venerdì 29 agosto 2008

La Cassazione sull'abuso di ufficio

Una recente sentenza della Corte di Cassazione amplia la responsabilità dei funzionari comunali
Rischia una condanna da sei mesi a tre anni per abuso d'ufficio il funzionario comunale che non si accerta della regolarità della documentazione presentata da un'azienda vincitrice di un appalto all'interno dell'ente locale. Ciò anche se il capitolato non contempla questo tipo di illecito.
Sentenza 33860 del 25 agosto 2008 (leggi)

lunedì 18 agosto 2008

Giù il cappello

Anastasia Guerriero, una vita per la ricerca
Marcianise. E’ morta a ferragosto, per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, Anastasia Guerriero. Aveva 57 anni. Marcianisana ma da tempo trapiantata negli Stati Uniti, laureata in Medicina in Italia, era una scienziata di livello internazionale ed era arrivata a dirigere i laboratori di ricerca oncologica della Pfizer, la grande multinazionale leader nel settore dei farmaci ... (da: IL MATTINO)
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La dott.ssa Anastasia Guerriero deve ricevere dalla sua terra di origine gli onori che si debbono a chi a questa terra ha dato lustro. Lo chiede chi ha avuto il privilegio di conoscerla e di apprezzarne le doti professionali ed umane nel suo ambulatorio pediatrico ed oncologico e riconoscere in lei il garbo proprio della famiglia Guerriero. Intanto, una ideale stretta di mano.

gierre

giovedì 14 agosto 2008

Cesa: Siamo disponibili al dialogo con il PDL ma non a confluenze

Roma, 12 AGO (Velino) - "Ringrazio Rotondi per le significative aperture all’Udc e assicuro la disponibilita’ personale e del partito che rappresento a verificare come sempre, con serieta’ e rigore, le possibilita’ di dialogo e intese con il pdl". A dichiararlo e’ Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc."Proprio per questo devo precisare che la strada di una confluenza dell’Udc nel nuovo partito non e’ percorribile. Le ragioni che ci hanno portato ad affrontare da soli la prova elettorale, e cioe’ la difesa di identita’ e valori, restano assolutamente valide, tanto piu’, come ricorda Rotondi, se si intende tutelare l’autonomia di una forza centrista, di ispirazione cristiana, collegata al Ppe, che unisca le varie anime della diaspora democristiana. La fase costituente, che abbiamo avviato per cercare convergenze senza pregiudiziali, a tutto campo, serve anche a questo. Annegare la nostra tradizione in un contenitore indistinto che comprenda anche forze di destra, sarebbe un controsenso.Comprendere questa premessa - conclude Cesa - e’ condizione, come sia noi che Rotondi intendiamo fare, per avviare il dialogo con volonta’ costruttiva".

