venerdì 31 agosto 2007

A Marcianise io ci tengo ... veramente


La nostra posta elettronica ha ricevuto una email molto significativa!
Il mittente? "raffaelacecere@...", che ringraziamo per l'attenzione.

Serata afosa di agosto ore 21 circa,..il caldo è soffocante, in casa si boccheggia, mi viene l'idea di portare la mia adorata mamma a prendere un pò di fresco nel parco periferico della zona 167. Che grossa delusione, sarei passata sopra anche alle sterpaglie che oramai si sono formate in seguito alla mancata cura dei prati, non avrei fatto caso alle cartacce e all'immondizia che si deposita all'ingresso ma, al buio, no!!!!!!!!!!!! Che desolazione pochi individui loschi, a far chissà che cosa, lampioni spenti (ma ci sono????) mi si è oscurato il cuore!!!! E dire che la struttura a me piace..... Ci sono attrezzature ginniche che se utilizzate sotto la guida di un istruttore potrebbero calamitare in zona parecchi ragazzi togliendoli dalla strada ed educandoli alla cultura sportiva ( una proposta all'assessore allo sport:prendete in cosiderazione questo suggerimento, fate un progetto, pubblicizzatelo, e invogliate i ragazzi previo pagamento di quota per l'assicurazione e piccolo contributo spese ad iscriversi per vivere insieme pomeriggi all'insegna dello sport e del sano divertimento) Ad ogni modo solo per farvi sapere come si è conclusa l'opprimente e calda serata vi dirò che ho proseguito per il vicino cavalcavia recandomi alla villa di San Nicola la strada comune che, sarà pure povero rispetto alla industrializzata marcianise, ma che in quanto a civiltà e a cura del verde ci batte alla grande!!!!!!! E così pure la vicina San Marco. Sono delusa.... vergogniamoci..... Curiamo quel che abbiamo prima di prendere iniziative del cavolo tipo il "ring verde" che sull'onta di oggi diventerebbe solo zona di meretricio!

Ci sentiamo ancora padroni dell'aria che respiriamo?


Da IL CORRIERE DI CASERTA del 31/08/07

Attraversare le campagne di Marcianise equivale ad una vera e propria traversata nell’inferno.
Un inferno postindustriale che non presenta certo il fascino maledetto delle descrizioni di Dante o di Milton. “Entrando nel rione Clanio, agglomerato estremo della città” – ha affermato Pasquale Costagliola, Presidente dell’associazione Terra Nostra – “sorto intorno al castello di Airola ci si immerge nel caos delle discariche. Ne esistono centinaia, grosse e piccole. Cumuli di residui dell’attività edilizia, cataste di pneumatici, elettrodomestici rotti, immondizia di ogni genere. Sulla strada che costeggia la ferrovia ed arriva alla chiesa di Santa Veneranda sono sorte delle colline ricoperte di vegetazione, sono cumuli di rifiuti consolidati e compattati nel tempo su cui il vento ha portato i semi delle erbe e persino degli alberi che sono cresciuti mettendo radici in chissà quali veleni”. Quello descritto da Costagliola sembra veramente un paesaggio terzomondista. Dappertutto vi sono montagne di immondizia carbonizzata con fusti che campeggiano nei resti dei roghi. “In località Ponteselice, vicino alla masseria Visocchi” – aggiunge Costagliola – “sono sparsi tanti bidoni di diluente industriale ancora non bruciato accanto ad altri esplosi nei vari incendi appiccati per cancellare le tracce di sversamenti pericolosi. Lungo la stradina che costeggia i regi lagni vi è un area recintata dalla polizia presumibilmente, che contiene i resti carbonizzati di residui industriali non identificati che sprigionano un puzzo terribile. La campagna tutta di Marcianise è in preda a fumarole continue che emanano diossina a tutto spiano, una nube nera aleggia permanentemente su una delle campagne più fertili del Sud. Lungo gli argini cementificati dei regi lagni” – prosegue nella descrizione dei luoghi – “l’inferno assume i contorni di uno Stige dell’inquinamento. Il canale che una volta era addirittura balneabile oggi è un torrente di liquami e rifiuti. Tutto intorno si continua a coltivare tabacco e mais malgrado il divieto espresso con un ordinanza del comune. Al centro di questa zona troneggia la discarica di Santa Veneranda, il sancta santorum dello schifo. Un posto” – sottolinea Costagliola – “usato per stoccare i rifiuti in condizioni di emergenza che è diventato discarica “ufficiale” e stabile ma anche sito dove in un orrendo fai da te dell’inquinamento tutti possono rilasciare tutto e poi bruciarlo. Mentre si parla di messa in sicurezza delle aree di discarica, di bonifica dei siti inquinati, in questo inferno fuori porta imperversa la distruzione totale, l’apocalisse ambientale. Niente controlli dell’Arpac, nessuna geomembrana sotto i cumuli, porte aperte ai piromani, nessuna sorveglianza del sito, scarichi di materiali tossici a piacere. Fumo e fiamme avvolgono i campi” – conclude Costagliola – “mentre le acque sono infiltrate da tutto ciò che la società produce di vomitevole. Il sacrificio estremo del nostro territorio si consuma ogni giorno nel silenzio colpevole delle istituzioni fino alla soluzione finale.

Incidente sul lavoro (ennesimo nella nostra città)

da CASERTASETTE

MARCIANISE, INCIDENTE ALLA GETRA SPA: MUORE OPERAIO 22 DI ANNI
Marcianise (Caserta) - Si chiama Angelo Russo ed ha 22 anni l'ultima vittima di un tragico incidente sul lavoro verificatosi oggi nell'azienda Getra Spa, a poco distanza dall'autosole Caserta Sud. Il giovane, assunto da un mese presso l'azienda che si occupa di trasformazione di impianti elettrici, accidentalmente scivolato, a causa del pavimento reso viscido da una sostanza oleosa, e ha urtato contro un supporto in legno, provocando il rovesciamento di un serbatoio in acciaio, lungo circa quattro metri e largo oltre un metro, posto a circa mezzo metro d'altezza. Angelo Russo, come ha spiegato il comandante della compagnia Carabinieri di S.Maria Capua Vetere, il capitano Angelo Rosciano, intervenuto sul posto insieme con i militari di Marcianise, è stato colpito in pieno dal serbatoio ed è morto per shock traumatico ed emorragico e per trauma cefalo-toracico. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare il rispetto nello stabilimento della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L'area interessata dall'incidente è stata sequestrata. (29 agosto 2007-23:28)

giovedì 30 agosto 2007

C.C.Campania: altre offerte di lavoro

Ti forniamo altri 41 siti di offerte di lavoro presso il Centro Commerciale Campania


