giovedì 31 luglio 2008

Restituiamo ai cittadini la preferenza: la proposta dell'UDC casertana ha da oggi respiro nazionale


L'Udc ha depositato oggi in Cassazione la proposta
Roma, 31 lug. (Apcom) -

L'Udc ha depositato questa mattina in Corte di cassazione il titolo della proposta di legge su iniziativa popolare per reintrodurre le preferenze nelle elezioni alla Camera dei deputati. "Bisogna restituire ai cittadini la scelta della persona che andrà in Parlamento", ha dichiarato l'onorevole, Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc che ha guidato la delegazione.
"Questo è un atto dovuto - ha detto Cesa - e un modo per riavvicinare la politica alla gente, perchè quando uno viene eletto con la preferenza sta più a contatto con i cittadini. Questo era uno dei nostri obiettivi da sempre ed è uno dei punti previsti dai quesiti referendari".
"Lavoreremo tutta l'estate per raggiungere l'obiettivo e portare quanto prima in Parlamento questa domanda. Raccoglieremo le firme in tutta Italia - ha concluso il segretario dell'Udc - sulle spiagge e nei luoghi di vacanza, sarà un'occasione per entrare in contatto la gente. Mobiliteremo tutto il partito per raccogliere il massimo delle firme possibile".

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mercoledì 30 luglio 2008

Politica e Dirigenza - 2

Il nostro precedente documento dal titolo «Politica e Dirigenza: una riflessione sulla legge che disciplina gli scioglimenti dei consigli comunali» pubblicato lo scorso 11 giugno, voleva gettare la cosiddetta “pietra nello stagno” per sollecitare più attente considerazioni su di un tema di grande attualità e che, purtroppo, ha visto come protagonista “in negativo” il Consiglio Comunale di Marcianise. Ed in verità in parte ci è riuscito! Il riferimento, poi, alla vicenda locale é stato puramente occasionale, uno spunto per intavolare un discorso che, man mano, si sta arricchendo di ulteriori riflessioni e considerazioni quali quelle sul divieto per gli amministratori “sciolti” di potersi ricandidare nella successiva tornata elettorale.
Non diamo giudizi di merito ma c’è da credere che ritrovare tra gli scranni di un’aula consiliare gli stessi “furbetti del quartierino”, sebbene bollati e mandati a casa con infamia, sarebbe per la Legge, per la Democrazia e per i Cittadini una vergognosa messinscena ed una pesante e dolorosa sconfitta.
Dobbiamo anche ribadire che sono da escludere allusioni alla dirigenza marcianisana nonché l’idea che l’UDC abbia voluto accendere un faro sulla stessa per togliersi qualche sfizio, qualche sassolino dalla scarpa oppure consentire ad altri di poter sfogare liberamente i propri risentimenti. Sgombriamo, quindi, la mente da pregiudizi di basso profilo e veniamo ad eccezioni formulateci con competenza, ragionevolezza e correttezza giuridica.
Si è detto: «Se c’è stato voto di scambio il funzionario non lo sa» ed ancora: «Atti perfettamente corretti sul piano formale, potrebbero sottendere interessi illeciti; ma questo non lo sa il dirigente, che controlla solo la fattibilità sul piano giuridico del provvedimento».
Il compito del Dirigente, per la verità, non si esaurisce con la sola verifica della fattibilità sul piano giuridico del provvedimento. Rientra nella sua sfera di competenza anche e soprattutto ciò che consegue all’adozione del provvedimento stesso: la gestione, la funzione, cioè, di guida e di controllo. Ipotizzando anche l’assoluta estraneità del dirigente alla celata “tresca truffaldina”, il responsabile del procedimento (dirigente della struttura o suo delegato) é comunque nelle condizioni di poter controllare ed esercitare appieno tutti i poteri che la legge gli attribuisce affinché l’oggetto del deliberato possa giungere ad esecuzione nel pieno rispetto delle disposizioni normative. Occorre riflettere, parlando di dirigenza, non tanto sul concetto di “voto di scambio” o di versamento di una “tangente” ma sulle relative ed inscindibili controprestazioni quali il favoritismo e qualunque altra irregolarità (non solamente ti scelgo ma ti debbo anche affidare un lavoro leggero, meno faticoso).
Il rapporto col politico si concretizza, com’è noto, con l’affidamento del servizio in forma diretta o mediante pubblica gara “cucendogli addosso il vestito”; quello col dirigente, invece, si concretizza nell’inadeguato controllo in ordine alla quantità ed alla qualità dei lavori e/o dei materiali forniti. Bisogna essere consapevoli che quest’ultimo elemento rappresenta, di fatto, l’obiettivo del “patto scellerato” stipulato tra il politico e l’appaltatore in quanto, in mancanza, verrebbe meno per l’impresa la convenienza economica ad aggiudicarsi l’appalto. Nella fase gestionale, fase dell’esecuzione del contratto e, quindi, della verifica della qualità e della quantità dei lavori e/o delle forniture, vengono alla luce le difficoltà per “l’ignaro” dirigente a cui si faceva poc’anzi riferimento. I lavori non proseguono secondo il programma prestabilito dagli atti di affidamento e/o le forniture non risultano corrispondenti per quantità e qualità al capitolato speciale d’appalto e, quindi, irregolari. Niente