale procedura è conforme alla legge e non lascerà più spazio a recriminazioni se i tempi saranno rispettati dall’Ufficio e dai cittadini interessati, almeno quelli che hanno diritto ai “condoni”. «Ci è piaciuto leggere nell’atto di indirizzo della Commissione, ed il merito della sua redazione va innanzitutto alla dott.ssa Spena, che l’interesse dei richiedenti è coincidente con quello dell’amministrazione affinché ci sia una corretta applicazione delle norme in tema di garanzia del procedimento. Non nascondiamo una nostra soddisfazione nel vedere ribadite le nostre affermazioni di principio. Di particolare rilievo – continua Russo – la dichiarazione contenuta nell’atto di indirizzo secondo cui, nella “leale collaborazione con i privati”, la definizione delle istanze di sanatoria edilizia “costituisce una delle principali finalità cui è orientata l’attività di ripristino della legalità violata di questa Commissione”. Si tratta sicuramente di una iniezione di fiducia e speranza operata in favore di una città in ginocchio e di ciò siamo grati poiché per questo ci siamo battuti e ci batteremo. La nostra non è stata la battaglia in favore degli abusivi ma per il riconoscimento pieno di un diritto conferito dalla legge nazionale».

Lions Club Marcianise: acqua in Tanzania e ristrutturazione del "Santobono"

E’ da poco partito l’anno sociale del Lions Club di Marcianise che quest’anno affronta due sfide importanti come il services “Acqua pulita, acqua vicina” con l’obiettivo di raccogliere fondi per la realizzazione di un pozzo d’acqua in Tanzania, nella regione di Mkuranga ed il “Calendario di solidarietà” che servirà per ristrutturare il reparto di PEDIATRIA D’URGENZA di Prima Osservazione del Presidio Ospedaliero “Santobono” di Napoli.
“Si tratta di coinvolgere le sezioni di cinque anni della Scuola dell’Infanzia e gli alunni delle classi quinte di Scuola Primaria di Marcianise e dintorni le quali parteciperanno producendo dei disegni sul tema dell’amicizia e solidarietà, realizzando così un ponte ideale che collega, con il vincolo della solidarietà e dell’amicizia, le classi finali di questi primi due anelli della “collana” educativa, alla “realtà” ospedaliera di bambini meno fortunati.” Dichiara l’ing. Francesco Zinzi, Presidente del club marcianisano. “ Verranno selezionati 72 disegni che poi saranno pubblicati sulle pagine di un calendario la cui vendita servirà a raccogliere fondi per la ristrutturazione del pronto intervento pediatrico del Santobono di Napoli.” Intanto hanno già aderito il I Circolo Didattico con la capofila scuola De Sanctis ed il III con l’istituto D’Annunzio, contattati dalla referente del progetto prof.ssa Amalia Busacca. Altri istituti saranno contattati nei prossimi giorni dalla referente con la collaborazione delle prof.sse Giovanna Zarrillo e Vincenza Martusciello, già impegnate con l’annuale service “Il poster della Pace” che quest’anno è giunto alla quarta edizione. “Ovviamente ai services come quelli esposti, che porteremo avanti insieme ad altri clubs del distretto, a breve inizieranno quelli dedicati alla nostra città” Specifica il presidente, ed ancora “il service per il Santobono è distrettuale e noi abbiamo la fortuna di avere nel nostro club il coordinatore del compartimento 2 che coordina l’impegno di 47 club su questo tema, l’amico Luigi Chiatto”.

L’Ing. Antimo Ianniello: Piazza Carità, un deserto di lava.