29/08
1 VICE STORE MANAGER
LAVORINT RISORSE
MARCIANISE

29/08
Rettificatori, tornitori, fresatori, alesatori
LAVORINT RISORSE
Carinaro e Marcianise

29/08
ADDETTE/I VENDITA E STORE MANAGER
Metis S.p.A.
MARCIANISE

21/08
Responsabile di punto vendita
Synergie Italia
Marcianise

21/08
Commessa/o
Synergie Italia
Marcianise

20/08
ADDETTE/I VENDITA E STORE MANAGER
Metis S.p.A.
MARCIANISE

17/08
CASSIERE
GI WorkNet SpA
MARCIANISE

17/08
ADDETTO AL MAGAZZINO
GI WorkNet SpA
MARCIANISE

17/08
ADD. VENDITA REP. INFORMATICO
GI WorkNet SpA
Marcianise

17/08
ADD. VENDITA REP. TELEFONIA
GI WorkNet SpA
MARCIANISE

17/08
ADD. VENDITA REPARTO LIBRERIA
GI WorkNet SpA
Caserta

17/08
RESPONSABILE DI NEGOZIO E VICE - MARCIANISE
camaieu italia srl
MARCIANISE

16/08
Repartisti/Inventaristi Campania
Lavoro.Doc S.p.A.
Capodrise (CE), Marcianise (CE), Casoria (NA), Salerno

16/08
Cassieri di punti vendita Campania
Lavoro.Doc S.p.A.
Capodrise (CE), Marcianise (CE), Casoria (NA), Salerno

16/08
Magazzinieri-Scaffalisti
Lavoro.Doc S.p.A.
Capodrise (CE), Marcianise (CE), Casoria (NA), Pontecagnano Faiano (SA)

16/08
Banconisti
Lavoro.Doc S.p.A.
Capodrise (CE), Marcianise (CE), Casoria (NA), Pontecagnano Faiano (SA)

09/08
ADDETTI/E VENDITA E STORE MANAGER
Metis S.p.A.
MARCIANISE

09/08
GRIGLISTA - SALA BAR
TERRA FELIX SRL
MARCIANISE

09/08
CAMERIERI
TERRA FELIX SRL
MARCIANISE

06/08
ADDETTI/E VENDITA E STORE MANAGER
Metis S.p.A.
MARCIANISE

03/08
addetto/a vendita
ASSIOMA SELEZIONE E SVILUPPO
Marcianise

02/08
COMMESSA/O
Damas Europe Spa
MARCIANISE

02/08
Responsabile punto vendita
Damas Europe Spa
Marcianise

01/08
tecnico hardware
Ear Informatica
Marcianise

01/08
Help desk Software Tester (junior)
Ear Informatica
Marcianise

31/07
Addetti alla vendita
ORIENTA - AGENZIA PER IL LAVORO
Marcianise

31/07
Responsabile negozio
ORIENTA - AGENZIA PER IL LAVORO
Marcianise

23/07
ADDETTI/E VENDITA E STORE MANAGER
Metis S.p.A.
MARCIANISE

20/07
VICE RESPONSABILE NEGOZIO
LAVORINT RISORSE
MARCIANISE

20/07
ADDETTO VENDITA
LAVORINT RISORSE
MARCIANISE

20/07
Commessa/o
MILK AND HONEY
Marcianise

20/07
manager di modulo
GI WorkNet SpA
Marcianise, Caserta

17/07
N. 15 Addetti Vendita, Cassiere, Magazzinieri
Co.Import
MARCIANISE

16/07
VICE RESPONSABILE DI NEGOZIO
Synergie Italia
MARCIANISE

11/07
SALDOCARPENTIERE O FABBRO
ARTICOLO1 S.p.A
marcianise

10/07
addetti vendita
GI WorkNet SpA
marcianise

10/07
responsabili di turno
GI WorkNet SpA
Marcianise

10/07
ADDETTI VENDITA MARCIANISE
Randstad Italia SpA
MARCIANISE

09/07
Commessa/o
MILK AND HONEY
Marcianise

06/07
OTTICO
Metis S.p.A.
MARCIANISE

Qualcuno può ancora dire che siamo noi ad allevare bufale?

martedì 28 agosto 2007

La vera "bufala" è targata Raffaele Salzillo

Da LA GAZZETTA DI CASERTA del 26 agosto 2007

La smentita di Raffaele Salzillo, a proposito dei colloqui che starebbero avvenendo per le assunzioni del personale presso il Centro Commerciale Campania, non ha convinto molto le fazioni di minoranza. In particolare dagli scranni dell'udc si sono levati cori di protesta. Ai centristi, l'intervento dell'assessore diellino è apparso come la vera bufala di tutta la vicenda. Addirittura non manca chi non esclude che le parole di Salzillo potrebbero essere un velo di Maya atto ad ammantare sotterfugi che, se disvelati, non incontrerebbero il favore dei cittadini. E' Angelo Zarrillo Maietta che si erge a portavoce della compagine politica che rappresenta per palesare la sua opinione in merito alla vicenda. Secondo il centrista, la smentita di Salzillo non sarebbe che una prova, tra le mille avute nell'anno trascorso, di quanto la macchina amministrativa avrebbe bisogno di una revisione totale. «Nonostante la stima fraterna che mi lega all'assessore- sottolinea l'udiccino- devo constatare che egli parla da incompetente della materia. Questo intervento ha rappresentato la conferma che l'esecutivo è allo sbando totale: le risposte a vuoto di Salzillo, a meno di dieci giorni dall'apertura della galleria del centro Commerciale Campania, o vogliono nascondere qualcosa, o non vogliono fare emergere quanto già è stato fatto». Zarrillo Maietta non ha molti dubbi in proposito: la giunta starebbe perorando la causa solo dei suoi elettori, un gruppo, a suo dire, continuamente soggetto a diaspore soprattutto in concomitanza "delle varie zone d'ombra su cui si sta facendo luce". Lo scenario descritto dal centrista mostra una maggioranza con le ossa abbastanza rotte: una zattera della Medusa abbandonata a sé stessa. A sostanziare la sua tesi concorrerebbe non solo il discorso occupazionale che è stato portato avanti, o gli espropri a prezzi stracciati che sono stati effettuati, ma anche il cattivo sfruttamento di una zona, ideata per uno sviluppo serio, e per l'insediamento di poli di terziario avanzato "secondo lo spirito degli Interporti italiani ed europei, e ridotta ad ospitare un centro commerciale". Ma ormai, secondo Zarrillo Maietta, il danno è fatto, e a lui ed al suo gruppo, non resta che «invitare tutte le compagini politiche ad abbassare i toni della polemica, chiedendo all'amministrazione di mettere a disposizione i nominativi di tutti gli operatori commerciali che saranno accolti presso la galleria, allegandovi un avviso pubblico ad hoc; o altrimenti di attivare l'Informagiovani per rendere quanto più trasparenti possibili gli indirizzi telematici, e non , a cui spedire i curriculum vitae».
Di parere concorde è Franco Zinzi. «L'intervento di Salzillo - sottolinea il centrista - è stato maldestro, e soprattutto non era obbligatorio. Il vice del vice sindaco, nella smania di dover intervenire, è stato molto impreciso. I link delle grandi aziende, che investiranno a Marcianise, fanno quasi tutti esplicito riferimento all'apertura del Centro Commerciale Campania. Inoltre tali società sono quelle che, tramite il centro commerciale, hanno già chiesto l'autorizzazione per insediarsi all'ufficio Annona, lo stesso per cui l'assessore diellino ha la delega. Per questo dico che Salzillo non poteva non sapere. Del resto sarebbe stato grave se fosse stata annunciata l'apertura della galleria soprastante il carrefour per il prossimo 5 settembre, e non fossero partite le selezioni del personale. Per la vicenda dei colloqui occupazionali, noi non abbiamo reperito informazioni solo dal web, ma abbiamo anche raccolto le testimonianze di cittadini che vi hanno partecipato, e che ancora aspettano di essere richiamati»