di grave, l’appaltatore sollecita il politico “riconoscente” ad onorare l’impegno assunto (Pacta sunt servanda). Viene, pertanto, prospettato al dirigente o di soprassedere sugli “inconvenienti” che si sono manifestati oppure di nominare altro responsabile del procedimento il cui nominativo viene “suggerito” dallo stesso politico. A questo punto è d’obbligo domandarsi se la cronaca ha mai dato contezza di un solo dirigente che abbia denunciato un tentativo di corruzione o di abuso di potere da parte del politico “sovrano” oppure la tresca truffaldina stipulata tra l’ imprenditore ed il politico. Non ci sovvengono frequenti esempi! Eppure ne avremmo estremamente bisogno per continuare ad avere fiducia nelle persone ma soprattutto nelle istituzioni. Tali avvenimenti iniziano e si esauriscono tra quattro mura lontano da occhi indiscreti. Come dire: i panni sporchi si lavano in famiglia. E rimarranno tali in assenza di una seria e scrupolosa indagine da parte delle autorità competenti. Rimane il fatto, però, che in assenza di una circostanziata denuncia penale sull’accaduto, il dirigente dovrebbe, in teoria, rispondere sia sul piano penale che su quello amministrativo-contabile. Nel primo caso per aver omesso di denunciare il tentativo di corruzione, l’abuso di potere e la “combine”, nel secondo perché l’ amministrazione pubblica verrebbe ad essere esposta a maggiori costi rispetto alla qualità del servizio e/o dei lavori eseguiti.
Un esempio nostrano circa il controllo della fattibilità sul piano giuridico del provvedimento è il seguente.
Secondo quanto è noto il Sindaco di Marcianise ebbe ad affidare con propria ordinanza il servizio di spazzamento ad una specifica ditta per la durata di un mese e per l’importo di € 399.803,45 . Il predetto affidamento è stato prorogato e/o rinnovato, con diversi atti ed ancora continua grazie anche alla terna commissariale che attualmente assicura la gestione del Comune. In questa fattispecie v’è da notare l’assenza del contributo dirigenziale e del Segretario Comunale nella fase dell’adozione del provvedimento di affidamento del servizio: non è stato, cioè, richiesto al dirigente di controllare nemmeno “la fattibilità sul piano giuridico del provvedimento”. Vi è da dire che, sia la predetta ordinanza sindacale che i successivi provvedimenti di proroga e/o di rinnovo dell’ incarico de quo, sono da censurare sotto il profilo della legittimità in quanto “nulli perché viziati da difetto assoluto di attribuzione” (la competenza in materia di appalti è di esclusiva pertinenza dei dirigenti). A nessuno dovrebbe sfuggire che l’atto “nullo” è da considerarsi come un’entità inesistente e, quindi, impossibilitato a produrre, in modo assoluto, effetti giuridici. Eppure nessuna censura, ad eccezione di quella politica da noi prodotta in consiglio comunale, è stata sollevata nei confronti di tali atti. Anzi la dirigenza, che è tenuta, come si è detto, a verificare la fattibilità sul piano giuridico del provvedimento, ha dato seguito alla pratica come un qualsiasi provvedimento munito di sigillo della legalità più assoluta. La gestione del servizio, infatti, è stata affidata alla struttura di competenza e non sembra che sia stato eccepito alcuna forma di rilievo giuridico; il contratto è stato regolarmente rogato dal Segretario Comunale o da chi ne fa le veci e sono stati regolarmente introitati anche i relativi diritti di segreteria. Tutto alla luce del sole! Ma per il diritto, a cui faceva cenno qualche commentatore, l’intera vicenda è “ NULLA “, inesistente, anche se il Comune continua a pagare un canone mensile che ascende, oggi, ad € 463.440,00 a fronte di un servizio a dir poco deludente. Non c’è da sentirsi garantiti da una dirigenza “nominata e promossa sul campo dai politici”. Il fine che ha ispirato la riforma “Bassanini” degli anni novanta (separazione del momento politico dell'azione amministrativa, affidato agli organi politici, da quello tecnico-gestionale, affidato ai dirigenti) sia letteralmente naufragato e non sarà mai raggiunto per i seguenti motivi:
a) Ingerenza degli organi politici sull'operato dei dirigenti;
b) Permanenza in capo al politico del potere di nomina del dirigente intuitu personae, unitamente a quello di affidare incarichi dirigenziali ai quali, per contratto, è collegata, a seconda della relativa tipologia, una modesta o una cospicua indennità di trattamento di funzione (soldoni).
Permanendo così le cose a molti dirigenti, che Tacito definiva come coloro che “esercitano poteri regali con animo di schiavi”, non rimane che prediligere la “concordia” alla “conflittualità”, fare “carriera politica” piuttosto che “impegnarsi sui libri o scoprire nuovi orizzonti”. Con la conseguenza, ahinoi, di ritrovarci non una pubblica amministrazione autonoma, con le proprie regole e principi, ma una entità assoggettata al “padrone” in cui svettano a mo’ di “papaveri” dirigenti impreparati, incapaci di adattarsi, senza stimoli, deresponsabilizzati, e che, con la tendenza a regolamentare ogni minimo aspetto della vita quotidiana, incidono negativamente anche sullo sviluppo economico del paese.

