sabato 21 giugno 2008

Un incontro utile e proficuo: così l'on.le Zinzi definisce il colloquio col prefetto Cimmino

«Un incontro utile e proficuo», in questi termini si è espresso l’on.le Zinzi con la Segretaria cittadina del Partito dell’UDC a seguito dell’incontro avuto con il prefetto dott. Cimmino nella mattinata di giovedì. «Tanti i temi trattati – ha continuato il parlamentare - e per tutti ho chiesto un impegno se possibile maggiore affinché l’amministrazione della città di Marcianise non veda cadute di tensione nella soluzione delle tante problematiche sul tappeto».
Le urgenze, su tutte le altre, sono state individuate nella questione dei cosiddetti “condoni” per i quali Zinzi ha chiesto alla triade commissariale di raccogliere da subito l’invito ad un incontro richiesto dai tecnici marcianisani per trovare legittime soluzioni ad un disastro economico. Sul problema dei problemi, quale l’emergenza rifiuti e più in generale ambientale, il Comune di Marcianise, attraverso le sue istituzioni, sarà protagonista degli incontri che nella giornata di mercoledì prossimo il dott. Gianfranco Mascazzini, Direttore del Ministero dell’Ambiente, terrà presso la Prefettura di Caserta per avviare l’opera di bonifica del territorio, in particolare la discarica temporanea di Santa Veneranda e l’intero territorio funestamente interessato da fenomeni inquinanti di ogni tipo, non da ultimo la diossina.
Sono anche pervenute rassicurazioni in ordine all’impegno per il Tribunale di Marcianise. Già in un incontro tenutosi nei giorni scorsi tra il segretario cittadino del partito, avv. Giovanni Russo, ed il dott. Tarricone veniva rappresentato alla triade la necessità di confermare gli impegni assunti dalla amministrazione comunale sia per una soluzione temporanea che per quella definitiva dell’edificio di via Legnano di cui si prevedeva il completamento per la destinazione a palazzo di giustizia. A tale proposito il dott. Cimmino ha comunicato di avere in agenda fra qualche giorno un incontro sia col magistrato coordinatore della Sezione Distaccata, dott. Orazio Rossi, sia col Presidente del Tribunale di Santa Maria C.V., dott. Della Selva, per rassicurare entrambi della volontà di mantenere a Marcianise una struttura efficiente per l’amministrazione della giustizia. Allo stesso modo il nodo del concorso dei Vigili Urbani, del quale si attende da anni il completamento. La triade commissariale ha condiviso ed espresso l’orientamento per una soluzione a breve.
Sulla questione dello stadio di calcio si è convenuto sulla convocazione di un incontro con le parti interessate per la stesura di un cronoprogramma degli interventi possibili. «Auspico una prima soluzione almeno ai problemi più urgenti – ha concluso l’on.le Zinzi – con la certezza che in uno spirito di collaborazione ogni impegno viene reso più leggero ed efficace».

Incontro dibattito

Venerdì 27 giugno 2008
ore 19,00
Incontro dibattito
L'UDC E LA COSTITUENTE DI CENTRO
Interverranno:
On.le Francesco PIONATI
On.le Michele PISACANE
On.le Nunzio TESTA
On.le Domenico ZINZI
____________________
Grand Hotel Vanvitelli
Viale Carlo III
San Marco Evangelista

mercoledì 18 giugno 2008

Condono edilizio: la definizione immediata è un evento devastante per l'economia della città

Nella serata di lunedì scorso si è riunito il dipartimento urbanistica dell’Udc a cui hanno partecipato diversi tecnici locali. Il tema affrontato è stato quello dell’imminente scadenza delle istruttorie sui condoni edilizi ai sensi delle leggi 47/85 e 724/94. Ricordiamo che la delibera n° 602 del 31/12/2007 aveva prorogato di sei mesi i termini per la definizione delle pratiche fissando la scadenza alla fine di questo mese. Nonostante la proroga, giacciono ancora oggi circa un migliaio di richieste non ancora evase. Certo non è demerito dei tecnici comunali la mancata conclusione dell’iter burocratico, molto è dovuto anche all’inerzia dei cittadini nel rispondere alle sollecitazioni di integrazione. A questo si aggiunge la mancata opportuna pubblicità della scadenza fissata dalla delibera di fine anno che è passata in sordina. Se la vicenda più eclatante è stato lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, non sono da dimenticare gli ultimi eventi che hanno interessato il comune. Le numerose inchieste degli organi di polizia proprio sulle pratiche di condono con il sequestro di centinaia di faldoni, restituiti di recente all’ufficio, e le indagini su dipendenti comunali hanno rappresentato un vero e proprio ciclone che ha investito in particolare l’ufficio tecnico.
Tutto ciò ha rallentato le attività istruttorie delle pratiche edilizie in sanatoria ed oggi la pressione dovuta agli organi inquirenti e alla presenza della triade prefettizia fa si che l’esagerata cautela realizza un’ulteriore causa di rallentamento che se poi si collega ad un esasperato formalismo diventa devastante per l’economia della città. Queste le considerazioni che sono scaturite dall’incontro.
La serata si è conclusa con la stesura di una richiesta di incontro con il dott. Cimmino per l’esposizione della problematica con la speranza di trovare una soluzione condivisa alla questione.
La richiesta sarà firmata da tutti i tecnici operanti sul territorio che vorranno aderire a tale iniziativa.