lunedì 11 agosto 2008

Casini: intervista a "Il Mattino" del 10 agosto 2008

Il bipartitismo è finito, il Centro riparte dal Sud
Il leader dell’Udc rilancia la Costituente dei moderati
«Le riforme? Vanno fatte ma pensiamo ai problemi reali»
GINO CAVALLO
Roma.
Meglio soli che male accompagnati. Vale anche in politica, vale di certo per l’Udc di Pier Ferdinando Casini che, vinta la sfida elettorale, può tracciare un bilancio in positivo di questo primo scorcio di legislatura. Almeno stando all’intenso «corteggiamento» di cui è oggetto dalla maggioranza come dall’opposizione. Il centro ha resistito all’effetto schiacciasassi dei due bulldozer della politica italiana e pensa addirittura di «rifondarsi» con una Costituente aperta a chi non ama né i loft né i predellini. L’idea è ambiziosa: rimettere tutto in gioco con l’obiettivo finale di ridurre la distanza tra la (buona) politica e la gente. Nell’appello per la Costituente di centro c’è scritto che punterete a «modificare il sistema politico». Non sarà un po’ troppo?
«Credo che il mito del bipartitismo all’italiana sia tramontato il giorno dopo le elezioni. Lo testimoniano le contraddizioni profonde con cui sono alle prese i due partiti maggiori. Per quanto riguarda il Pd, penso all’alleanza con Di Pietro e alle grandi questioni che ha aperto. L’altro schieramento, quello di Berlusconi, va verso il congresso in un modo che definirei quantomeno singolare. Sento parlare molto di quote, di spartizioni a tavolino che dovrebbero riassumere e sostituire i momenti di vita partecipativa. Tutte cose che hanno l’aria di essere più adatte ad una società per azioni che a un soggetto politico». Il consenso per l’esecutivo sembra tuttavia costante «La verità è che tutti i sondaggi danno in forte crescita realtà come la nostra, l’Idv di Di Pietro, la Lega. Se a questo aggiungiamo che il governo ombra si è rivelato per quello che é, poco più che propaganda per intendersi, e che è già finita la luna di miele veltrusconiana quel che resta è un terreno enorme di confronto per forze come la nostra. Ecco perché sono certo che la Costituente di centro può puntare ad uno spazio amplissimo. Riforme, ridisegno della forma partito, tutto allo stesso tempo. Non c’è il rischio di un ingorgo? «Siamo impegnati a cogliere uno stato d’animo potenzialmente a noi favorevole. Per riuscirci c’è bisogno che l’Udc sappia aprirsi e ripensare il proprio modello organizzativo. Come in Campania dove questo già sta avvenendo e personalità come De Mita svolgono un ruolo vitale per l’Unione di centro. Ed in cui esistono disponibilità come quella di Clemente Mastella che è giusto andare a verificare. In Campania possiamo realisticamente puntare al 10%, ora sta a noi capire con intelligenza e generosità che un partito chiuso è un partito debole, impaurito, autoreferenziale. Esattamente il modello di partito che non ci possiamo permettere di essere».
Il primo appuntamento sono le europee. Con quale legge voteremo. «Per noi è indifferente, per le soglie decida il governo, 3, 4 o 5 va tutto bene. A patto che ci siano le preferenze. Perché un sistema che restringe le possibilità di scelta dei cittadini è soltanto un’indecenza». Anche Enrico Letta ribadisce che il Pd deve guardare al centro. Eccola perciò la madre di tutte le domande: chi sceglierete tra Walter e il Cavaliere? «Più che una domanda sembra una sorta di tormentone, soprattutto alla luce del quadro che ho provato a tracciare. Come si possono fare domande del genere a chi come noi questo sistema punta a scardinarlo? Verrà il tempo delle alleanze, ma le faremo con soggetti politici diversi da questo abbozzo informe di bipartitismo. Per ora il nostro compito è svelare le finzioni con cui abbiamo a che fare. E, allo stesso tempo, costruire le condizioni perché tante personalità politiche che oggi militano nel Pd come nel Pdl costruiscano con noi una nuova casa».
Ma in autunno l’agenda prevede le grandi riforme, dovrete schierarvi. «Alla ripresa autunnale al centro di tutto ci sarà il tema dell’economia. Pensare che le riforme istituzionali polarizzino l’interesse dell’opinione pubblica significa vivere fuori dalla realtà. Gli italiani hanno il problema del prezzo dei beni di prima necessità, dalla pasta al pane, chi volete abbia voglia di discutere di bicameralismo perfetto o di federalismo?» Difficile però che il Cavaliere rinunci a metter mano almeno alla giustizia. «Intendiamoci, le riforme vanno fatte e noi non ci tireremo indietro. Per esempio, dopo che il lodo Alfano ha espunto la questione Berlusconi dal dibattito contingente, credo che di riforma della giustizia si possa discutere con maggiore serenità. E a settembre, fondazioni della nostra area e di ispirazione socialista, organizzeranno insieme un seminario proprio sulla questione giustizia. Abbiamo invitato tutti, da D’Alema a Ghedini, l’avvocato di Berlusconi, dal Guardasigilli al ministro ombra del Pd. Lo aprirà una personalità come Giuliano Vassalli, che da sola è una garanzia».
Alle riforme ci arriveremo con o senza dialogo? «È stucchevole questa storia del dialogo che, ricordo, resta comunque un preliminare rispetto al momento fondamentale, la decisione. Il dialogo c’è sempre stato, semmai a mancare è la volontà di chiudere. Ci tratteniamo in maniera ossessiva sul fumo e a nessuno sembra importare molto dell’arrosto». Intanto l’esecutivo,da Brunetta ai militari in strada, sforna novità a raffica. «La nostra, e gli atti parlamentari lo testimoniano, non è mai stata un’opposizione pregiudiziale. Quando si è agito con successo, lo abbiamo riconosciuto. È stato così per l’emergenza rifiuti a Napoli, in quel caso il nostro contributo l’abbiamo dato con scelte concrete e coerenti. Insomma, non siamo di quelli che demonizzano. E tuttavia non siamo nemmeno distratti, non ci sfugge come l’esecutivo non perda occasione per amplificare il lavoro svolto. Salvo poi, scendendo nel dettaglio, constatare che è bello vedere i militari per le strade, ma lo sarebbe molto di più reintegrare gli ottomila poliziotti che mancano all’appello. Piuttosto che essere costretti, come preannuncia il ministro La Russa, a ridimensionare per mancanza di soldi le nostre missioni all’estero Ammetterà che con la Finanziaria almeno proceduralmente si è innovato. «È bello vedere una Finanziaria virtuosa, a patto che i tagli distinguano tra le cose davvero inutili e le aree che rappresentano un segmento strategico per il nostro Paese. Questa comunque è la Finanziaria di Tremonti, credo che gli altri ministri l’abbiano potuta leggere per lo stesso brevissimo tempo concesso a noi dell’opposizione. La verità è che tagliare dovunque in modo uguale significa solo rinviare alla fine dell’anno problemi che immancabilmente esploderanno. Trattare la scuola come gli enti inutili è un errore che prima o poi si paga caro. E i fannulloni? «La campagna di Brunetta è giusta, solo che è uno spot. Allo stesso modo in cui lo era la campagna di Visco sull’evasione. Nell’uno e nell’altro caso le leggi ci sono sempre state. E, comunque, non ci si può limitare a gridare «al lupo, al lupo». Voglio dire, ben venga la lotta all’assenteismo, a patto che ad essa seguano interventi organici e strutturali».