Non mi è mai parso un gesto di buon gusto giudicare pubblicamente l’operato di colleghi e non lo avrei fatto nemmeno questa volta. Ma da persona nata a Marcianise, mi sia consentito di esprimere qualche osservazione sui lavori di riqualificazione eseguiti in Piazza Carità. Intanto, mi piace precisare che in questo luogo ho trascorso buona parte del tempo libero, giocando a pallone e ad altri giochi allora in voga, per cui ritengo di ricordare bene il suo impianto sotto il profilo sia urbanistico che edilizio.
Se dovessi esprimere il tutto con un aggettivo, non esiterei a definire Piazza Carità: la splendida. E ciò fino ad una certa notte del 1956, quando l’amministrazione dell’epoca, per motivazioni credo mai condivise da alcun cittadino, decise di demolire il cinquecentesco muro con soprastante inferriata che divideva il sacrato dalla rimanente sezione prospiciente palazzo Tartaglione.
A parte questa grave offesa arrecata alla piazza, per un lungo periodo essa è rimasta com’era anche se mal tenuta. Poi successivamente, negli anni ’70 furono fatti altri interventi sulla pavimentazione che, pur se di scarsa qualità, compromisero in modo non grave il primitivo disegno.
Con l’intervento in corso e quasi ultimato, personalmente, mi aspettavo che Piazza Carità sarebbe stata restituita all’antico splendore, facendo giustizia degli scempi su di essa perpetrati nel tempo. Purtroppo devo rilevare che ciò non è stato. Anzi, ritengo che i lavori eseguiti l’abbiano ancora di più offesa. Infatti, se si confrontano le foto storiche con quanto è stato realizzato si osserva immediatamente che i caratteri della piazza medesima sono tutti scomparsi. Sembra di trovarsi altrove. Per esempio la piazza presentava due palme, una a destra e un’altra a sinistra della Carità del Buccini, altre due palme erano sistemate davanti al palazzo Tartaglione, queste essenze non sono state riproposte e non si comprende il perché. Così pure tra il sacrato e l’area antistante l’ospedale vi erano due cordonate larghe circa un metro in pietra bianca poste a diagonale con la Carità, di esse non vi sono più tracce. Per quanto poi all’arredo urbano sono state poste in opera della panchine simili a della bare funebri di lamiera e marmo, che ritengo non siano assolutamente consone al luogo. E che dire della pubblica illuminazione costituita da pali a forma di candele disseminate in modo incomprensibile sull’intera area? La cosa più sconcertante è arrivare in Piazza Carità e trovarsi su una pavimentazione del tutto simile ad un deserto di lava grigio scuro dove il pedone avverte una sensazione di depressione e disorientamento, oltre a correre il rischio di inciampare su una pavimentazione con una bucciardatura di alto rilievo che mal si concilia con una esigenza di passeggio. Ma mi chiedo: dove sono le analisi e i pareri espressi da quell’’esercito di Solone che hanno per legge il compito di soprintendere alla progettazione e alla esecuzione dei lavori in un’area così sensibile sotto il profilo storico, artistico e ambientale? L’amministrazione Fecondo che molto opportunamente si è impegnata tanto per restituire a Piazza Umberto I qualche elemento storico, perché non ha profuso lo stesso zelo per Piazza Carità?
Per concludere, dico che, nel timore di esprimere opinioni non avvertite da altri, ho fatto una piccola indagine personale; da essa è emerso che la quasi totalità delle persone contattate ha espresso le mie medesime perplessità sui lavori eseguiti.
Ingegnere Antimo Ianniello (da LA GAZZETTA DI CASERTA)

giovedì 9 ottobre 2008

Gli anonimi diventano barbari (lettera a Caffè Procope)