domenica 15 giugno 2008

A Marcianise la raccolta differenziata non decolla nemmeno se limitata ad alcune zone

In presenza di un disservizio che si protrae ancora oggi con la gestione commissariale, siamo costretti ancora a parlare di rifiuti.
La raccolta differenziata è stata avviata sperimentalmente e limitatamente ad alcune zone ma avviene senza regole, senza controlli e senza mezzi. Non ci spiegavamo perché l’amministrazione Fecondo non desse seguito alle nostre interpellanze in consiglio comunale ed alle nostre proposte nella commissione ambiente sulla necessità di fare una seria raccolta differenziata porta a porta e, ad oggi, non ci spieghiamo perché la triade commissariale non è in grado di ottenere tale servizio.
La raccolta differenziata partita all’inizio di giugno è insoddisfacente. Essa avviene nella più totale confusione. Molte famiglie non hanno ricevuto il kit contenente le buste per differenziare. La raccolta dovrebbe interessare le prime ore della mattina, per non creare disagio al traffico veicolare, e questo non avviene. I contenitori del vetro sono pochi e, per molti cittadini, difficili da raggiungere se non con l’automobile. Vi è poi la difficoltà di capire la diversità tra il secco indifferenziato ed il multimateriale.
Nelle zone non interessate alla raccolta sperimentale, poi, si procede a liberare le strade con mezzi meccanici senza procedere alla igienizzazione dei cassonetti e dei marciapiedi ed anzi il percolato ed i rimasugli di immondizia vengono lasciati a terra. Cosa ancora più grave è che poi i cassonetti vengono capovolti il che rappresenta un invito ai cittadini a lasciare il rifiuto a terra.
Netta è la sensazione di trovarci in presenza di una ditta che è impreparata sia sotto il profilo delle competenze professionali che per la dotazione di mezzi; evidente è, poi, la mancanza di ogni controllo.
I DATI CHE PIU' CI PREOCCUPANO SONO PROPRIO QUESTI.
Grazie ad un ordine del giorno sottoposto alla Presidenza del Consiglio comunale dall’Udc, il 09/03/2007 si è tenuto un pubblico consesso per esaminare ciò che il nostro gruppo andava denunciando: la gestione della raccolta dei rifiuti e dell’igiene urbano era assolutamente carente, ragione per cui era necessario rescindere il contratto con il consorzio Acsa CE3 e provvedere con l’individuazione di un’altra ditta con le capacità tecniche ed economiche atte ad assicurarci un servizio all’altezza. E tanto deliberò in quella occasione il consiglio comunale.
Il sindaco, poi, interrompeva i rapporti con il consorzio Acsa CE3 e, considerato che «occorre rimuovere ingenti quantitativi di rifiuti giacenti sulle strade e ripristinare al più presto le condizioni per il regolare svolgimento del servizio di raccolta», invocando non si capisce bene quali poteri, con una ordinanza (???), la n° 28 del 2007, disponeva l’affidamento del sevizio all’IGICA S.p.A. di Caivano a datare dal 01/04/2007 per un mese ed alle stesse condizioni economiche di contratto dell’Acsa cioè per € 399.803,45 al mese. Il rapporto si instaurava, quindi, senza alcuna gara o offerta tecnico-economica da esaminare e confrontare con altri offerenti e veniva addirittura prorogato per un anno con la delibera 49/2007 per € 463.440,00 al mese con un impegno di spesa pari a € 5.097.80,00 più IVA. Da subito denunciammo una simile irregolarità in Consiglio Comunale e nelle Commissioni competenti ma inutilmente. Oggi la situazione si continua a protrarre con la terna commissariale che pare abbia addirittura prolungato ancora il contratto con la IGICA. Non ci risulta che il Piano Integrato dei Rifiuti, che prevede la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio cittadino, del valore di 5milioni e mezzo di euro all’anno, sia stato bandito nonostante sia pronto dagli inizi del dicembre 2007. Eppure tale piano è molto meno oneroso per le casse comunali considerato che la gestione dei rifiuti nell’anno 2006 ci è costata 7.054.493,04 euro!