Enzo Caputo: Il giovanilismo del PD è una operazione di facciata


«Per aprire agli altri partiti c´è bisogno in primis che i quadri del Pd rivedano seriamente ciò che essi stessi hanno fortemente voluto, ma soprattutto ciò che essi rappresentano: un partito che si caratterizza per una classe dirigente ormai vecchia e riciclata la cui conseguenza è la evidente scarsa attrattiva verso i giovani.
Mancano le basi su cui lavorare per parlare di alleanze questi i presupposti, oltretutto, aggravati dal fatto che il Pd in Provincia di Caserta è la chiara espressione di De Franciscis e di Bassolino che con il loro modo di governare hanno prodotto e stanno continuando a creare disastri.
Non mi stupisce l´interesse nei nostri confronti del vice-coordinatore PD Nicola Ucciero, perchè oggi l´UDC è un partito giovane e ben radicato sul territorio che dedica la giusta attenzione alle politiche giovanili e, dal momento che lo stesso Ucciero è stato per molto tempo impegnato su queste tematiche, i giovani cattolici che rappresento non possono condividere un modo di fare politica "statico" e privo di risposte: tant´è vero che l´Amministrazione provinciale non solo in questi tre anni non è stata in grado di realizzare un serio "Piano programmatico per i giovani", ma neppure di dar vita al "Forum dei Giovani".
Rimane perciò un partito lobbista la cui vocazione giovanile si è riassunta in una operazione di facciata durante le elezioni politiche che hanno portato a scelte totalmente sconnesse dal territorio."
Noi dell´UDC continueremo nel nostro cammino di coerenza e di vero cambiamento della politica: vengono prima i programmi e poi le alleanze.»
Enzo Caputo, Presidente Provinciale Giovani UDC