Spettabile “Caffè Procope”,
è di questi giorni la notizia secondo cui Giampiero Zinzi è stato nominato dall’UDC all’interno dello YEPP (Gruppo giovani popolari europei). La notizia è pubblicata anche sul Vostro sito internet ed a qualcuno non è parso vero di potersi esercitare in offese gratuite a cui è stato accomunato il nome di Piero De Martino, da poco transitato dall’UDC nelle fila del PDL. Nel leggere alcuni vomitevoli post, pur avendo sempre ritenuto di non voler replicare agli anonimi commentatori, ritengo che sia venuto il momento per proporre a chi gestisce “blog” di approntare gli opportuni accorgimenti affinché canaglie di questo tipo non abbiano spazio. Da tempo, oltre un anno e mezzo, il sito del partito nel quale milito ha posto fine ad un sistema di interazione troppo vulnerabile dal lato della correttezza ed ha autorizzato l’intervento nel forum solo agli utenti registrati, quelli cioè che rendono riconoscibile almeno l’indirizzo IP. Una difesa, per quanto minima, dai frustrati che, come quelli che si recano allo stadio incappucciati per fare devastazione, solo nell’anonimato riescono a “ruttare” quello che hanno dentro. Ritengo che il loro fango vada ineluttabilmente a macchiare il meritorio impegno di chi, come “Caffè Procope”, intende fare informazione e fornire strumenti di partecipazione.
Anche per questo non si può giustificare tutto in nome della democrazia e della libertà di pensiero. Non si può consentire a qualunque vigliacco di esprimere valutazioni immotivate senza assumersi la responsabilità di quanto affermato. A mio modo di vedere è oscena e va detestata la delazione anonima proposta come verità, così come l’insulto gratuito mascherato quale “opinione”. E’ un principio assoluto che non vale a giorni alterni. Conosco Giampiero Zinzi e conosco Piero De Martino e per entrambi non ho remore ad esprimere (non richiesta) la mia stima assoluta, non di principio ma determinata da cognizione di causa. Soprattutto, quando si propongono usano la loro identità, la loro faccia e le loro esperienze di vita. Allorché giovani di tale valore, quali essi sono, ottengono consensi e la vita li premia io non posso che rallegrarmene. Sarò patetico, ma ho l’età per considerarli miei figli e ne sarei orgoglioso. So’ di espormi anche io, con questo intervento, al tiro incrociato di quei personaggi che si diletteranno a dileggiare e paventare chissà quale mio recondito interesse. Non si affannino troppo, se le storie personali hanno un senso confesso di avere quello di consegnare alle giovani generazioni una Marcianise migliore e vorrei veder remare nello stesso senso, da qualunque parte stiano, quante più persone sia possibile. Soprattutto quelli che sceglieranno di non essere più anonimi.
Ringrazio per l’attenzione.
Giovanni Russo

martedì 7 ottobre 2008

Zinzi: «Niente fretta ma serve discontinuità rispetto agli attuali governi provinciale e regionale»

07/10/2008
SERGIO BENEDUCE
Parte con decisione il progetto della Costituente di Centro, il nuovo soggetto politico che vede l’Udc in prima fila per aggregare tutte le forze moderate e cattoliche, proponendo un nuovo contenitore che affronti le problematiche sociali ed economiche nazionali e locali. Ieri sera, presso l’Hotel Pisani di San Nicola la Strada, si è discusso di questo progetto, con i problemi e le prospettive connessi, nel corso dell’assemblea provinciale dell’Udc, che ha visto la partecipazione del deputato e commissario regionale del partito centrista, Domenico Zinzi, e di tutti i dirigenti e i simpatizzanti del partito di Terra di Lavoro. «Per la formazione della Costituente di Centro - spiega Zinzi - è necessario stabilire tempi e regole. Questo progetto ha senso se riusciamo ad allargare la partecipazione e il consenso intorno a esso. Noi contiamo di avere una base elettorale molto più ampia rispetto a ora. Sicuramente non bisogna avere fretta, dando la sensazione di voler bloccare la strada a chi intende aderire. È evidente che l’Udc rappresenterà circa il 90 per cento della Costituente. Perciò il nostro partito avrà un ruolo molto importante nelle scelte». Tra i punti più rilevanti discussi nel corso dell’assemblea provinciale c’è stato quello relativo alle future alleanze che la Costituente di Centro dovrà stabilire, soprattutto a livello locale. «Dobbiamo dire con chiarezza - aggiunge Zinzi - che noi vogliamo marcare una discontinuità rispetto agli attuali governi regionale e provinciale. Il modello di governo della Regione Campania del centrosinistra è fallito e ha prodotto alcuni notevoli disastri, soprattutto nel campo della sanità e dei rifiuti. Questi clamorosi insuccessi dovranno essere ricordati in occasione delle prossime elezioni amministrative. Penso che nessun componente dell’Udc vorrà fare campagna elettorale al fianco di questo centrosinistra». Un discorso che può far pensare a un’apertura nei confronti del Pdl, specie per le elezioni regionali. «Per ora - continua il deputato centrista - non bisogna correre. Il fatto che il Pdl in Campania non abbia la sindrome di autosufficienza può essere considerato importante. È una buona precondizione per avviare un dialogo». Sulla vicenda delle alleanze si è espresso anche il segretario provinciale dell’Udc, Angelo Consoli. «Ora la priorità - dice - è cercare di dar vita a una forza in grado di dare risposte alle emergenze cui ci troviamo di fronte, specie nel nostro territorio. È innegabile che stiamo combattendo contro una delle peggiori giunte regionali di sempre, un’amministrazione provinciale inerte e un Comune di Caserta che brilla solo per la realizzazione di operazioni di carattere urbanistico e amministrativo che non ci convincono affatto». Consoli, poi, avanza una candidatura Udc per la presidenza della provincia di Caserta e la Regione Campania: «L’Udc può ambire a una posizione di leadership sia alla provincia che alla Regione». Dopo il passaggio sulle alleanze, il segretario provinciale centrista ha spiegato la necessità della creazione della Costituente di Centro. «Sin dall’inizio - dice - l’Udc ha sostenuto l’importanza di dare corpo a un simile progetto, capace di creare una forza politica in grado di riequilibrare il panorama politico attuale. C’è bisogno di un contenitore moderato, che sappia affrontare le emergenze economiche e sociali più gravi. Il progetto della Costituente di Centro deve partire dal basso. È controproducente articolare questo soggetto dal vertice, nominando già i vari dirigenti e responsabili. Diventa disarmante entrare in una formazione in cui esiste già il manovratore».