Sezione UDC Marcianise - Dipartimento Ambiente

Non fidarsi è meglio: Ds e Margherita già pronti per il divorzio

15 novembre 2007
I nuovi assetti
Ds e Margherita, nozze con beni separati
Due fondazioni gestiranno le proprietà
La sede del Pd sarà in via Sauro o in piazza Trieste e Trento

NAPOLI - Un matrimonio in regime di separazione di beni. L'uno porta in dote le tessere, l'altro gli immobili. La fusione tra Margherita e Ds è solo politica. Nella pratica la coppia democratica ha deciso di mantenere ben distinte le proprietà come in una moderna famiglia in cui, però, un coniuge ha più ricchezze dell'altro. Per questo motivo è stato deciso di creare due fondazioni ad hoc che gestiranno i beni della Quercia e della Margherita separatamente. Dunque è partita la caccia per cercare le sedi del Partito democratico che, come vuole Veltroni, saranno nuove di zecca. Per il Pd campano, il nuovo segretario Tino Iannuzzi, sta mettendo l'orecchio a terra. L'immobile dovrà essere certamente nel centro di Napoli e per ora il suo entourage si sta muovendo tra via Nazario Sauro (al primo piano del palazzo dove per tutta la campagna delle primarie era situato il comitato per Veltroni) e piazza Trieste e Trento-via Roma. Ma dicevamo un partito porta le tessere, l'altro i beni. L'altroieri il tesoriere nazionale dei Ds Ugo Sposetti si è fermato a Napoli per una riunione in via Toledo per illustrare il piano nazionale e avere contezza della situazione patrimoniale dei Ds campani. Ebbene mica sono messi male. Tutt'altro. Gli eredi del glorioso Pci avranno sì lasciato da tempo la storica sede di via dei Fiorentini, ma in regione tra federazioni e sezioni( escludendo quelle in affitto)possiedono all'incirca 33 appartamenti. Il grosso ovviamente a Napoli.
VIA TOLEDO - Di proprietà è, infatti, la federazione provinciale in via Toledo. Nello stesso palazzo c'è anche la segreteria regionale ma è in affitto. La fondazione creata ad hoc avrà sede proprio nell'appartamento dove fino a pochi giorni fa c'era il segretario provinciale Massimo Paolucci. Ma a Napoli ci sono altre 24 proprietà diessine, a Caserta 3, altre 3 a Benevento, una ad Avellino e una a Salerno. Oltre agli immobili, la Quercia ha un archivio storico preziosissimo. Da via dei Fiorentini dovrebbe essere stato portato a Pomigliano d'Arco. Dell'archivio fanno parte il quadro di Emilio Notte, «Primo maggio» (il figlio dell'artista ha chiesto al partito di donarlo al Madre), ma anche opere di Ricci, litografie di Valenzi, e tante tante foto.
80MILA TESSERE - Gli eredi della Dc, invece, portano in dote per lo più il doppio delle tessere della Quercia (più di 80 mila contro 50 mila). Ma di beni, pare, neanche l'ombra. Perché si dimentica che la Margherita è un partito giovanissimo, di appena cinque anni d'età. E tutti gli immobili della Balena bianca sono stati dismessi. Ai dl della Dc è rimasta solo l'eredità culturale e politica. Difatti tutte le attuali federazioni, sezioni sparse sul territorio, sono in fitto. Anche l'appartamento in via Santa Brigida finora dimora partenopea del leader regionale Ciriaco De Mita. Ebbene pare che De Mita, almeno quella, la voglia mantenere e con tutta probabilità sarà anche la sede della fondazione. Ora, la nuova casa comune del Pd campano se ci si dovesse attenere agli input del leader nazionale dovrebbe spogliarsi del proprio passato anche nell'arredamento.
PANTHEON - Ma in Campania vince il mix tra vecchi e nuovi simboli. Se il nuovo segretario campano Tino Iannuzzi nel suo pantheon ci mette Aldo Moro, il suo antagonista durante le primarie Salvatore Piccolo non potrebbe fare a meno di un ricordo di Berlinguer e De Gasperi: «Non mi sembra di offendere il nuovo corso», spiega. Mentre l'assessora regionale Teresa Armato porterebbe Tina Anselmi, Benigno Zaccagnini e «come colonna sonora Rino Gaetano. Chi ha scritto il Cielo è sempre più blu è un poeta». Anche tra i giovani democratici non manca l'effetto amarcord. Per Diego Belliazzi è impensabile «dover rinunciare al Primo Maggio di Emilio Notte, ma anche alla foto dell'Unità per la scomparsa di Berlinguer, di Moro e di Giancarlo Siani». Il poco più che ventenne delegato, Alessandro Salzano, tra De Gasperi e il suo mentore De Mita, inserisce Barak Obama, Sarkozy e Angela Markel. Infine il deluchiano Alfredo D'Attorre si divide tra Berlinguer e Moro e i labouristi Blair e Gordon Brown. Nel frattempo sabato si terrà la prima assemblea regionale del Pd. Presiederà i lavori il presidente del collegio regionale dei garanti. Nel corso dell'assise si insedierà il segretario regionale Tino Iannuzzi che con le liste collegate alla sua candidatura ha conseguito la maggioranza assoluta dei componenti l'assemblea. Mentre il 23 novembre dovranno essere eletti i segretari provinciali.
Simona Brandolini