sabato 9 agosto 2008

Ospedale di Marcianise: Zinzi incontra i vertici sanitari e le istituzioni universitarie

Si è tenuto venerdì 25 luglio scorso un incontro tra l’on.le Domenico Zinzi, l’Assessore regionale alla sanità, dott. Angelo Montemarano, il Rettore della Università degli Studi di Napoli, Prof. Francesco Rossi, il Preside del Policlinico, Prof. Giovanni Delrio, il Direttore Generale ASL CE1, Dr. Francesco A. Bottino, per programmare il trasferimento dei dipartimenti di chirurgia e medicina interna del Policlinico di Napoli.
L’incontro è stato promosso dal parlamentare UDC per rendere concreto l’accordo intervenuto tra l’ASL di riferimento ed il Policlinico Universitario che prevede l’insediamento di alcune nuove Unità Operative nell’Ospedale di Marcianise.
«L’avvento nella struttura di via Santella del dipartimento chirurgico e di quello di medicina interna –ha dichiarato l’on.le Zinzi - consentirà di dotare l’ospedale di Marcianise di servizi migliori per fronteggiare le richieste dell’utenza anche con l’acquisizione di attrezzature diagnostiche che consentano di eseguire esami di primo livello giudicati ormai indispensabili soprattutto nel campo dell’emergenza, come ad esempio la TAC. E’ il passo necessario per consentire un definitivo decollo della struttura. Ora che ne abbiamo una che ci consente di fare il salto di qualità, anche le professionalità locali potranno esprimersi grazie ad un sano confronto di esperienze. Sarà l’occasione in cui i sanitari che operano da tempo a Marcianise vedranno riconosciute quelle capacità e competenze che aspettano solo il momento giusto e gli spazi adeguati per potersi manifestare. Ne hanno dato prova in situazioni precarie e saranno sicuramente partecipi di questo processo evolutivo.»
Il tavolo si è aggiornato agli inizi di settembre per un incontro presso l’ospedale che avrà lo scopo di informare gli operatori sanitari sulle modalità di realizzazione dell’insediamento.
La sezione cittadina dell’UDC ha voluto commentare l’impegno del deputato per il territorio con orgoglio ritenendo che sia la sua funzione primaria, non disgiunta dalla cura dell’interesse generale del Paese. "Per Terra di Lavoro l’on.le Domenico Zinzi costituisce un punto fermo e la sua esperienza politica è stata sempre connotata dal fare e da un progetto politico piuttosto che da ignavi sofismi. Lo dimostrano le sue esperienze amministrative; il suo impegno per il voto di preferenza che restituisce al cittadino-elettore il potere di valutare e scegliere i suoi rappresentanti; il suo impegno per la istituzione della Corte d’Appello a Caserta in uno dei territori più colpiti da fenomeni delinquenziali e, quindi, in favore della certezza e celerità della giustizia; il suo impegno per la crescita culturale della provincia con la istituzione di una Università casertana."