Piano Ospedaliero: così cambia la mappa

da IL MATTINO del 07/10/2008
LORENZO CALÒ

Ogni mille abitanti 3,5 posti letto, soppressione di alcuni ospedali, ulteriore razionalizzazione dei costi. Cambia ancora il panorama della sanità in provincia di Caserta alla luce del nuovo piano di riordino che fra oggi e venerdì (quando la verifica passerà al governo su un’eventuale commissariamento della sanità regionale) sarà al vaglio della tenuta politica e tecnica (64 milioni di euro l’entità complessiva dei tagli su base regionale).

Asl Caserta 1. Il manager Franco Bottino è in scadenza di mandato: entro novembre la Regione deciderà. Intanto i conti sono in ordine: rispettato l’obiettivo con un risparmio di 8 milioni di euro nell’ultima verifica. Fatto è che il piano regionale potrebbe tagliare 110 posti letto. Chiudono i presidi di Teano e San Felice a Cancello; per Maddaloni è previsto un potenziamento così come per il nuovo ospedale di Marcianise per il quale passerà l’opzione di «ospedale clinicizzato» con il mantenimento di posti letto per effetto dell’accordo con le specializzazioni della Sun. Eppure l’ospedale di Teano è stato da poco ristrutturato (spesi circa 10 milioni di fondi dell’ex articolo 20) e il piano ospedaliero regionale approvato nel 2006 ne prevede persino uno nuovo.

Azienda ospedaliera. In settimana le prove al nuovo Dea costato 25 milioni di euro e dotato di un blocco operatorio di nuovissima generazione; forse a fine mese l’apertura. Nessuna perdita di posti letto per l’azienda diretta da Luigi Annunziata che entro dicembre dovrebbe giungere all’equilibrio fra totale dei costi e «peso» del personale con un risparmio di circa 1,7 milioni di euro.