Altri link per le offerte di lavoro al C.C.C.

Riportiamo la prima parte di un comunicato stampa che abbiamo letto da Casertasette.
«MARCIANISE:TUTTO PRONTO PER L'APERTURA A SETTEMBRE DEL CENTRO COMMERCIALE CAMPANIA
Marcianise (Caserta) - Aprirà i battenti il prossimo mese di settembre il Parco Commerciale “Campania”, frutto della collaborazione sinergica tra l’Interporto Sud Europa (la società che gestisce la struttura intermodale Marcianise-Maddaloni) e la Corio (il gruppo olandese, leader del settore commerciale, che ha acquisito i diritti della galleria e di alcuni spazi esterni).
L’intervento - che si sviluppa su un’area di 360 mila metri quadri - sarà, a regime, il più grande complesso commerciale del Sud Italia. Nel Parco Commerciale “Campania” troveranno spazio una galleria commerciale con oltre 200 negozi, un ipermercato (Carrefour), medie strutture di vendita esterna, tra cui Decathlon, Brico Center, Saturn, Zara, un multiplex con 11 sale e capienza di 2.500 posti a sedere, zone di intrattenimento, spazi verdi attrezzati ed ampi parcheggi per oltre 8.000 posti auto. Completa l’offerta della Galleria Commerciale, la food court con oltre 30 ristoranti tematici, per complessivi 5.000 mq.» (27 agosto 2007-12:27)

Facendo il paio con le dichiarazioni di Raffaele Salzillo sulla stampa del 24 agosto scorso (nelle quali egli dichiarava che le notizie da noi riportate erano una "bufala"), ci siamo avventurati ancora nel web alla ricerca di altre offerte di lavoro collegate alla apertura del C.C.C. ed abbiamo trovato altri siti di cui vi forniamo gli indirizzi.
In essi - avendo attenzione alle sezioni "lavora con noi", "opportunità di lavoro", "offerte di lavoro", "jobs", "careers", "human resources" e simili - troverete le diverse opportunità.
Vi consigliamo di fare un giro cliccando sui limk e poi fare una telefonata a Salzillo per informarlo di quello che succede nel settore di competenza del suo assessorato.

Zara (responsabili)
Zara (commessi)
Bershka (commessi)
Bata
Saturn
Calzedonia
Scarpe e Scarpe
H&M
Combipel
Sephora
Percassi
Stoili Oro
Terra Felix
Upim
Salmoiraghi & Viganò

lunedì 27 agosto 2007

I link alle offerte di lavoro al C.C. Campania

Per i giovani di Marcianise, e comunque aspiranti ad un posto di lavoro, i canali di accesso rimangono i soliti e cioè quelli della ricerca di annunci. Avendo letto sulla stampa che da qualche tempo erano addirittura iniziati i colloqui di selezione per impiego presso il centro commerciale Carrefour di Marcianise abbiamo messo in opera le nostre minime conoscenze del web e siamo andati alla ricerca di quello che era possibile reperire sulle offerte di lavoro che interesseranno la struttura.
Al momento abbiamo individuato alcuni accessi alla modulistica da inviare via internet.
Provate a cliccare sui link che trovate nella tabella sottostante e ...
BATA (moda) vai al sito
UPIM (grande distribuzione) vai al sito
SALMOIRAGHI E VIGANO' (ottica) vai al sito
Terra Felix s.r.l. (ristorazione) vai al sito

Offerte di lavoro al C. C. Campania

22/08/07
Per i giovani di Marcianise, e comunque aspiranti ad un posto di lavoro, i canali di accesso rimangono i soliti e cioè quelli della ricerca di annunci. Un'altra occasione persa per la città è rappresentata da questa vicenda che ancora una volta è mortificata per colpa di una classe di amministratori capace solo di beccarsi per qualche posto al sole e per una indecente corsa al proprio spicciolo tornaconto. Nessuno di loro sarà rimpianto e meno che mai passerà negli annali della nostra storia cittadina se non per la piccineria dimostrata mentre avevano il potere di fare qualcosa in più che dilapidare irresponsabilmente un credito immeritato.
La vicenda del Carrefour vive oggi, quindi, l'ennesima puntata di drammatica inettitudine. I nostri cittadini, giovani innanzitutto, sono trattati alla stregua di qualunque altro in Italia non potendo godere di una occasione di occupazione che a loro doveva essere riservata per il grosso sacrificio fatto dalla nostra comunità allorché il territorio veniva offerto su un piatto d'argento. Un vero affare, ma solo per qualche squallida speculazione e qualche portafoglio che dalla intera vicenda esce molto irrobustito. Una attività minima poteva essere almeno posta in essere, come ad esempio i manifesti murali ed annunci attraverso i più diversi mezzi di comunicazione, ed una più puntuale informazione attraverso gli organi a ciò deputati (leggi, ad esempio: Informagiovani). Nulla di tutto questo è stato fatto. Nel nostro piccolo noi dell'UDC, malati come siamo di campanilismo, abbiamo cercato di adoperarci e, avendo letto sulla stampa che da qualche tempo erano addirittura iniziati i colloqui di selezione per assunzioni presso il centro commerciale Carrefour di Marcianise (C.C. CAMPANIA), abbiamo messo in opera le nostre minime conoscenze del web e siamo andati alla ricerca di quello che era possibile reperire sulle offerte di lavoro che interesseranno la struttura. Abbiamo individuato alcuni accessi alla modulistica da inviare via internet pubblicandone il link sul nostro sito. E' davvero poco, ma i nostri mezzi allo stato attuale solo questo ci hanno consentito.
P.S.: i primi annunci risalgono addirittura al 2 luglio 2007 (vedi)