venerdì 8 agosto 2008

Zinzi: l'UDC è aperta al dialogo

Da videocomunicazioni.com

Una conferenza stampa per parlare dei progetti futuri dell’Udc in Campania. Domenico Zinzi parlamentare dell’Udc e neocordinatore regionale del partito della nostra regione, questa mattina ha incontrato i giornalisti nello storico caffè Gambrinus di Piazza Trieste e Trento assieme al suo compagno di partito l’onorevole Francesco Pionati. Formare una forte componente di centro è questo uno dei primi obiettivi da raggiungere per il coordinatore Zinzi che garantisce che per raggiungerlo è aperto a qualsiasi forma di dialogo.

Ambiente sanità e una migliore gestione delle risorse della regione Campania sono i punti programmatici che l’onorevole Zinzi intende portare avanti per le elezioni amministrative del 2009.

martedì 5 agosto 2008

Dopo Cosentino e Landolfi, il terzo vertice politico regionale casertano con Zinzi apre nuovi scenari

Articolo apparso u IL MATTINO del 05/08/2008
CLAUDIO COLUZZI
Tris di coordinatori regionali targati Caserta.
Dopo Nicola Cosentino per Fi, Mario Landolfi per An giunge la nomina di Domenico Zinzi a commissario regionale dell’Udc.
Nei giorni scorsi Zinzi ha nettamente chiuso ad un’eventuale intesa con il Pd di De Franciscis. È possibile allora immaginare un patto per Caserta che prenda le mosse proprio da Fi, An e Udc e si fondi su un rapporto speciale tra i tre casertani?
Zinzi ha già avuto modo di affermare che «In provincia di Caserta il Partito democratico, così come confermato dall'ultimo congresso, è ancora fortemente agganciato alle posizioni del presidente Bassolino, che per noi rimane il principale responsabile del disastro in Campania. Ciò non depone bene per un eventuale dialogo tra Udc e Pd, figuriamoci poi per delle future alleanze. Il centrosinistra, partendo dalla Regione e arrivando alla Provincia di Caserta, dove non c'è traccia di provvedimenti concreti per il territorio, deve riconoscere i numerosi errori commessi e compiere qualche importante gesto di discontinuità. Prima di allora, non ci può essere spazio per nessun tipo di dialogo. Uno dei passi che potrebbe mutare lo scenario politico sarebbe un netto cambiamento alla Regione Campania».
Non si sottrae ad un riflessione sull’Udc Nicola Cosentino: «Non si possono certo dimenticare 14 anni durante i quali l’Udc, insieme ad An e Forza Italia, ha condotto una battaglia civile oltre che politica sulla disastrosa gestione del centrosinistra in Campania. E lo stesso ragionamento vale per l’opposizione che, nei fatti, stiamo svolgendo congiuntamente anche alla Provincia e al Comune di Caserta. Per noi la porta all’Udc è sempre aperta anche se un patto per Caserta non può prescindere ad un’intesa regionale. Del resto già ad Avellino c’è questa forma di intesa, a Benevento c’è un ottimo rapporto. Insomma siamo sullo stesso fronte in buona parte della regione. Un confronto più serrato nei prossimi mesi, che io auspico, potrà portare ulteriori risultati in termini di collaborazione».
Mario Landolfi, coordinatore regionale di An, si mostra ugualmente possibilista: «La collaborazione per anni nella Casa di Libertà non è un qualcosa che si cancella con un tratto di spugna. Del resto ho sempre detto che sono gli elettori a volere, e penso questo sia particolarmente valido in provincia di Caserta e in regione Campania, un centrodestra unito. Certo bisogna, in caso di un’intesa da formalizzare, mettere a punto anche una linea politica comune nelle amministrazioni locali. E anche in questo circostanza lo imporrebbe un obbligo di chiarezza nei confronti degli elettori. Il fatto che al momento ci sono tre casertani a guidare, a livello regionale, importanti formazioni politiche come Fi, An e Udc può costituire un valore aggiunto per Terra di Lavoro. I problemi sul tappeto sono tanti e già su molte questioni, indipendentemente dalla linea politica, c’è una piena convergenza». Naturalmente il pensiero di Landolfi non può non correre alle recenti vicende della sua città dove il posizionamento dell’Udc con il candidato del centrosinistra ha di fatto spostato l’ago della bilancia in favore dei suoi avversari politici. Ma il discorso non vale solo a Mondragone. In tante amministrazioni locali potrebbero essere notevoli gli effetti a cascata della nascita del Pdl e di un’eventuale intesa regionale con l’Udc.