sabato 14 giugno 2008

Bando per la selezione di 1.888 volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale nella Regione Campania

[ Leggi il bando in formato *htm oppure in formato *pdf ]


La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, ha indetto un bando per la selezione di 1.888 volontari, da avviare al servizio nell’anno 2008 nei progetti di servizio civile in Campania, presentati dagli enti di cui all’Allegato 1, approvati dalla Regione Campania e utilmente collocati in graduatoria.
Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani che abbiano compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno d’età alla data di presentazione della domanda; ai volontari verrà corrisposto un assegno mensile di Euro 433,80.
La domanda di partecipazione in formato cartaceo, indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto, deve pervenire allo stesso entro le ore 14.00 del 7 luglio 2008.
Per informazioni relative al bando è possibile contattare la Regione Campania, Ufficio Servizio civile Nazionale via Nuova Marina 19/C, Napoli tel. 081/7963815/16/17 fax. 081/7963743 e-mail: serviziocivile@maildip.regione.campania.it , ovvero l’Ufficio nazionale per il servizio civile (Via San Martino della Battaglia, 6 - 00185 Roma) attraverso il:
- Servizio call-center, al numero 848.800715 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 19.30, al costo di una telefonata urbana);
- Ufficio relazioni con il pubblico: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30 ad esclusione del martedì e venerdì pomeriggio ai seguenti numeri 06/49224470 – 06/49224202.

Tra i progetti approvati nella nostra zona vi sono quelli che interessano i Comuni di Capodrise, Villa Literno, San Felice a Cancello, Vitulazio, Cellole e Calvi Risorta.
L'Amministrazione Provinciale di Caserta è quella interessata ai progetti di maggiore dimensione ma all'evento l'Ente non ha dato alcuna pubblicità, forse ritenendo che bastasse il passaparola della maggioranza di centrosinistra ed un angolino (da caccia al tesoro) sul sito internet della provincia [
vedi].
Provvediamo a darne notizia noi che non riteniamo la cosa un fatto per pochi intimi.

COMUNIC_NEWSLETT.2.pdf
POLIZIA_PROVINCIALE.2.pdf
PROGETTO_CAPUA_MUSEO_PORTE_APERTE.2.pdf
AMICI_DELLA_BASILICA.2.pdf

I Giovani UDC: Quando è lo sport a riscattare l'onore della città

Clemente Russo e Domenico Valentino, campione e vice campione del mondo delle rispettive categorie pugilistiche alle Olimpiadi di Pechino del prossimo agosto sono tra i favoriti per raccoglier medaglie (si spera d’oro) per i colori azzurri.
Per il quarto anno consecutivo la locale squadra di calcio5 disputerà il proprio campionato nella serie A nazionale.
È di pochi giorni fa il trionfo nel calcio del Real Marcianise che per la prima volta nella storia è approdato in serie C1, clou del calcio italiano dove dovrà vedersela con squadre di città come Venezia, Verona, Perugia; di poche ore prima è la promozione del volley cittadino nel campionato professionistico di B1.
Sono solo le perle di una stagione sportiva entusiasmante per i colori della città di Marcianise, successi che stanno inorgogliendo l’intera cittadinanza: uomini, donne, giovani, adulti che mai a memoria avevano gioito per così tante affermazioni sportive.
La stessa città che festeggia però è anche quella che poche settimane fa vedeva sciogliere giunta e consiglio comunale per presunte infiltrazioni camorristiche nell’attività politico-amministrativa. Uno smacco pesante che ha leso enormemente la dignità della gente onesta, seria da sempre a Marcianise ligia al lavoro e con a cuore famiglia e relazioni sociali. Gente che ha sempre saputo farsi apprezzare nei settori più disparati: lo sport come la politica, il mondo delle professioni come quello dell’imprenditoria. E’ soprattutto per questo motivo che i cittadini devono fare tesoro di queste imprese perché esse danno la possibilità di dimostrare che il vero volto di Marcianise è questo e non quello che purtroppo è più e più volte emerso alle cronache, spesso bistrattato come in recenti documentari cinematografici.
Sta a tutti però riuscire non solo ad elogiare squadre e campioni cittadini quanto a far si che questi prevalgano su delinquenza, strafottenza e apatia da qualunque parte provengano.
Un incitamento in tal senso va soprattutto a quanti di questi campioni sono nati e cresciuti in questa terra, perché dimostrazione che caparbietà e impegno possono aver la meglio sulle storture e mancanze del nostro territorio: a Russo e Valentino, Gigliofiorito e Laurenza (calcio5), Poziello (calcio), Di Salvatore e Squeglia (volley) va il nostro affetto, la nostra gratitudine e la spinta affinché proseguano sulla strada del loro successo e possano assieme a noi riscattare la nostra amata città.
Angelo Golino e
Giovani Udc Marcianise