Feste, farina e forca ... mentre Fecondo vola alto

«Abbiamo letto che il nostro primo cittadino, il quale “in ragione della dimostrata dedizione al suo popolo” ha passato la settimana di ferragosto in Municipio per realizzare il suo “convincente programma di governo” (come pomposamente ci ha ricordato qualcuno), ha dichiarato di voler ripristinare la verità nei confronti di una vuota opposizione che fa solo demagogia.» Inizia così il commento di Giovanni Russo, segretario dei centristi di Marcianise, al comunicato stampa di accusa del Sindaco nei confronti dell’opposizione. «Ad onore del vero non è solo la minoranza a non condividere l’entusiasmo del Sindaco, salvo voler considerare opposizione anche la sinistra che lo ha portato alla riconferma, qualche associazione e qualche comitato tradizionalmente a lui vicini. Noi, dal nostro canto e non per il solleone oppure a voler profittare delle meritate vacanze del “gatto”, il giudizio tutt’altro che lusinghiero sull’operato della compagine targata Fecondo l’abbiamo espresso nelle poche occasioni in cui ce n’è stata data l’opportunità in Consiglio Comunale ovvero sulla stampa, come graziosamente suggerito più volte dalla loro presidenza del consiglio adusa ad ostacolare ogni dibattito che superi la soglia consentita dal cloroformio, e soprattutto de visu.».
Identico il parere del consigliere comunale UDC Angelo Zarrillo Maietta: «E’ negativa la nostra valutazione di una amministrazione che si nota per assenza, carenza, pressappochismo, incompetenza e che, dopo ben 6 anni, fa ancora proclami. Assenza sui temi più pressanti e sul quotidiano non derivano certo dal volare alto di Fecondo e meno che mai dalla presenza della Commissione d’accesso oramai configurata come alibi e, solo per questo, evento fortunato per il centro sinistra. La continua “distrazione” su progetti e finanziamenti dovuti alla giunta Foglia (PRU, rifacimento rete idrica, completamento ospedale e velodromo, il tutto per oltre cento miliardi delle vecchie lire) e che hanno costituito la rendita delle successive amministrazioni le quali dal proprio verso riescono solo a non procurarsi ed a farsi sfuggire, vedi da ultimo i contratti di quartiere. I protocolli d’intesa ridotti a carta straccia a totale discapito della occupazione e del patrimonio. La dismissione e chiusura di vere occasioni di lavoro. E’ questo il vero nulla, quello delle “mani sulla città”. Non servirà qualche impiego da commessa o lavapavimenti, che potrà essere conseguito solo votandosi al giusto “gancio”, a reintegrare la dignità cittadina.»
«Brilla questa amministrazione solo per le prebende e per la riconoscenza verso i propri grandi e piccoli accoliti, campi nei quali siamo accusati di fornire dati falsi. Mentre siamo ancora in attesa di conoscere quelli veri – conclude Giovanni Russo - dobbiamo leggere dalla stampa (per l’informazione ed il confronto consiliare pare non ci sia tempo) di una attività amministrativa fatta ancora e soltanto di incarichi professionali e di spese folli sostenute per soddisfare la vanagloria di qualcuno “bolla d’aria” e scandalosamente finanziate dal fondo di riserva.»

Politica e stampa (di Giovanni Russo)

14 agosto 2007

Il segretario della Margherita, il garbato Casimiro Golino che stimo e del quale conosco lo sforzo quotidiano che profonde nello specifico ruolo, sottolinea la distanza affermatasi tra il cittadino e le forze politiche. La sua affermazione è condivisibile in linea generale ed anche noi siamo impegnati in questo sforzo di recuperare un rapporto più quotidiano con quello che poi è il soggetto e l’oggetto dell’azione politica. Egli ti conferisce il mandato ad amministrare e ad essere vigile nella cura delle sue esigenze e manifestazioni interpersonali, per dirla in maniera sommaria. Questo il compito affidato alle seconde con l’obbligo primario della onestà mentale.
Oggi, nella nostra città, qualcuno della maggioranza viene purtroppo meno al mandato ad amministrare. Ciò è, paradossalmente, nell’ordine delle cose, un ordine sicuramente distorto e che non trova giustificazione se non nella sua incapacità ad assolvere al mandato preteso ad ogni costo e comunque ricevuto. A copertura di tale sua manifesta inidoneità si impegna molto in quella che io definirei una campagna elettorale senza fine, nella quale la proposizione di una immagine di efficienza è lasciata tutta all’apparire. Si tratta purtroppo di un apparire vuoto di contenuti e distante dalla realtà delle cose, dai problemi quotidiani che chiedono soluzione.
In questo vano impegno brilla qualche incredibilmente quotato esponente del centro sinistra che ogni giorno ci propina sulla stampa una pretesa attività, tuttavia ancora da venire, inondandoci ancora di buoni propositi e progetti che invece ci saremmo aspettati realizzati allo stato delle cose. Ci si eviti almeno questo sfottò. E’, tale atteggiamento, incontrovertibilmente offensivo della intelligenza del “mandante” il quale dopo aver prestato, per le più svariate ragioni, il proprio consenso non si aspetta più promesse e dichiarazioni di intenti ma fatti.
Questi oggi mancano per il cittadino ed al Segretario Golino mi corre l’obbligo di chiedere la riattivazione almeno dei momenti di partecipazione politica, il Consiglio Comunale e le conferenze dei capigruppo, che la sua parte ha affossato lasciando che importanti questioni, come quelle sollevate dalle nostre inascoltate mozioni, giacessero in qualche cartellina. Ha ragione a stigmatizzare una politica fatta esclusivamente attraverso la stampa; è una stortura ma è l’unica cosa che ci si offre anche se a volte anche qui i dadi sono truccati.
Tutto rinviato a settembre, alla ripresa dell’attività che però sarà ancora dedicata alla definizione dei contenitori, sul tipo del nascente Partito Democratico, delle alleanze e della rappresentanza. Intanto la città, novella Sagunto, attende.