domenica 27 luglio 2008

Rischio abbattimento per le costruzioni realizzate nelle zone F1

L'UDC HA AFFRONTATO LA QUESTIONE F1
Evidenziate diverse “sviste”.
Si è riunito il Dipartimento Urbanistica - LLPP dell'UDC per studiare la problematica concernente le zone classificate F1 nel PRG. L'argomento è all'ordine del giorno perché il dirigente del SUAP, ing. E. Bernardi, sta notificando diversi dinieghi alle richieste di permesso a costruire nella zona in questione; mentre il dirigente dell'urbanistica, ing. A. Piccolo, sta rettificando i certificati di destinazione urbanistica rilasciati per la stessa zona. Si è iniziato dalla lettura attenta della consulenza legale dell'avv. Guido D'Angelo, che è alla base dei "ripensamenti" dei dirigenti, per poi passare ad analizzare tutti gli atti riguardanti la pianificazione urbanistica e commerciale del territorio in particolare quelli prodotti durante gli ultimi anni: il SIAD, la delibera di consiglio comunale n°41 del 28/10/2005 e la variante al PRG. Il parere espresso dal prof. D'Angelo, che si rifà alla variante al PRG del 1996, trova concordi i membri del dipartimento. In effetti, egli mette in evidenza che tutta la parte di territorio comunale classificata zona F1 ricadente all'esterno delle zone A, B, C e D4 del PRG, e non riproposta nella variante è da considerarsi zona agricola. Ciò, per il dipartimento, è perfettamente concorde con quanto riportato nelle norme di attuazione della variante al PRG del 1996 ed oggi in vigore. Però i tecnici del dipartimento hanno riscontrato alcune anomalie. La più importante è la evidente discrepanza tra quanto previsto nel SIAD ed il PRG in vigore. In effetti alcune zone F1, ricomprese nel perimetro urbano, non sono state inserite nella planimetria allegata al SIAD nonostante abbiano tutte le caratteristiche previste dalla delibera di consiglio comunale n°41/2005: aree inedificate costituite da lotti singoli o gruppi di lotti contigui, di limitate dimensioni, racchiuse tra zone densamente edificate e dotate di un adeguato grado di urbanizzazione, nelle quali non è più possibile la realizzazione delle opere pubbliche in quanto la proliferazione di costruzioni abusive ne hanno mutato la originaria configurazione prevista nel PRG. Ancora la delibera sembra nascere senza alcuna pianificazione. "Era opportuno far precedere alla delibera in questione uno studio attento delle zone F1" dichiara il geom. Biagio Porfidia, vice-segretario UDC e responsabile del coordinamento dei dipartimenti del partito "Nella delibera, bisognava far esplicito riferimento alle zone di territorio interessate, magari con una planimetria allegata con la precisa individuazione. Nella stessa si poteva precisare la esatta attrezzatura pubblica necessaria in quella parte di territorio. In questo modo si rischia di creare un surplus di parchi gioco o di attrezzature sportive dove magari sono più necessari i parcheggi." "E' stata in effetti l'ennesimo atto superficiale ed improvvisato della giunta di centro-sinistra. Una delibera che sembra essere stata buttata lì più per esigenze clientelari che per necessità di pianificazione. Il SIAD, il PRG e la delibera di consiglio comunale n°41/2005 sembrano scollegate tra loro ed ognuna interpreta il territorio per conto suo" chiosa Franco Zinzi, ex consigliere comunale UDC "Ed il fatto che la prima giunta di centro-sinistra fosse composta da ingegneri ed architetti, tra cui il primo cittadino, mi convince ancor di più di ciò che dico. Ma di esempi di "distrazioni" sulla pianificazione del territorio ve ne sono diversi, peccato che questi danneggino non poco la cittadinanza tutta." Ancora i componenti del dipartimento si sono chiesti perché solo adesso, con il commissariamento, i dirigenti del comune hanno chiesto il parere al prof. D'Angelo e come fino ad oggi abbiano potuto sbagliare due uffici tra di loro scollegati: il SUAP per aver rilasciato i permessi a costruire in zona agricola e l'ufficio urbanistica per aver rilasciato certificati di destinazione urbanistica inesatti. Il dipartimento si è riproposto di rivedersi nei prossimi giorni per tenere aperta la discussione e per individuare una soluzione atta ad alleviare i danni arrecati ai cittadini interessati e per proporre dei miglioramenti evidenziando altre mancanze nello strumento di pianificazione affinché si evitino ulteriori disagi alla cittadinanza. Alla serata di studio erano presenti l’avv. Gaetano Madonna, la geologa Filomena Moretta, l’ing. Pasquale Musone, l’arch. Maria Merola, il geom. Biagio Porfidia e l’ing. Francesco Zinzi.

sabato 26 luglio 2008

Il bipartitismo che non c'é

E' questo il tema del sesto seminario nazionale di cultura e politica, organizzato dalla Fondazione "liberal" a Todi nei giorni 25 e 26 luglio.
Al seminario si discute del progetto del Centro "per un nuovo tempo della Repubblica", posto che alla domanda: "può durare l'attuale sistema?" la risposta degli organizzatori non può che essere negativa.
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L'intervento di Ferdinando Adornato:
Per superare il "finto bipartitismo" è ora di aprireun nuovo tempo della Repubblica
Si può dire che la transizione italiana sia finalmente compiuta? Si può dire che il quadro sistemico configurato dalle elezioni dell’aprile 2008 sia definitivo e possa, dunque, durare nel tempo? A noi sembra che si debba rispondere di no. Per diverse, obiettive ragioni.
(leggi tutto)
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Sintesi di alcuni interventi