Asl Caserta 2. Entro questo mese verranno appaltate le gare per il blocco trasfusionale e per la nuova anatomia patologica dell’ospedale di Aversa: importo complessivo 600 mila euro. La manager Antonietta Costantini (insediatasi a inizio anno) supera la verifica in Regione con un contenimento dei costi di circa un milione di euro e vara un ulteriore programma di razionalizzazione dei costi incidendo sulla spesa territoriale basata su due criteri: appropriatezza prescrittiva e nei ricoveri. Proprio l’Asl Caserta 2 è stata interessata negli ultimi anni da una delle più consistenti azioni di rientro con il piano varato dalla dg Angela Ruggiero (oggi ai vertici dell’Asl Napoli 4): bilancio 2007 chiuso con una perdita di sei milioni e portato a pareggio. E pensare che il debito 2001-2004 era di 373 milioni, le perdite del 2004 97 milioni e il passivo certificato alla Soresa 130 milioni. «Aprendo e risparmiando» sono stati attivati la rianimazione ad Aversa (8 posti Utic e cariologia sub-intensiva) e avviata l’operazione di razionalizzazione dei presidi di Capua e Santa Maria che il nuovo piano ospedaliero accorperà in funzione di un nuovo ospedale: costerà (sulla carta) 40 milioni. Ma manca ancora l’ok del governo.

Condoni: oggi la soluzione

L’incontro con la dott.ssa Fiamma Spena, in rappresentanza della Commissione Straordinaria, si è tenuto, come previsto, giovedì sera alle ore 17,30.
L’UDC cittadina è molto soddisfatta del colloquio avuto con la delegata della triade commissariale all’Urbanistica avendo anche riscontrato, da parte di quest’ultima, grossa attenzione e, cosa non dubitata, estrema competenza sull’argomento. «Ho apprezzato molto la disponibilità della dott.ssa Spena a trovare le giuste soluzioni alla problematica. - ha dichiarato il segretario - Mi ha rassicurato che nelle sue intenzioni c’è la volontà di dare un esito definitivo ad una vicenda che dura oramai da decenni, ed in questo senso relazionerà nella riunione che la Commissione terrà martedì prossimo. Per quella riunione mi ha riferito di aver provveduto ad istruire un apposito atto alla base del quale c’è la convinzione che ogni soluzione dovrà tenere presente i diritti dei cittadini interessati, che sono sicuramente da tutelare, ma anche la necessità che la città possa conseguire un assetto urbanistico definitivo. In questo senso il riferimento al PUC, a cui occorre porre mano.» E’ la prima volta che la delegata all’interno della Commissione affronta il tema dei condoni edilizi a Marcianise giacché solo dallo scorso mese di luglio ha sostituito il suo predecessore dott. Tarricone, passato ad altro incarico.

Asili comunali, Pasquale Salzillo: no ai cibi precotti

I genitori dei bambini affidati agli asili comunali sono preoccupati dall’affidamento del servizio mensa ad una ditta che provvederà a fornire cibi precotti. A questa indiscrezione le mamme si sono organizzate per una raccolta di firme con la quale manifestano il proprio dissenso e minacciano, addirittura, l’attuazione di uno “sciopero” con il quale allontaneranno i bambini dalla normale frequenza degli asili di via Catena, via Neruda, Santa Caterina e piazza della Repubblica. «Riteniamo di dover essere solidali con la richiesta dei genitori. – afferma Pasquale Salzillo, ex consigliere comunale dell’UDC - L’anno scorso, infatti, l’asilo ha sperimentato un servizio cucina gestito direttamente dal personale comunale e l’esperienza è stata soddisfacente. A nostro modo di vedere essa merita di essere ripetuta anche per quest’anno. Non poche difficoltà e disservizi hanno inciso sulla qualità dei pasti precotti forniti ai bambini in epoca passata, poco sicuri e con rischi alla salute dei bambini da non sottovalutare. A fronte di un servizio già sperimentato come deficitario, l’anno scorso il personale dell’asilo nella gestione della cucina interna ha ottenuto il plauso ed il gradimento delle mamme oltre che di diversi operatori che ne hanno apprezzato la conduzione.»

domenica 5 ottobre 2008

Assemblea Provinciale

Lunedì 6 ottobre 2008
ore 19,00
ASSEMBLEA PROVINCIALE
Ordine del giorno:
COSTITUENTE DI CENTRO
PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE
Hotel Pisani
Viale Carlo III° Caserta

sabato 4 ottobre 2008

Regionali: Cesa , alleanza Trento esperimento nazionale

Ufficio stampa UDC, 03-10-2008
"In Trentino abbiamo appoggiato una scelta per una alleanza diversa rispetto al passato"
(ANSA) - TRENTO, 3 OTT -