Casini: il mio centro moderato e riformista


Lettera a "LA STAMPA" pubblicata il 14/8/2007
Il mio Centro moderato e riformista
di PIER FERDINANDO CASINI

Caro Direttore,
i dibattiti sull’ipotesi di ricostruzione di un partito «grande e di centro» finiscono, il più delle volte, per alimentare i sogni di mezza estate o goffe cacce alle streghe. Non è stato così per l’analisi lucida e dura del professor Ricolfi, che ha rivolto ai centristi e all’Udc critiche non del tutto infondate. Per una volta, vorrei evitare quella difesa d’ufficio inevitabile per chi ha ruoli di responsabilità in un partito. Ammettere i limiti della propria formazione politica può essere la premessa migliore per andare avanti nella direzione giusta. Ricolfi spiega che «il postulato in base al quale più si è moderati, più si è riformisti» è falso. Per dimostrarlo cita una serie di esempi in cui l’Udc non ha dimostrato una grande vocazione liberale. Ha ragione. Gli episodi in cui la tentazione di poter incrementare i consensi seguendo la scorciatoia dell’aumento della spesa pubblica non sono pochi e non sono irrilevanti.
Il Paese ha bisogno d’altro. Ha necessità di riforme profonde, strutturali. Non serve, secondo Ricolfi, un partito dei moderati, ma il partito della responsabilità e del merito. Concordo e ammetto che oggi quel partito in Italia non c’è ancora. Un leader politico, però, non può accontentarsi di fotografare l’esistente e di limitarsi all’autocritica. Personalmente, voglio impegnare me stesso e il partito di cui faccio parte, l’Udc, a essere parte attiva di un contenitore radicalmente riformatore.
Quando, dopo la fine della Dc, abbiamo fondato il Ccd l’abbiamo fatto con un’idea molto chiara: l’esaurimento di quel grande partito popolare di massa consisteva nella deriva che aveva preso negli ultimi dieci-quindici anni, caratterizzati da una gigantesca trasformazione dello stato sociale in un grande stato assistenziale che distribuiva benefici a tutti, anche a chi non ne aveva bisogno, a scapito della necessaria selezione dei bisogni e anche a scapito del merito e del sacrificio che, in ogni democrazia liberale, debbono essere le vere discriminanti selettive. Per questo, sin dal ‘94, abbiamo manifestato la nostra contrarietà all’idea di rifare un’altra Dc, non solo per l’esaurirsi delle condizioni storiche del tempo (fine dell’unità politica dei cattolici, caduta del muro di Berlino, simbolo della guerra fredda), ma anche e soprattutto per questa discontinuità che i tempi richiedono. Oggi il Paese chiede altro, qualcosa di radicalmente nuovo che non sia figlio della nostalgia. Richiede una nuova mentalità politica e forse una nuova classe dirigente, ma da qualche parte bisogna pur partire. Mi limito a segnalare che alcuni mesi fa si è tenuto il congresso dell’Udc. Oltre a confermare la fiducia al nostro segretario, i delegati si sono divisi - con tanto di votazioni (assai poco frequenti negli altri partiti) - su temi importanti e per certi versi «nuovi» come pensioni e ambiente. È emerso il profilo di un partito che scommette, magari con un po’ di fatica, sull’innovazione, sul cambiamento, sulla riforma di un sistema previdenziale che guardi ai giovani ed eviti possibili scontri intergenerazionali, sul nucleare troppo frettolosamente archiviato. In questo anno di opposizione abbiamo tentato di essere conseguenti. Abbiamo trattato il tema delle liberalizzazioni, delle pensioni stesse, dei servizi pubblici locali con serietà e con quella «radicalità» che giustamente l’editorialista della Stampa reclama.
Essere moderati non significa essere banderuole esposte ai quattro venti. Avere radicamento territoriale non significa essere clientelari. Essere parte della tradizione cattolica del nostro Paese non è motivo di disonore. Coniugare questi caratteri con le battaglie del libero mercato, di uno Stato più leggero, ma anche più equo, non è facilissimo. Ma non è impossibile. In questi anni abbiamo fatto tanta strada: commesso anche errori, ma da quelli abbiamo saputo trarne le giuste lezioni. La strada da percorrere è ancora tanta. E le difficoltà sono proprio quelle evidenziate da Ricolfi. Chi ha a cuore la sorte del proprio Paese non può sottrarsi a questa sfida. Per l’Udc la battaglia dei prossimi mesi non sarà quella di rifondare un improbabile partito che contrapponga la definizione «centro» alle prevalenti «destra» o «sinistra», poiché siamo consci che ormai questi schemi sono logori e vecchi, figli di stagioni ideologiche che giustamente nella vicina Francia il presidente Sarkozy ha archiviato rompendo tabù e incomunicabilità, facendo un governo della modernizzazione contro tutti i conservatorismi. La sfida è questa: essere, insieme, moderati e radicali si può.

Il sito ECOGEST era illegale e non poteva essere alternativo all'ECOBAT


10/08/07

AVEVAMO RAGIONE. IL SITO ECOGEST ERA ILLEGALE E NON POTEVA ESSERE ALTERNATIVO ALL’ECOBAT.
di Franco Zinzi

Come al solito avevamo ragione. Più volte abbiamo denunciato in consiglio comunale e sulle pagine dei quotidiani che il sito di stoccaggio realizzato dal Commissariato per l’Emergenza Rifiuti nei pressi del depuratore Ecogest era illegale. Un sito di stoccaggio realizzato senza i crismi della sicurezza ed a ridosso dei Regi Lagni con il percolato che si riversa nelle acque di questo ultimo già ampiamente inquinato dagli scarichi abusivi industriali.
Quando ci fu imposto alla fine degli anni novanta, il nostro amatissimo sindaco Gianfranco Foglia si batté con tutte le sue forze, ma allora la Magistratura non era attenta alle azioni del Commissariato ed il terreno è di proprietà regionale.
In questa consiliatura abbiamo addirittura prodotto un esposto presso la Procura della Repubblica di S. Maria C.V. e quando i nostri colleghi della CDL ne hanno proposto l’utilizzo come sito alternativo a quello realizzato presso l’Ecobat, ci siamo opposti mentre il sindaco e la giunta plaudevano per l’opposizione collaborativa dei cidiellini. Noi eravamo i cattivi che facevano opposizione senza proposte.
Oggi la Magistratura ha posto sotto sequestro nove siti illegali realizzati dal Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Provincia di Caserta tra cui quello marcianisano. Personalmente ho più volte spiegato che il termine “ecoballa” è proprio una grossa balla. Se non si conferisce differenziando i rifiuti come può essere ecologica una balla di rifiuti? Non si tratta altro che del rifiuto solido urbano imballato in contenitori e messo su di una piattaforma a marcire. Questo è quanto si vuol fare anche presso la Ecobat. Ma stavolta con l’intervento della Magistratura spero che ogni intenzione di sversare nella Ecobat sia svanito.
Ciò che fa rabbia è che i nostri amministratori scendono dalle nuvole e dichiarano di non sapere niente e di venire a conoscenza dei problemi tramite i giornali. In realtà sono irresponsabilmente succubi dei vertici politici regionali a scapito della salute loro e dei loro concittadini.