CESA: parliamo con Pd, cerchiamo di far ragionare Berlusconi
(Perugia), 25 lug. (Apcom) - L'Udc "sta portando avanti" il suo "progetto per costruire un grande contenitore di centro: cercheremo di parlare con il Pd, ma anche di fare ragionare Berlusconi". Lo ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, parlando a Todi durante il seminario organizzato d Liberal, rispondendo a chi gli chiedeva dell'ipotesi di un'alleanza con il Partito democratico. Quanto alle riforme, "le faremo, con Berlusconi e con le altre opposizioni non dipende solo da noi, ci può essere un confronto serio con l'Udc e il Pd".

RIFORME/CESA: legge elettorale banco di prova per rapporto con Pd
Todi (Perugia), 25 lug. (Apcom) - "Voglio essere estremamente chiaro: Veltroni e il Pd devono essere leali e collaborativi. Non concedano alcuna sponda a chi, penso al Pdl, cerca di realizzare una legge elettorale liberticida o creeranno una frattura insanabile con le altre forze di opposizione". Lo afferma Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, parlando a Todi durante il seminario nazionale di politica organizzato dalla Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato. "C'è chi dice che per noi questa vicenda è un vero e proprio banco di prova dei rapporti con il Pd: ebbene, dice la verità", conclude Cesa

BUTTIGLIONE A GASPARRI: alleati? Pdl ci faccia la corte...
Todi (Perugia), 25 lug. (Apcom) - "Siamo il centro. Sappiamo che dobbiamo allearci, chi dice 'mai con Veltroni o mai con Berlusconi' e chi vuole un centro che si può alleare solo con una parte sola, fa diventare il centro un'appendice della destra o della sinistra". Lo afferma Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, a Todi per il seminario di Liberal. "Maurizio - ha detto Buttiglione rivolgendosi a Gasparri seduto in prima fila ad ascoltare - dovete farci un po' la corte...". "Vorra dire ha replicato Gasparri - che ti porto i fiori...". Controreplica di Buttiglione: "E' meglio se li porti alla Santolini (deputata Udc presente in sala). "Voglio ricordarvi - ha concluso Buttiglione - che l'ultima posizione ufficiale del Pdl è 'sciogliteve e venite con noi', altre posizioni ufficiali non ne ho più sentite. Difficile a livello territoriale fare alleanze con chi dice così a livello nazionale"

SANZA, affrettare nascita Unione di Centro
(ANSA) - TODI (PERUGIA), 25 LUG - ''In questo presente cosi' incerto e confuso si mescolano limiti istituzionali, debolezza della classe dirigente, angoscia per gli sviluppi economici e tribolazione delle famiglie italiane''. Lo ha detto il coordinatore nazionale della Fondazione Liberal, Angelo Sanza, al seminario del Think thank a Todi. ''Siamo impegnati - ha aggiunto Sanza - nel perseguire alcuni punti qualificanti della nostra azione: credere in quei valori che danno ragione alla nostra presenza in politica e testimoniarli; coniugare sicurezza e diritti civili; migliorare la qualita' della politica e quindi delle istituzioni con riforme come quella della giustizia, il federalismo e una legge elettorale con le preferenze''.
La nostra area culturale deve segnalarsi su tre elementi distintivi: ispirazione cristiana, liberalismo popolare, virtu' civiche e repubblicane e affrettare la nascita organica dell'Unione di centro''
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Il resoconto della prima giornata su:
"Avvenire"

Zinzi chiede il ripristino del voto di preferenza

E' all'attenzione della competente Commissione parlamentare la proposta di Legge n. 1095 con la quale l'onorevole Domenico Zinzi chiede il ripristino del voto di preferenza per l'elezione dei rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica Il cittadino – ha dichiarato l'On. Zinzi – ha il diritto costituzionalmente protetto del libero esercizio della scelta del candidato al quale conferire il proprio suffragio. In caso contrario viene espropriato di una prerogativa che comprime l'istituto democratico del voto devolvendo la scelta ad altri soggetti, il cui rilievo costituzionale e preordinato a finalità diverse. La proposta di Legge dell'onorevole Zinzi, prevede anche che la candidatura avvenga per una sola circoscrizione, per evitare il meccanismo delle candidature su più collegi che finisce, col sistema delle rinunce di alterare l'autentica volontà popolare.