"La novita' di Trento rappresenta un esperimento anche in ottica nazionale: vedere l'Udc del Trentino impegnato a dare vita ad un centro moderato nell'area del centrosinistra sara' molto utile anche in chiave romana". Lo ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, intervenendo oggi a Trento e successivamente a Bolzano alla presentazione delle liste per amministrative in Trentino Alto Adige del 26 ottobre.
"In Trentino abbiamo appoggiato una scelta per una alleanza diversa rispetto al passato - ha chiarito -: in una terra segnata dal mondo cattolico, con De Gasperi, non era tollerabile far guidare la Provincia autonoma di Trento da un leghista. Abbiamo ritenuto fare questa scelta per una condivisione dei valori della nostra area".
In tema di battaglie per gli ideali, Cesa ha ribadito la volonta' dell'Udc di opporsi alla scelta di togliere le preferenze dei candidati per le prossime europee. Abbiamo gia' raccolto 200mila firma contro questa ipotesi" ha detto. "Non voglio piu' dover scegliere a Roma i parlamentari italiani o per l'Europa.
Non voglio piu' questa responsabilita'. La scelta deve essere locale e l'elettore deve poter votare il proprio candidato".

venerdì 3 ottobre 2008

Consulenze 2007, ecco tutti gli incarichi dei dipendenti pubblici

pubblica i dati di tutti gli incarichi retribuiti a dipendenti della PA relativamente alla dichiarazione all’Anagrafe delle prestazioni effettuata dalle Amministrazioni pubbliche ai sensi dell'art. 53 del DLgs. 165/2001 per l’anno 2007 e presenti nella banca dati informatica alla data del 19 settembre 2008. Riportiamo l'articolo ed i relativi link.
ROMA - Continua l'Operazione Trasparenza del ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta. Sono stati resi pubblici e consultabili sul sito del ministero (collegati) tutti gli incarichi retribuiti a dipendenti della PA relativamente alla dichiarazione all’Anagrafe delle prestazioni effettuata dalle Amministrazioni pubbliche ai sensi dell'art. 53 del DLgs. 165/2001 per l’anno 2007 e presenti nella banca dati informatica alla data del 19 settembre 2008.
Gli elenchi, suddivisi per comparto e settore di appartenenza dell’amministrazione dichiarante - spiegano dal Ministero -, comprendono gli incarichi conferiti o autorizzati ai dipendenti pubblici, relativi all’anno 2007, con le indicazioni riguardanti l’amministrazione o ente conferente, la descrizione e la durata dell’incarico, l’importo previsto da corrispondere nonché l’importo erogato nell’anno di riferimento a fronte di quell’incarico (art.53 del D.Lgs. 165/2001 comma 14). Gli incarichi sono tutti quelli regolarmente approvati dal Responsabile del Procedimento di ogni Amministrazione e trasmessi dalle Amministrazioni pubbliche, per via telematica, tramite il sito web
www.anagrafeprestazioni.it.
Gli elenchi riguardano 8.177 Amministrazioni che hanno conferito 188.041 incarichi, per un totale di compensi erogati pari a 295.613.543,40 euro.
Per importo erogato si intende il compenso corrisposto nell'anno di riferimento della comunicazione (2007), che può non coincidere con l'importo previsto per l'incarico, poiché questo potrebbe gravare su più anni finanziari; il campo importo previsto può risultare vuoto poichè negli anni antecedenti al 2007 non era obbligatorio dichiararlo; se il campo importo erogato risulta essere vuoto significa che nell'anno finanziario 2007 non è stato liquidato alcun compenso.
ECCO GLI INCARICHI DEL 2007
Consulenze PA 2007 Comuni1 (Mpai) (1.15 MB)
Consulenze PA 2007 Comuni2 (Mpai) (1.86 MB)
Consulenze PA 2007 Province (Mpai) (760.14 kB)
Consulenze PA 2007 Regioni (Mpai) (595.09 kB)
Consulenze PA 2007 Presidenza Consiglio Ministri (Mpai) (33.53 kB)
Consulenze PA 2007 Ministeri (Mpai) (2.03 MB)
Consulenze PA 2007 Sanità (Mpai) (4.25 MB)