mercoledì 11 giugno 2008

Politica e Dirigenza: una riflessione sulla legge che disciplina gli scioglimenti dei consigli comunali.

Il decreto legislativo n° 267 del 2000, oltre che inefficace è carente nella parte in cui non individua le opportune misure “cautelari” da applicare nei confronti del Segretario Comunale e della Dirigenza.
Il politico ed il burocrate, infatti, rappresentano le due facce della stessa medaglia: “la mente” il primo (per essere titolare delle funzioni di indirizzo e controllo) ed “il braccio” il secondo (a cui compete la gestione amministrativa, tecnica e contabile). Entrambe concorrono alla produzione di provvedimenti e/o di fattispecie rilevanti sul piano amministrativo e giuridico. L’oggetto della “produzione” è costituito dal programma politico amministrativo elaborato e presentato dal Sindaco durante la campagna elettorale ed è tradotto in provvedimenti amministrativi e tecnici dalla dirigenza comunale sotto l’alta vigilanza del Segretario Comunale. Volendo distinguere, poi, le responsabilità politiche da quelle gestionali, bisogna sottolineare che all’attuazione del programma si può pervenire in maniera condivisa o conflittuale.
Nel primo caso, “condivisione”, i meriti (non rinvenendosi mai, purtroppo, casi di demerito) sono ripartibili in misura uguale tra il politico e la dirigenza: il primo con la eventuale rielezione e con la legittima aspirazione ad incarichi più importanti; il secondo con la percezione dell’indennità di risultato quantificata, in misura percentuale rispetto agli obiettivi raggiunti, dal Nucleo di Valutazione nominato dal politico e del quale fa parte di diritto il Segretario Comunale.
Nel secondo caso (conflittualità), invece, ed a seconda della circostanza, il merito e/o la responsabilità diventa personale ed è riconducibile in modo inequivocabile alla parte che ha determinato o che ha influenzato l’andamento dei “lavori” sì da ottenere un prodotto di ottima o pessima qualità.
L’applicazione delle misure “cautelari”, di cui è cenno sopra, troverebbero applicazione, (nel caso della conflittualità) nei confronti della parte che ha operato in modo non rispondente ai principi della correttezza amministrativa, ma anche, indistintamente, nei confronti di coloro che hanno realizzato un “prodotto” condiviso (cioè quando tra il politico ed il dirigente v’è “unità di vedute”).
Del resto, tale orientamento si potrebbe rinvenirlo implicitamente nella giurisprudenza formatasi in questi ultimi anni sulle ragioni che possono determinare lo scioglimento del Consiglio.
Secondo il Consiglio di Stato l’adozione di tale provvedimento sanzionatorio non è conseguente “all’accertamento di specifiche responsabilità dei singoli amministratori …” né può “ritenersi ostativa all’emissione del provvedimento la inesistenza di comportamenti penalmente sanzionabili in quanto la valutazione delle acquisizioni probatorie in ordine a collusioni e condizionamenti con la criminalità deve essere effettuata globalmente senza estrapolare singoli fatti od episodi al fine di contestarne l’esistenza o diminuirne il rilievo ...” Ed allora, se l’azione amministrativa è stata caratterizzata da un’attività di programmazione e di realizzazione “condivisa”, è giusto ritenere che la responsabilità del risultato negativo di quel “connubio politico/dirigenza” ricada solamente sul politico al quale la legge attribuisce la sola funzione di indirizzo e di controllo, ma non anche quella operativa e gestionale di esclusiva competenza del dirigente?
Analogo discorso coinvolgerebbe di fatto anche il Segretario Comunale in quanto occupa, nell’organizzazione del Comune, un posto centrale e di rilievo.
Allo stesso, infatti, sono attribuiti compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente.
Egli viene nominato dal Sindaco in ragione di un rapporto fiduciario, ne dipende funzionalmente ed attua le direttive degli Organi elettivi; partecipa (e non: assiste) alle sedute della Giunta e del Consiglio Comunale; coordina e vigila sull'azione dei dirigenti e sovrintende alla loro attività ricordando che:
a) Spetta ai dirigenti la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme dettati dagli statuti e dai regolamenti.
b) Spettano ai dirigenti tutti i compiti, compresa l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l'amministrazione verso l'esterno.
E’ evidente che in una siffatta costruzione dell’ente comunale risultano, come detto, assolutamente inefficaci le misure previste dalla norma vigente. Sarebbe necessario che «il livello dirigenziale, responsabile della gestione, sopporti le conseguenze della propria condotta che, sebbene immune da rilievi di ordine penale, concorra a fondare la proposta di scioglimento formulata dal prefetto. In tale ottica, è necessario introdurre modifiche alle norme vigenti prevedendo la possibilità di un commissariamento dell'ente locale limitato all'area gestionale-tecnica, da realizzare mediante la nomina di un commissario straordinario con le funzioni del direttore generale con poteri di avocazione delle funzioni gestionali, amministrative e finanziarie dei servizi interessati.» (vedi, tra le altre, la proposta di legge n. 2014 del 30 novembre 2006 di modifica al decreto legislativo in materia di scioglimento dei consigli comunali). In questo senso riteniamo che sia necessario riprendere le fila di quei discorsi nelle opportune sedi legislative.
Riteniamo anche che la Commissione istituita presso il Comune di Marcianise, con la assegnazione del personale in posizione di sovraordinazione (art. 145), predisponga ogni altra iniziativa idonea ad assicurare discontinuità rispetto al recente passato.