giovedì 24 luglio 2008

De Franciscis apre all'UDC ... ma Zinzi lo gela

Articoli apparsi su casertace.it
Voto cattolico e alleanze del Pd, De Franciscis apre all'Udc
Il presidente della Provincia, dopo le dichiarazioni di Rutelli: serve un Patto per recuperare la fiducia dei cittadini
CASERTA - Voto cattolico e alleanze del Pd: dopo le dichiarazioni di ieri di Francesco Rutelli, interviene nel dibattito Sandro De Franciscis. Per lui "l’impegno dei cattolici in politica e sulla rappresentanza dei laici credenti devono irrompere nella riflessione sull’identità del Partito Democratico della Campania". Dove sono più evidenti "tutte le perplessità mostrate dall’elettorato cattolico verso il Pd". Da cui, qui nella nostra regione, una "responsabilità ancora più ampia" dei veltroniani, "puntando al patrimonio di esperienze che provengono dai settori del volontariato e dell’associazionismo" per "rendere abitabile la nostra casa anche per tutte queste sensibilità, per questa rete di esperienze e di valori oggi ai margini della riflessione politica e disillusa".
Anche De Franciscis, sulla scia di Rutelli, apre all'Udc "che ha compiuto la chiara scelta di definirsi alternativa alla coalizione che sostiene Silvio Berlusconi. Una parte politica che condivide con noi cattolici del Partito Democratico, valori, storia e tradizione".
Per il vertice di corso Trieste serve un "Patto di popolo su opzioni strategiche per lo sviluppo e la convivenza civile". Per "recuperare ai cittadini la fiducia nelle Istituzioni".
Sicurezza, ambiente, radicamento del partito: questi gli altri temi toccati da De Franciscis, che chiude il suo lungo intervento (i lettori possono leggerlo integralmente qui sotto nel file da scaricare) chiedendo che il Pd diventi "forza piantata con i piedi per terra e con le orecchie ben aperte. Sono i territori, le loro risorse intellettuali e la loro spesso inespressa capacità propulsiva la vera ricchezza ed il vero potenziale del centro sinistra e quindi di una grande forza popolare e riformista come il Pd".
mercoledì 23 luglio 2008

POLITICA
Ma Zinzi lo gela: Sandro, non puoi di notte accordarti con Bassolino e di giorno fare l'occhiolino al centro. Noi guardiamo a Ceceri
Sonora replica del leader centrista all'intervento di De Franciscis sull'apertura all'Udc: è bravo a frequentare il forno più conveniente a seconda del momento
CASERTA - Arriva a stretto giro di posta, dopo la nostra pubblicazione del lungo intervento di Sandro De Franciscis sul voto cattolico e sulle alleanze del Pd, la replica di Mimì Zinzi. Il deputato Udc, da anni leader incontrastato dei centristi casertani, si chiede: "Qual'è il vero De Franciscis? Quale il dottor Jekill e quale il mister Hide? Quello di oggi o quello che solo venerdì scorso ha stretto un accordo con Antonio Bassolino proiettando al vertice del Pd casertano un bassoliniano doc come Enzo Iodice? Onestamente, vedo molta confusione in tutto ciò. O, meglio, solo l'abile capacità di uno capace di frequentare un forno piuttosto che un altro a seconda della convenienza del momento".
"Un modo di fare - questa la stoccata del parlamentare marcianisano - che può dare alla sua posizione un respiro tattico, ma non certo strategico".
"Opportunismo? - si chiede Zinzi, rispondendosi ironicamente - Non voglio usare questa parola, diciamo che Sandro sa cogliere le opportunità".
"Ad aggravare questo quadro - aggiunge Zinzi - il fatto che, solo venerdì scorso, Chicco Ceceri formalizzava ed esprimeva le sue posizioni moderate in un contesto congressuale, nel quale peraltro misurava e sopportava il rischio di una conta, piuttosto che farlo in un intervento buono per la pubblicazione sui giornali".
Il deputato Udc racconta poi del lavoro senza lena del suo partito a Caserta: "Presenteremo e rafforzeremo il nostro programma in un'assemblea congressuale, presentando lì anche le adesioni che raccogliamo al progetto di centro. Strade diverse, per la nostra assoluta posizione di contrarietà a Bassolino e alla sinistra, ci pongono certamente in una condizione complicata a confronto con l'ala centrista del Pd cui si riferisce De Franciscis".
mercoledì 23 luglio 2008