Udc, una costituente per vincere le regionali

È in programma lunedì prossimo alle 19 presso l'Hotel Pisani di San Nicola La Strada l'assemblea provinciale dell'Udc, che avrà all'ordine del giorno il tema «Costituente di centro: problematiche e prospettive».
Al fianco del commissario regionale del partito, Domenico Zinzi, si riuniranno tutti i dirigenti e i simpatizzanti della formazione centrista di Terra di Lavoro. Argomento principale dell'incontro, quindi, sarà la costruzione del nuovo soggetto politico che mira a convogliare in un unico contenitore le diverse formazioni di area moderata. «Questa assemblea - ha spiegato il segretario provinciale dell'Udc, Angelo Consoli - riveste una particolare importanza per tutta l'Udc della provincia di Caserta, in quanto il partito sarà chiamato a ragionare intorno alla questione della Costituente di Centro. È innegabile - ha aggiunto - che il partito provinciale ha sempre sostenuto la necessità che l'Udc si facesse promotore di un'iniziativa politica in grado di attrarre vaste aree moderate e soggetti politici di area cattolica per dare vita ad un soggetto politico più ampio, capace di riequilibrare l'asse politico nazionale con una proposta programmatica in grado di salvaguardare le classi sociali più deboli e di promuovere una politica per le famiglie fatta di questioni concrete». Il segretario provinciale dell'Udc ha poi sottolineato la necessità di una certa gradualità nel compimento di tale processo: «Lo scopo - ha proseguito - è cercare intorno a queste proposte alleanze politiche più articolate con le forze disponibili a condividere un siffatto percorso. Naturalmente, questo deve essere un punto di arrivo da raggiungere senza operazioni frettolose, programmando le varie tappe attraverso la formulazione di regole che possano essere di rassicurazione e di garanzia per tutte le componenti che volessero aderire». Infine, Consoli ha parlato specificamente della situazione politica che riguarda la Regione Campania e la provincia di Caserta: «Specialmente in Campania la Costituente di Centro deve osservare una fase di maturazione che abbia una tempistica giusta, anche perché i nodi da sciogliere non sono pochi, a cominciare dal discorso delle alleanze in vista delle prossime elezioni provinciali e regionali, per le quali occorrono soluzioni chiare e non pasticciate. Ribadisco - ha concluso Consoli - che l'Udc è stata ed è forza di opposizione al centro sinistra alla Provincia e alla Regione».