La Sezione UDC di Marcianise – Dipartimento “Ente Locale”

Condono edilizio: convocazione del Dipartimento Urbanistica dell'UDC

Comunicato stampa

1.396 pratiche di condono rimaste inevase, di cui 252 relative all’ultimo provvedimento (Legge 326/03, “condono Berlusconi”) sono troppe per poter essere definite nel termine imposto dall’ultima delibera (la n°602 del 31/12/2007) che ha prorogato i termini di scadenza per la definizione degli illeciti edilizi, denunziati ai sensi delle Leggi 47/85 e L 724/94, al 30/06/2008. L’ultima vicenda che ha visto il sequestro di centinaia di pratiche edilizie da parte della Procura della Repubblica e che solo da qualche giorno sono ritornate negli uffici comunali ha ulteriormente aggravato uno stato di “emergenza” (anche qui) che coinvolge l’Ufficio Tecnico Comunale. Sottodimensionato questo, sovraccarico di incombenze con fascicoli che traboccano, gli utenti ed i tecnici sono preoccupati degli effetti negativi che potranno riversarsi sul patrimonio: il rischio è che gli esiti dei condoni possano essere vanificati per colpe non legate alla responsabilità del cittadino.
A tutela di quest’ultimo l’UDC intende promuovere una azione propositiva nei confronti della triade commissariale. A tal fine il Dipartimento Urbanistica della locale Sezione Cittadina ha convocato una riunione allargata ai tecnici di Marcianise per approntare ogni opportuna iniziativa. L’appuntamento è per le ore 19.30 di venerdì 13 giugno nei locali di via Domenico Santoro.

lunedì 9 giugno 2008

Corriere della Sera: Ds e Margherita, nel PD aria da separati in casa

Il caso Rutelli: «Noi mai socialisti, che problema c' è?». Ma per Veltroni è l' ennesima «rogna»
Ds e Margherita, nel Pd aria da separati in casa
All' Europarlamento in gruppi diversi. Bindi: non siamo la quarta fase della sinistra