Il rione Trentola di Marcianise è ancora senz'acqua

Alla denunzia dei residenti nelle strade di “Trentola”, ridotti da giorni senza acqua, hanno risposto in maniera piccata gli assessori Laurenza e Riccio suscitando l’ulteriore sdegno dei primi. I signori Ianniello Alessandro, Rasulo Angelo e Rasulo Cesare, Siciliano Carmine, Valentino Francesco, Amoroso Tommaso e Alberico Michele, capeggiati dal maresciallo dei Carabinieri Giovanni Farina, tutti residenti nelle vie Perugia, Assisi, Norcia ed altre della zona, ricordano come da tempo il Consorzio Idrico ha allertato il Comune di Marcianise. Dopo decine di interventi inutili per il pessimo stato della condotta idrica ridotta come un colabrodo e che oramai da quelle parti non regge più, solo la pubblica denunzia del consigliere UDC Pasquale Salzillo ha prodotto l’avvio dei lavori.
«L’assessore Domenico Laurenza ha poco da dire della mia disinformazione – afferma Pasquale Salzillo - Fatto sta che i lavori sono ancora in corso e la zona è isolata per l’interruzione di via Trentola. Forse quello non informato dello stato della città è proprio lui e verrebbe da chiedersi in cosa sia impegnato visto che ancora non ci accorgiamo della sua presenza se non quando rende pubbliche le cose che lui sta pensando. Dopo più di un anno di amministrazione ci aspettavamo fosse finito il tempo di pensare e che fosse il caso di cominciare ad agire. Questo tipo di atteggiamento da parte sua mi ha veramente deluso, anche lui invece che operare ritiene che la migliore difesa è l’attacco».
Di altro tipo è stata la risposta dell’assessore Riccio il quale ha fatto sapere che si sta adoperando per risolvere il problema. Dai residenti viene il compiacimento per il fatto che l’assessore all’ambiente, tra i suoi tanti impegni, abbia trovato anche il tempo di interessarsi di un altro settore dell’amministrazione. «Farebbe bene Riccio ad impegnarsi di più sull’igiene e bonifica della zona – fanno sapere da quel quartiere – visto che abbiamo denunziato a lui ed anche alle Autorità l’invasione di topi e serpenti che stiamo subendo».
03/08/07

Dopo le già denunziate vicissitudini la zona di Trentola è anche senz'acqua


LE ROI S’AMUSE

Evidentemente alcuni marcianisani sono meno cittadini di altri. Da più di 5 giorni gli abitanti della zona di “Trentola” sono lasciati senza acqua poiché la fatiscente condotta idrica avrebbe bisogno di essere rifatta e ciò, ritiene il Consorzio Idrico, non rientra nelle sue competenze. «Nemmeno più gli interventi tampone sono possibili e questi nostri concittadini sono lasciati ancora una volta a se stessi, quasi come le zone meno evolute del continente africano».
Lo afferma il Consigliere Comunale UDC Pasquale Salzillo che aggiunge: «Dopo il fai da te con l’eterna emergenza rifiuti, anche con le necessità idriche, che dovrebbero assicurare un minimo di vivibilità, l’intera zona rimane fuori da ogni attenzione da parte di quelli che per chiedere il voto avevano fatto intravedere la terra promessa. Ed invece da aprile quei concittadini hanno dovuto ripulirsi da soli le strade e sono in attesa di interventi urbanistici minimi ed essenziali. Oggi la maggioranza è impegnata a litigare su come sarebbe meglio continuare a vivacchiare alla faccia della città e non ha più tempo nemmeno per venire in consiglio comunale. Giustamente, come dice il vice presidente del consiglio, i nostri amministratori devono fare le ferie ed hanno bisogno di riposare dopo il tanto lavoro fatto per noi. Se questo significa che altri non hanno diritto nemmeno a veder tutelate le proprie necessità vitali non fa niente, l’amministratore è stanco e deve rilassarsi. E se il cittadino è con l’acqua alla gola gli tolgono anche quella.»

“Caro Rutelli, il coraggio lo devi avere sul serio”