lunedì 14 luglio 2008

Le metamorfosi del pensiero

Nulla di nuovo. La riflessione che segue non ha alcun carattere di novità ma mi sembra attuale perché solo oggi (dopo oltre 15 giorni dalla sua pubblicazione) ho letto la reprimenda apparsa su un foglio stampato.
In ragione dei ruoli che in quel momento si presume di rivestire cambia il modo di esprimersi e forse anche il pensiero.
Evidentemente il pensiero “critico” si nutre della convinzione che “l’altro” è portatore di interessi minimi rispetto a quelli nostri mentre il pensiero del “potente” (o presunto tale) si nutre della convinzione che i suoi interessi sono immuni da partigianeria e fondati esclusivamente sull’amore per il vero oltre che (nel caso che ci occupa) per la Città (la maiuscola è d’obbligo).
In maniera blasfema (e di ciò mi scuso a priori) trovo la sintesi parafrasando il vangelo: “perdona loro che non sanno quello che fanno” (pensiero critico) ovvero “perdona loro che non sanno quel che dicono” (pensiero del potente).
Questo il “cappello”.
Nel merito: con la sottoscrizione di un protocollo di intesa (roboante definizione) la catastrofe immanente lascia il posto ad un ottimismo sfrenato. Il motivo: l’arrivo sul proscenio della triade genitoriale che si affianca a quella prefettizia. Risulta evidente, per tale corrente di pensiero, che qualunque voce dissonante non è altro che un «maldestro tentativo di ostracismo, nei confronti di un comitato spontaneo … (e tale ostracismo) avviene anche attraverso il puerile tentativo di sconfortare, con false notizie, il solerte cittadino». Per di più, dissentendo, si dimostra «la vera indole di alcuni esponenti politici» e di una classe dirigente che «mostra una completa apatia e una totale mancanza di senso civico». Chiaro che si parla solo di “alcuni” esponenti politici, non tutti, deo gratias.
Seppure preannunziatami telefonicamente sono rimasto “tramortito” da una tale bacchettata nonché lezione di vita e civica e cercavo immediatamente il modo di ricordare al redattore della nota, ed a quanti da essa sono accomunati, che la meritoria attività del comitato non può giustificare cotanto ardore denigratorio che una volta era rivolto a chi amministrava e che oggi ribalta la sua posizione, permanendogli comunque la propria indole
Poi mi sono detto che quel redattore, l’autore della telefonata ed anche il comitato, se ad essi si associa, non sono in cima ai miei pensieri.
Giovanni Russo
P.S.: Giuro di non conoscere il "redattore" della nota, comunque si firmi. Del resto la voce all'altro capo del telefono non era maschile. GR

Ancora alla ribalta l'Ufficio Anagrafe

Abbiamo ricevuto da Luigi Russo:
Noto, con sorpresa, che sul sito udc-marcianise è ancora presente " IN EVIDENZA" l'articolo dell'ex consigliere Pasquale Siciliano datato 28 ottobre 2007 e dal titolo: "Ufficio Anagrafe: e pensare che due anni fa si è messa in moto una procedura d'urgenza".Qualcosa è cambiato (in peggio, ovviamente) da allora.L'Ufficio Anagrafe è stato trasferito da oltre due mesi nei locali di via Torri.I telefoni ed il fax non sono funzionanti.L'Ufficio è completamente isolato dalla sede centrale. I dipendenti non sono raggiungibili nemmeno con il telefonino, in quanto non c'è campo.L'anarchia regna sovrana: una firma all'entrata ed una all'uscita, senza il controllo del marcatempo o verifiche disposte dal dirigente, così (quasi) tutti fanno i propri comodi a discapito del servizio, sempre più scadente, offerto ai cittadini, che spesso sono mandati avanti e indietro anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Con affettoLuigi