ROMA - Non è ancora vita da separati in casa, ma quasi, visto che, almeno in Europa, Ds e margheritini, molto probabilmente, archivieranno il Pd per sedersi su scranni diversi, senza iscriversi allo stesso gruppo parlamentare a Strasburgo. Quando queste due forze politiche si sono unite in matrimonio nel rito c' è stato un vizio di forma. I primi si sono sciolti per convolare a nozze confermando la loro permanenza nel partito socialista europeo, i secondi si sono sciolti confermando la loro contrarietà a questa prospettiva. Entrambi hanno messo nero su bianco, nei documenti congressuali del febbraio scorso, queste loro distinte posizioni. E ora che si intensificano i contatti con i partiti e i leader europei in vista delle elezioni del prossimo anno, la differenza è difficile da aggirare. Francesco Rutelli è stato chiaro con i suoi colleghi di ex partito: l' ipotesi è quella di restare divisi in Europa. Ognuno al proprio posto: i fu Ds con i socialisti, i fu Dl con i liberaldemocratici. E non si tratta di un capriccio dell' ex vice premier, ma di una presa d' atto della realtà. Martin Schulz, capogruppo del Pse a Strasburgo l' ha ripetuto a Walter Veltroni qualche giorno fa: i socialisti non possono cambiare identità per fare un piacere al Partito Democratico. In parole povere, la definizione socialista non si tocca. Ecco perché Rutelli ritiene che si debbano prendere due strade diverse in Europa. Per una volta tanto la Margherita è unita e si è riscoperta partito nel partito: da Marini a Parisi (che chiede «una casa nuova e non la vecchia allargata») nessuno pensa che «si debba confluire nel Pse». Anzi. Come osserva Rosy Bindi: «Il Pd non è la quarta fase del partito della sinistra storica italiana». Del resto, per dirla alla Rutelli, «che problema c' è? Anche il centrodestra sarà diviso in Europa». Lo stop di Rutelli alla confluenza nel partito socialista europeo potrebbe sembrare bizzarro, visto che alle elezioni del parlamento di Strasburgo manca quasi un anno. Così non è, però. La mossa nasce dall' accelerazione che aveva impresso alla vicenda Piero Fassino, che per il Pd si occupa dei rapporti con i colleghi europei. «Lui aveva già dato garanzie al Pse che il partito democratico sarebbe entrato, ma così non sarà. Non ci faranno trovare di fronte al fatto compiuto, perché noi li fermiamo prima», sussurrano gli ex margheritini. Veltroni non è sulla linea di Fassino: per lui questa è una rogna. L' ennesima. Proprio quando aveva stretto definitivamente il patto con una parte della Margherita, la componente degli ex ppi, affidandosi a Fioroni e Franceschini per la gestione del partito e promettendo la presidenza del Pd a Marini, nell' assemblea che si terrà tra due settimane. Ma è proprio Fioroni che non transige: «Dobbiamo fare qualcosa di nuovo in Europa come lo abbiamo fatto qui in Italia con il Pd». Probabilmente tutto sarebbe stato più semplice se Veltroni avesse vinto. In pre campagna elettorale persino un democristiano come Marini sembrava non dare eccessivo peso alla prospettiva di finire con i socialisti in Europa. Ma la sconfitta ha fatto riflettere gli ex margheritini. Nelle elezioni non siamo riusciti a prendere i voti del centro - è il succo del ragionamento di Rutelli - e se ora ci sediamo tutti insieme nel Pse va a finire che il Partito Democratico appare come la prosecuzione dei Ds. E invece gli ex Dl pensano a qualcosa di assai diverso: «Il Pd - è il convincimento di Bindi - dovrà essere in qualche modo speculare alla Democrazia cristiana». E' chiaro che la separazione d' Oltralpe non significa che è in vista un divorzio a casa nostra, ma è indicativa di quel che si sta agitando nel Pd che ha perso le elezioni e che, apparentemente, è andato avanti come se nulla fosse. I dalemiani sembrano quasi pensare a un altro partito, gli ex margheritini rimpiangono il loro... Più che un partito, dice con malizia qualche ex ppi, sembra una coalizione.
Maria Teresa Meli
Francesco Rutelli L' ex vicepremier sostiene l' ipotesi di restare divisi in Europa: gli ex Ds con i socialisti, gli ex Dl con i liberaldemocratici ***
Rosy Bindi Prende le distanze dall' idea di una sola formazione europea: «Il Pd non è la quarta fase del partito della sinistra storica italiana» ***
Giuseppe Fioroni È di parere opposto a Rutelli: «Dobbiamo fare qualcosa di nuovo in Europa come lo abbiamo fatto qui in Italia con il Pd»
Meli Maria Teresa
Pagina 13 (8 giugno 2008) - Corriere della Sera

sabato 7 giugno 2008

Giovanni Russo: La scelta tra PDL e PD non è all’ordine del giorno.