Un po’ è stufo, forse, Pier Ferdinando Casini. Stufo di certe blandizie inconcludenti che arrivano dall’area moderata del centrosinistra; e infastidito da quella rete di sospetti e malizie con cui Berlusconi e Fini - ma soprattutto Fini - cercano di condizionarne l’agire politico. In più, osserva quel che accade all’Italia («Un Paese che cammina verso il baratro») e si dichiara stupefatto che «ci sia ancora chi difende questo bipolarismo». La sua ricetta è nota: «Abbiamo il dovere di costruire una risposta all’altezza della situazione: ma occorrono scelte impopolari che la politica può compiere solo se sigla un armistizio». Ecco quel che chiede, sull’onda di quanto accaduto in Olanda, Germania e Austria:
«Quando parlo di governo di salute pubblica, penso a un esecutivo che faccia le cose impopolari necessarie al Paese: cose impossibili con i demagoghi seduti in Consiglio dei ministri».
Lei insiste, presidente, ma le hanno già riposto di no sia da destra che da sinistra...
«Si figuri, vedo anch’io che il buonsenso è in minoranza. Ma ci vuole costanza. Per altro in privato tutti - ripeto: tutti - dicono che quella è la soluzione. In pubblico, è chiaro, non possono: perché con questo continuo evocare le elezioni, nessuno è così suicida da porre apertamente la questione».
Lei insiste. Per convenienza, come l’accusano nel centrodestra?
«Ho già detto che non ho la vocazione della crocerossina. Aggiungo che sono una delle persone anche internazionalmente più impegnate del centrodestra. Sono presidente dell’Internazionale democratico-cristiana, sono succeduto ad Aznar, partecipo ai vertici del Ppe. Al contrario di quel che ipotizza qualcuno, l’ultimo dei miei problemi è aiutare il Partito democratico. E sono stupito da certa miopia...».
Ce l’ha con Fini?
«Ce l’ho con certe analisi volutamente monche. Per esempio: tra noi c’è chi ritiene che vada tutto bene e i problemi del Paese nascano dal fatto che Prodi governa male. Dunque, Prodi a casa e problemi risolti. Temo invece che, se manderemo via Prodi, chi lo sostituisce produca un’altra delusione, perché è il sistema che si è inceppato. E mi meraviglia che sia quasi più Berlusconi a rivelarne la consapevolezza - con le critiche al bipolarismo - di leader che per professionalità dovrebbero ben vedere i rischi che abbiamo di fronte. Per altro, parliamo di problemi non solo nostri: basti pensare alla crisi del potere che attraversa mezza Europa»
Beh, in verità Sarkozy da tutti indicato a modello...
«Ecco, proprio Sarkozy: nonostante sia presidente della Repubblica, di fatto premier e capo della maggioranza, chiede più poteri, paventando una trasformazione in senso ancor più presidenziale della Repubblica. E dove non si va verso soluzioni simili, per risolvere la questione del potere - intendo della sua gestione, del suo agire con velocità - si uniscono al governo partiti tradizionalmente alternativi. Non è solo la via scelta in Germania. Anche in Olanda e Austria la politica ha attraversato con l’armistizio questioni gigantesche».
Se però lo propone lei in Italia, ecco l’accusa di trasformismo. E’ questo che vuol dire?
«E’ uno specchietto per le allodole, fa parte della propaganda. Onestamente, e col massimo rispetto, andiamo a vedere le presenze dell’Udc e magari di An e vediamo chi viene meno all’impegno di fare opposizione in Parlamento. E’ chiaro che il problema non è quello. In un’unica circostanza l’Udc ha votato col governo: è il caso del sostegno ai nostri militari in Afghanistan e ancora sono allibito per la miopia di chi ha fatto scelte diverse».
Allora qual è il problema?
«Forse il problema sta nei timori di qualcuno».
Che intende?
«Prendiamo Berlusconi e Fini. Silvio ha tanti difetti - che io ho spesso evidenziato - ma anche meriti. E soprattutto non è fesso: discute serenamente di legge elettorale alla tedesca sapendo che la garanzia di non essere aggirato sta nella forza e nella capacità di proposta. Fini, invece, sembra sospettoso, teme tranelli... Non capisco perché chi ambisce alla leadership debba aver paura di essere aggirato se ha dalla sua la forza delle idee e la convinzione che siano giuste».
Magari perché teme la rinascita di un centro che - grazie a una legge elettorale meno bipolare - giochi su due tavoli. Si è molto scritto, nei mesi scorsi, del suo dialogo con Rutelli...
«Sì, ma il dialogo è finito nel momento in cui Rutelli ha deciso di entrare nel Pd. Il che non vuol dire che non continui, per esempio, con quel grande mondo centrista e moderato andato in piazza nel family day. Ma la ricostruzione di quell’area non è certo ipotizzabile in una fase così confusa e torbida...».
Però Rutelli insiste: nel Manifesto dei coraggiosi prospetta un “centrosinistra di nuovo conio” e alleanze diverse per il Pd. Che risponde?
«Che intanto quei coraggiosi non si rivelano tali quando si tratta di tirar le somme delle enunciazioni fatte. Certo, Rutelli cerca di colmare il vuoto tra il centrosinistra e il mondo moderato di cui parlavo prima: in questo senso è competitivo, antagonistico ma anche contiguo alla nostra linea. Ma se si tira avanti con questo governo, ogni intento coraggioso sarà seppellito. Se invece lo scenario cambia, allora vedremo come e in che direzione. E ne riparleremo».
Certo è singolare che lei insista a chiedere le dimissioni di un governo che ha appena chiuso la difficile riforma delle pensioni.
«Già, ma l’ha chiusa con una specie di vorrei ma non posso, stretto come sempre tra riformisti, radicali e sindacati. E’ una riforma che scontenterà tutti. In più, annoto che siamo l’unico Paese con alto debito che si pone il problema di addolcire lo scalone. La cui demolizione rientra in quel vizio italiano per cui ogni governo deve distruggere quanto fatto dal precedente. Anche questo stufa la gente, dando spazio alla cosiddetta antipolitica».
Sarà mica ancora colpa di Prodi?
«E’ colpa di un sistema che consegna alle estreme il diritto di veto. Lo sfascio deriva dal bipolarismo italiano, che determina un’insopportabile incapacità a decidere. Non a caso l’antipolitica monta oggi. La gente è anche disposta ad accettare gli alti stipendi dei parlamentari, ma non giustifica alti stipendi in cambio dell’inefficienza. Capisco personalità come Montezemolo che firmano il referendum come monito al legislatore. Non capisco se lo fanno leader politici: infatti, se davvero si sostiene che col referendum lo scettro delle decisioni torna nelle mani del cittadino, siamo alla presa in giro».
E’ dunque una legge elettorale alla tedesca, come dicono ormai anche Fassino e Rutelli, la soluzione di ogni problema?
«Il Pd ha bisogno di una legge come quella per non subire più i diktat dell’estrema sinistra. Ma vale per tutti i partiti. Una ristrutturazione del sistema che permetta di passare dalla costrizione alla libera scelta, serve prima di tutto al Paese. Ma ripeto: senza un armistizio, senza un esecutivo di salute pubblica, mi pare difficile procedere».
E lei davvero farebbe un governo con Fassino e D’Alema, accusati di esser «consapevoli complici di un disegno criminoso»?
«Non mi piacciono le sentenze preventive e poiché sono una persona seria il mio garantismo non procede a intermittenza, secondo le convenienze della politica».

da LA STAMPA del 22 luglio 2007

sabato 4 agosto 2007

Mozione sulla adesione alla Rete Nazionale "Città Sane"

Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco

Comune di Marcianise

Mozione sulla adesione alla Rete Nazionale Città Sane dell’OMS – Costituzione di un Comitato Tecnico e Scientifico – Costituzione di un Osservatorio
Finanziamento di un progetto di informazione e screening diagnostici – Finanziamento di uno studio sulla consistenza dei “determinanti tumorali”