domenica 13 luglio 2008

Rischio abbattimento per le costruzioni realizzate nelle Zone F1

L'UDC AFFRONTA LA QUESTIONE MARTEDI' 15/07/2008

Martedì sera, alle ore 20.00, presso i locali di via Santoro si riunisce il Dipartimento Urbanistica - LLPP dell'UDC. L'argomento all'ordine del giorno è molto sentito per diversi cittadini marcianisani: le comunicazioni di diniego alle richieste di permesso a costruire nelle zone F1. Torniamo indietro nel tempo. Le zone F1 sono le zone classificate come "zone per attrezzature di interesse comune " laddove è possibile edificare solo uffici amministrativi, parchi attrezzati, uffici di pubblica sicurezza, impianti religiosi ecc., ma con delibera di consiglio comunale n°41 del 28/10/2005, per le zone residuali, ovvero già densamente abitate e di limitate dimensioni è stata concessa la opportunità di realizzare esercizi commerciali con il ricorso del permesso a costruire diretto. Diversi sono stati i permessi rilasciati da allora e molte attività commerciali sono sorte. Ma per alcune di esse "mala tempora currunt" ed infatti, nel mese di maggio sono arrivati i dinieghi alle richieste di permesso a costruire. Se ciò è un danno per chi ha richiesto l'autorizzazione a costruire, per chi ha già realizzato ed ha anche iniziato una attività commerciale la decisione del SUAP è catastrofica !! Questi ultimi rischiano di vedersi recapitare un'ordinanza di abbattimento!! Alla base di tutto questo vi è un parere dell'avv. Guido D'Angelo, consulente in materia di urbanistica per il comune, che recita "le zone esterne al perimetro abitato si devono assoggettare alla normativa prevista per le zone E, cioè quelle agricole" e ciò significa che vi è il divieto assoluto ad edificare. Eppure sul PRG sono indicate come zone F1 ed il comune stesso ha rilasciato i certificati di destinazione urbanistica con tale destinazione !! E con questi certificati sono stati stipulati gli atti di compravendita, inoltrate le richieste di P.C. e sono state già realizzate alcune costruzioni. La zona interessata è soprattutto viale Evangelista, nei pressi della rotonda che porta all'ospedale. E' lì che esistono già delle attività commerciali costruite sulla zona incriminata. Il dipartimento costituito dal geom. Biagio Porfidia, geom. Gaetano Farro, geom. Pasquale Salzillo, arch. Angelo Piccolo, ing. Vincenzo Caputo, ing. Francesco Zinzi, ing. Pasquale Musone, dott.ssa Filomena Moretta, con il supporto degli avv. Giacomo Tartaglione e Gaetano Madonna cercherà di studiare una azione da intraprendere a favore di questi cittadini.
Dipartimento Urbanistica – LLPP dell’Udc di Marcianise

sabato 12 luglio 2008

Piazzisti e lotte fratricide

Il maggiore e forse più fondato rimprovero che si muove alla segreteria cittadina dell’UDC è quella di essere troppo poco presenzialista. Evidentemente da qualcuno si confonde la propensione all’apparire con l’operatività. Di fronte tuttavia all’accusa, irreale ed antistorica, di una forte connotazione casertana del Partito e del suo leader in particolare, così come apparsa in maniera tutt’altro che velata su un quotidiano locale, corre l’obbligo di rinfrescare la memoria a qualcuno che tali affermazioni suggerisce, qualcuno che ha la memoria troppo corta se riesce a non ricordare quello che “succede” appena qualche giorno fa. Quando, cioè, in una città abbandonata a se stessa dove la preoccupazione degli altri partiti era rivolta agli equilibri interni ed allo scontro fazioso, alle leadership ed agli organigrammi e, in questa fratricida lotta, faceva timido capolino solo l’interesse per qualche tombino da sistemare, la segreteria e l’on.le Zinzi erano in prima linea su temi determinanti per la città, quali il recupero della sua dignità morale, la istituzione del dialogo come momento di interlocuzione con la Commissione per un periodo che comunque non sarà breve, la sicurezza, soprattutto attraverso la ripresa del concorso dei vigili urbani, l’ambiente e la bonifica del territorio, la questione condoni, il Tribunale ed altri. Ce n’era di materiale per produrre comunicati stampa e interventi pomposi e retorici ma ciò non è stato per una antica scelta coerente dell’UDC in ogni sua componente, quella di dare voce ai bisogni della città preliminarmente nei luoghi e nelle occasioni in cui c’è da aspettarsi risposte. Laddove queste non arrivassero saremmo costretti, solo in un momento successivo, a denunziare ignavia, incompetenza e disinteresse (se non qualcosa di peggio). Ci muove la convinzione che un partito è luogo delle idee e del fare e non di piazzisti, “porta a porta” o esperti mediatici che siano.
Giovanni Russo, Segretario Cittadino dell’UDC