Forza Italia ed Alleanza Nazionale hanno celebrato (rectius: celebreranno) la loro congiunta assemblea generale per dare vita al nuovo Partito del “Popolo delle Libertà” a Marcianise. Ad essi va il nostro più sincero augurio di buon lavoro. I cittadini e gli elettori che in loro pongono speranza e fiducia hanno sicuramente di che gioire se questa nuova entità sarà capace di rispondere alle loro attese e saprà porsi come valido interlocutore della nostra comunità cittadina.
L’occasione offre lo spunto per proseguire una riflessione che l’UDC, a diversi livelli, ha da qualche tempo avviato; da quando, cioè, nella preparazione delle scorse elezioni politiche si è trovata di fronte all’opzione di aderire al centrodestra con le modalità ben note oppure continuare l’esperienza di una idea politica originale rispetto ad un bipartitismo imposto. La scelta fu quella di proporre all’elettorato un progetto di pluralità di voci rispetto ad un sistema che immagina decisioni imposte da una oligarchia molto ristretta seppure posizionata su due fronti; fronti che, del resto ve ne è prova, allora ed oggi trovano convergenza nella tutela delle posizioni acquisite. I primi frutti di una tale impostazione li abbiamo visti: “rappresentanti foresti” che non hanno altro merito se non un ossequioso “curriculum” (per non offendere nessuno). Non so quali risposte potranno dare questi poiché non è la nostra gente il loro riferimento e “dante causa”.
La proposta dell’Unione di Centro, invece, rifuggiva, e rifugge, da una tale impostazione ed il risultato elettorale ci consente oggi di far sentire la nostra voce al di fuori di due cori che, tuttavia, propongono lo stesso spartito. Nel principio di pluralità, sembra evidente, il bipartitismo non ha cittadinanza ed il centrodestra ed il centrosinistra sono luoghi non esclusivi ed anzi addirittura artificiosi.
La riprova la si ha nel fatto che oggi si rimpiange come danno per la politica italiana l’assenza dal Parlamento di esperienze significative, sia a sinistra che a destra, le quali non hanno presenza e voce nelle aule romane ma che sono ben presenti nella realtà territoriale dove il ricatto posto dal falso problema del “voto utile” non sarà possibile. La speranza è che il potere centrale non decida di esautorare totalmente l’elettorato, e quindi anche a livello locale, della facoltà di scegliersi da chi essere governato; il permanere della preferenza, poi, dovrebbe garantire voce a chi saprà raccogliere libero consenso.
Alcuni amici non hanno compreso o condiviso la sfida del nostro partito e di ciò ci dogliamo. Rimane in noi il dubbio che per alcuni quella “non condivisione” sia avulsa da una scelta ideale poiché, riteniamo e forse sbagliamo, ha cercato una risposta in termini di potere, quello che sicuramente non ne sarebbe venuto all’UDC ponendosi “alternativa” ai due colossi che sono nati per la vittoria e non per il governo (cos’altro ha significato la scelta di mantenere coalizzati IDV da una parte e Lega dall’altra visto il permanere della babele?). Vogliamo, tuttavia, credere che l'adesione (addirittura postuma per alcuni) all’uno o all’altro contenitore sia stata dettata da condivisione e non dalla necessità di partecipare alla contrapposizione imposta da “veltrusconi” e trovarsi nel posto giusto al momento giusto.
La nostra valutazione è stata diversa e ad essa vogliamo mantenere fede.
Ai tanti che vogliono tirarci per la giacca o, morbosamente, sapere da che parte stiamo, noi rispondiamo che stiamo al centro, quello per il quale abbiamo lanciato la nostra sfida su valori ed ideali. Nella nostra costruzione della politica il bipartitismo forzoso non ha cittadinanza e la scelta che ci si richiede non è all’ordine del giorno.

Giovanni Russo
Segretario Cittadino di Marcianise e Vice Segretario Provinciale UDC

venerdì 6 giugno 2008

Il TAR respinge la richiesta di sospensiva avanzata con i ricorsi contro lo scioglimento del Consiglio Comunale di Marcianise

Nella Camera di Consiglio del 4 giugno 2008, la 1^ Sezione del TAR Campania, "Rilevato che nella specie gli organi comunali risultano sospesi in via cautelare ... per ragioni di urgente necessità" e considerato che "il danno lamentato dai ricorrenti è recessivo rispetto all’interesse pubblico perseguito dagli atti impugnati" per cui "non sussistono le ragioni di cui all’ art. 21 della L. 6.12.1971, n. 1034" ha rigettato la sospensione del provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale richiesta con i due ricorsi proposti dalla maggioranza di centro sinistra ed il rappresentante di "Marcianise Sempre".


Leggi l'ordinanza nel procedimento proposto da Fecondo ed altri
Leggi l'ordinanza nel procedimento proposto da Bizzarro ed altri
Leggi l'ordinanza di riunione dei due procedimenti (apri)