Il Gruppo Consiliare dell’U.D.C.,
premesso
che nella Regione Campania è in vigore lo stato di emergenza per il problema dello smaltimento dei rifiuti;
che la gestione non corretta del ciclo dei rifiuti e le innumerevoli pratiche illegali legate all’attività di smaltimento dei rifiuti, sia solidi urbani che pericolosi e tossici, hanno determinato sul nostro territorio una crisi ambientale e sanitaria che ha raggiunto ormai livelli preoccupanti;
che uno studio sull’impatto sanitario dei rifiuti nei comuni delle province di Napoli e Caserta, commissionato dalla Protezione Civile alla Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) ha confermato la presenza di rischi elevati di mortalità per varie cause e malformazioni congenite;
che, in particolare, i risultati di questa prima analisi hanno messo in evidenza numerosi eccessi di rischio, rispetto al resto della Regione Campania, in comuni compresi in una determinata area al confine tra le due province di Napoli e Caserta;
che, per quanto più direttamente ci tocca, è stata evidenziata un’area nella quale la mortalità generale ed i tassi specifici per diverse patologie tumorali sono particolarmente elevati rispetto ai valori regionali;
che l’area in parola comprende alcuni comuni della parte Sud orientale della Provincia di Caserta ed in specie Marcianise, Capodrise e San Nicola la Strada oltre che Caserta ed alcuni altri dell’agro Aversano, non dimenticando altri a noi limitrofi della provincia di Napoli come Caivano, Frattamaggiore e Sant’Antimo;
che in questa area la mortalità per tutte le cause è stata definita “in eccesso significativo” e che esistono “segnalazioni epidemiologiche” che hanno messo i “determinanti principali dei tumori” in relazione ad esposizioni strettamente ambientali derivanti dalla vicinanza residenziale a siti di trattamento dei rifiuti;
che, ancora in tale studio, si afferma che «le zone a maggior rischio identificate negli studi sulla mortalità e sulle malformazioni congenite in buona parte si sovrappongono e sono interessate dalla presenza di discariche e siti di abbandono incontrollato di rifiuti»;
che tali analisi descrittive sono state, tuttavia, condotte a livello provinciale e su dati provenienti dai nastri di mortalità ISTAT;
considerato
che il menzionato studio sull’impatto sanitario dei rifiuti auspica «l’approfondimento a livello subcomunale, la correlazione con indicatori di esposizione, l’integrazione nello studio di altri esiti sanitari e la valutazione delle associazioni fra la variabilità degli indicatori di salute (mortalità, morbosità, malformazioni congenite sex ratio) e quella degli indicatori di contaminazione ambientale»;
che in tale ottica si rende necessario approfondire studi specifici, all’interno di aree ristrette, sul legame tra l’inquinamento ambientale e le malattie oncologiche realizzando, ad esempio, la registrazione dei casi di cancro ai fini sia descrittivi che analitici;
che sempre in relazione ad aree ristrette, quale quella comunale, si rende necessario l’utilizzo di analisi cliniche, chimiche, biochimiche e genetiche per valutare il rischio reale che corre la popolazione cittadina;
che un recente dossier realizzato dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) afferma che delle 157.000 morti causate ogni anno dalle malattie oncologiche circa il 40% potrebbero essere evitate grazie alla prevenzione, sulla considerazione di Pasteur che “noi beviamo, mangiamo o respiriamo il 90% delle nostre malattie” e che è dato oramai acquisito che le principali campagne di screening possono ridurre di oltre il 50% la mortalità per cancro;
che, proprio in tale senso, tra le iniziative promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è oramai diffuso il “Progetto Città Sane” il quale ha per scopo di diffondere la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche locali per la salute ed i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi per la salute. Il progetto, gestito dal “Centro per la Salute Urbana” dell'OMS, ha come quadro di riferimento la Carta di Ottawa del 1986 dove l'OMS afferma la stretta relazione che lega la salute con le città ed indirizza le politiche di salute su tre punti fermi:
• integrare le politiche di gestione diretta della salute con le politiche strategiche che appartengono ad altri settori dell’attività amministrativa ma hanno un’influenza sulla salute dei cittadini intesa in senso ampio;
• promuovere lo sviluppo della città secondo criteri di equità, sostenibilità ed attenzione alla persona;
• incoraggiare la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche che hanno un effetto concreto sulla loro vita.
che, alla luce della esperienza maturata dai comuni che già fanno parte della “Rete Italiana Città Sane”, occorre anche nella nostra città un’azione di promozione della salute a livello locale mediante appositi piani integrati con i progetti e le scelte programmatiche amministrative nonché correlati a priorità e sostenibilità.
che una tale azione richiede il coinvolgimento di istituzioni e cittadini, quali l’azienda sanitaria locale, l’università, la scuola, le associazioni di categoria e volontariato;
considerato
che sul nostro territorio rimangono forti i dubbi circa molteplici insediamenti siano essi attivi, dismessi o abbandonati (azienda Visocchi, ad esempio) nonché sversatoi illeciti che ancora rimangono ignoti;
che ancora in questi giorni assurgono agli onori della cronaca i rinvenimenti di depositi incontrollati di materiale di oscura provenienza e consistenza;
che il ripetersi di episodi di combustione naturale oltre che dolosa di importanti cumuli di rifiuti rendono preoccupante lo stato di inquinamento atmosferico e comunque ambientale;
ritenuto
necessario realizzare in tema sanitario una proficua attività per l'implementazione e l’attuazione degli interventi nella logica intersettoriale,
ritenuto
altresì, di poter reperire i fondi nella recente disponibilità di circa 5milioni di euro acquisita con gli introiti di oneri di urbanizzazione
propone
A) L'adesione della Città di Marcianise alla Rete nazionale di Città Sane dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.), che riunisce le città italiane aderenti, nell'azione di promozione della salute, intesa nella sua accezione più ampia e globale del termine, impegnandosi in modo specifico nel raggiungimento degli obiettivi di informazione ed educazione alla salute della popolazione.
B) La costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico che rappresenti i vari organismi e settori dell'amministrazione della città ed operi in maniera pluridisciplinare nelle tematiche del Progetto, come è previsto e prescritto dall'O.M.S. stesso, al fine di dare organicità alle iniziative, altrimenti frammentarie.
C) La costituzione di un Osservatorio quale organismo di più ampia partecipazione esteso alle Associazioni del Volontariato e del Privato sociale per realizzare un'efficace sinergia di lavoro in tema di salute.
D) L’avvio - in regime di convenzione con istituti e/o aziende ospedaliere di alta specializzazione - di un’azione di informazione ed educazione sanitaria sulle diverse patologie oncologiche e di screening diagnostici mirati per la fascia giovani-adulti (19/49 anni) relativamente a mammella, collo dell’utero, colon retto, melanoma e prostata.
E) La progettazione immediata, in tema di cancerogenesi ambientale, di uno studio di ricerca in ordine alla incidenza e consistenza nell’ambito del territorio cittadino di quelli che sono definiti gli indicatori di “contaminazione ambientale” e relativi ai “determinanti principali” dei tumori.
Marcianise, 4 agosto 2007