sabato 2 agosto 2008

Stop and Go

Allorché sopraggiunge il periodo agostano ogni attività risente dell’esodo dagli impegni quotidiani e, anche se non vuoi, devi dare “appuntamento a settembre”. In questo periodo, soprattutto nelle vicende politiche, si consumano i migliori blitz oppure, come noi intendiamo, si gettano le basi delle future manovre poiché manca il susseguirsi tempestoso di eventi ed incontri e quelli che si tengono hanno migliori possibilità di approfondimento, anche in spiaggia, al bar e, comunque, in luoghi non formali. C’è più tempo, in definitiva. Tempo per riflessioni e progetti. Uno “stop and go” guardato però dal lato della ripartenza.
La riflessione, per noi, non può che investire il quadro politico generale e la posizione dell’UDC in tale scenario. L’abbiamo già fatta in diverse occasioni e ad ogni livello. Per noi e per chi non la condivide è chiara; non sembra esserlo invece per i denigratori, per chi è distratto e per chi è vittima di uno strabismo congenito.
I denigratori, la maggioranza tra i quali è composta da quelli che non sanno guardare in casa loro, non meritano attenzione.
Sarà compito dei distratti acquisire informazioni, di cui è ricco anche il nostro sito internet, sui diversi interventi di questa segreteria e di quella provinciale e nazionale nonché dei leader di partito, Casini, Zinzi, Pionati e via dicendo.
Gli strabici, sempre in procinto di passare da una parte o dall’altra, dimostrano di non aver compreso o non voler comprendere la nostra posizione, i nostri assunti e strategie. Sono uomini di tattica, vivono per il gol personale e non possono interessare un gruppo politico fintanto che non imparano ad essere “parte”.
La crescita, invece, di consenso degli ultimi mesi, quella che si legge dai sondaggi e dalle adesioni alla proposta di “centro”, è sicuramente un dato politico gratificante e premiale per la coerenza di un partito che non vive del corrispettivo immediato. Ed infatti non guardiamo al bipartitismo avendo sempre posto attenzione ai problemi ed alla loro soluzione; in Parlamento non sediamo con preconcetti ma valutiamo le proposte e discutiamo e votiamo secondo convincimento. E’ la linea moderata che riscuote consenso. Forti delle nostre idee e dei valori che da sempre ci guidano, ci accingiamo ad essere parte attiva e trainante nella costituente della Unione di Centro ed allora vedremo, con le adesioni, chi saranno i nostri compagni di viaggio.
Nelle realtà locali identico è il modo di porsi, in coerenza e in ragione di una linea politica che non muta col contingente. Nella nostra regione, nella provincia e nella città abbiamo una sola certezza, da tempo espressa dal nostro segretario provinciale Angelo Consoli, e consiste nella impossibilità di poter avere momenti in comune con esperienze assolutamente negative quali giudichiamo quella bassoliniana, quella del suo recente sodale casertano De Franciscis, quella infeconda marcianisana. Per quanto distinti dal centrodestra siamo sicuramente lontani da questo centrosinistra.