giovedì 2 ottobre 2008

Condono edilizio, uno spiraglio per la proroga

da IL MATTINO del 2 ottobre 2008
FRANCO AGRIPPA

La commissione straordinaria del Comune di Marcianise si rende disponibile a rivedere i termini per la presentazione delle integrazioni alle domande di condono ai sensi delle leggi 47/85 e 724/94. I commissari hanno, infatti, convocato per oggi pomeriggio i segretari dei partiti politici per discutere della problematica inerente la definizione delle pratiche di condono edilizio, accogliendo gli appelli di numerosi tecnici e dell'Udc che hanno chiesto il rinvio della scadenza di almeno un mese. Al problema della scadenza del condono sono interessati centinaia di cittadini. Basti pensare che delle circa 1400 richieste di sanare illeciti edilizi presentate all'ufficio tecnico, almeno la metà, a giugno, non erano complete. A prima vista può apparire come a Marcianise l'abusivismo edilizio sia una consuetudine, ma c'è da dire che negli ultimi anni la popolazione è notevolmente aumentata in assenza di una pianificazione urbanistica recente. Il piano regolatore generale risale al 1977 con una variante poco significativa nel 1994. Gli abusi edilizi, poi, non riguardano speculazioni immobiliari ma sopraelevazioni o piccoli manufatti che i proprietari, spesso con grandi sacrifici, hanno edificato per destinarli a propria abitazione. Il termine ultimo per la presentazione della documentazione era già stato posticipato, sempre con delibera commissariale, di tre mesi. La scadenza prevista dalla giunta Fecondo per il 30 giugno, grazie ad una petizione presentata da quasi tutti i tecnici marcianisani che motivarono il ritardo con il sequestro di centinaia di pratiche edilizie da parte della Procura della Repubblica, fu posticipata al 30 settembre. Ma, come hanno tenuto a sottolineare, nei giorni scorsi, alcuni esponenti dell'Udc come Pasquale Salzillo e Franco Zinzi, a causa delle lungaggini burocratiche per approntare la documentazione necessaria e per la concomitanza del periodo estivo è stato materialmente impossibile per i cittadini rispettare il termine del 30 settembre. A ciò si aggiunge che molte comunicazioni per l'integrazione dei documenti sono giunte agli interessati solo negli ultimi giorni. «Un'ulteriore proroga è necessaria - afferma Franco Zinzi, ingegnere ed ex consigliere comunale dell'Udc - poiché nonostante l'impegno profuso dall'ufficio tecnico per l’esame delle pratiche e per preparare le richieste, e dall'ufficio messi che con personale ridotto e la difficoltà di individuare le residenze dei cittadini, si rischia di vanificare tutto il lavoro fatto finora. C'è da considerare poi che la legge regionale 10/2004, che fissava i termini per la definizione dei condoni, è stata disattesa da tutti i Comuni della Campania».

mercoledì 1 ottobre 2008

Condoni edilizi


Sollecitata dall'UDC, la Commissione Straordinaria di Marcianise ha convocato per le ore 17,30 di domani giovedì 2 ottobre 2008 i Partiti politici per discutere la problematica inerente la definizione delle pratiche di condono edilizio. Si tratta, in particolare di rivedere il termine entro il quale gli interessati sono chiamati ad integrare i documenti relativi al rilascio delle concessioni edilizie collegate ai condoni del 1985 e del 1994. Sarà nostra cura informare i cittadini sugli sviluppi della riunione.

Ciao Antimo

da IL MATTINO del 1° ottobre 2008

Un malore, studente muore in classe

Tragedia, ieri mattina, nell'istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Lener" di Marcianise. Uno studente di 16 anni, Antimo Zarrillo, è deceduto durante la lezione. Erano circa le 10,25 e da poco, nella II C del Geometra di via Leonardo da Vinci, era iniziata la terza ora e l'insegnante di Religione aveva lasciato il posto a quello di Italiano. Il docente si è avvicinato alla cattedra mentre i ragazzi prendevano posto nei banchi, quando, all'improvviso, Antimo Zarrillo ha accusato un malore e si è accasciato esanime a terra. Tra lo sgomento della scolaresca il professore ha cercato di soccorrerlo praticandogli anche la respirazione bocca a bocca, nel frattempo, dalle aule del secondo piano dell'istituto sono accorsi altri docenti che hanno allertato il 118. Nel giro di qualche minuto è intervenuta l'equipe sanitaria dal pronto soccorso dell'ospedale di Marcianise con l'ambulanza, ma per Antimo era già troppo tardi. Il ragazzo era in arresto cardiaco e portato in ospedale, nonostante i tentativi dei medici di rianimarlo, è deceduto poco dopo. Straziante la scena dell'arrivo della madre di Antimo, Angela, nella scuola. La donna, che era stata avvertita telefonicamente da un docente di un malore del figlio, giunta al Lener, ha appreso la sconvolgente notizia della morte di Antimo. La salma del giovane è stata trasportata presso l'istituto di medicina legale dell'ospedale di Caserta in attesa dell'esame autoptico che dovrebbe svolgersi questa mattina. Intanto, sono scattate anche le indagini del Commissariato di Marcianise, coordinate dalla Procura di Santa Maria. fra.agr.