giovedì 28 febbraio 2008

Elezioni, Rosa bianca-Udc trovato l'accordo. Casini candidato premier

Roma, 28 feb. (Adnkronos) -
Una 'Costituente di centro' per Pier Ferdinando Casini premier. Questo l'accordo raggiunto tra la Rosa bianca e l'Udc per correre insieme alle elezioni politiche. Il nuovo soggetto è aperto anche ad altri apporti: in particolar modo è atteso il sì di Ciriaco De Mita. E' Mario Baccini ad annunciare l'esito della 'trattativa' con l'Udc. Savino Pezzotta sarà il coordinatore della fase costituente, mentre Bruno Tabacci, già in pista come candidato premier, ''farà un passo indietro, per farne due avanti: perché il progetto che si va delineando è quello che avevamo indicato da tempo''.Ancora da definire nei dettagli la questione del simbolo: richiamerà quello dell'Udc, lo scudocrociato con l'indicazione per Casini premier, ma con l'aggiunta della dicitura 'costituente di centro', auspica Baccini. Che però, al di là della 'veste grafica', mette in rilievo il valore del progetto: ''Non vogliamo rifare la Dc, ma ci siamo messi in discussione. Noi per primi abbiamo abbandonato i comfort degli schieramenti e senza paracadute abbiamo lanciato la sfida di rompere questo schema bipolare malato'', per ''offrire una alternativa agli italiani che non si rassegnano a votare o lui o l'altro''.Alla domanda se anche De Mita sarà della partita, Baccini replica: ''Lo spero, anzi faccio un forte appello a De Mita a entrare anche lui in questa costituente di centro''. Baccini però assicura che la Rosa bianca non muore, si presenterà a livello amministrativo. E per quanto riguarda Roma, promette ''grandi e straordinarie novità'' per i prossimi giorni.

Riccio e Salzillo: grazie di cuore

Agli amici tutti dell’UDC
di Marcianise

Carissimi amici dell’UDC,

abbiamo apprezzato immensamente la vostra sincera comprensione e solidarietà manifestataci a mezzo stampa all’indomani delle nostre dimissioni (vs documento del 6 Novembre 2007 “Non siamo i garantisti della domenica…”) e successivamente con il documento ultimo del 27 Febbraio 2008 “Alla fine della corsa i Tribunali hanno l’ultima parola” e perciò riteniamo doveroso, ringraziarVi di cuore sottolineando che la vostra vicinanza ci ha dato la forza di affrontare, in questi mesi, un esperienza singolare di vita che si è conclusa con il risultato che Voi sempre avete auspicato.
Sono stati per noi giorni di sofferenza, di dubbi, incertezze e di grande difficoltà e con la sincerità che ci ha sempre contraddistinto non possiamo sottacere dal considerare che il rammarico di non aver potuto continuare nella nostra azione amministrativa, all’indomani delle dimissioni, è stato sicuramente forte. La consapevolezza, però, che la nostra scelta poteva incidere sulla salvaguardia dell’interesse generale dell’amministrazione comunale e della città è stata senza ombra di dubbio più importante.

L’assenza, in questi mesi, dalla scena politico-amministrativa, ci ha dato la possibilità di renderci conto che intorno a noi vi sono persone, oneste e sincere, che ci tutelano e ci sostengono, così come ci sono persone che, disinteressandosi della cosa pubblica, lavorano con l’unico obiettivo di distruggere gli altri. E SONO QUESTI ULTIMI CHE LA POLITICA AL DI LA’ DELLE APPARTENENZE, HA L’OBBLIGO DI INDIVIDUARE ED EMARGINARE!!!
La nostra è una città importante ed è necessario che essa sia amministrata da una classe dirigente preparata ma soprattutto motivata dalla passione di fare la politica.

Ci preme, infine, sottolinearVi che saremo sempre disponibili a qualsiasi tipo di confronto con Voi e con coloro i quali hanno dimostrato e dimostrano serietà e responsabilità nella quotidiana azione politico-amministrativa della nostra amata città .

Con immensa stima

Giuseppe Riccio
Raffaele Salzillo

mercoledì 27 febbraio 2008

Gli ex assessori Riccio e Salzillo assolti

Alla fine della corsa i Tribunali hanno l'ultima parola. Nel caso di specie è stata già la Procura, che aveva rinviato a giudizio i due ex assessori, a richiederne l'assoluzione. Di cosa sia frutto questa rettifica di posizione da parte del P.M. ed il merito della vicenda non ci impegna in alcuna disamina. Ci interessa soltanto formulare le nostre felicitazioni ai due nostri concittadini e ribadire il giudizio già espresso nell'occasione delle loro dimissioni. La sentenza è la conferma che la politica ha un ambito diverso rispetto alla giustizia, soprattutto se per il cittadino/politico non sono intervenuti tutti e tre i gradi del processo, figurarsi appena nella fase delle indagini. Questo è il principio che deve sovrintendere ad un sereno svolgimento della funzione politica; esso vale per tutti.

Ci viene solo da commentare come questa amministrazione, con le sue titubanze ed i suoi continui richiami alla presenza della commissione d'accesso al Comune di Marcianise per giustificare la propria insipienza ed i propri fallimenti, dimostra di non avere quella necessaria serenità. E' questo il dato preoccupante ed è un dato squisitamente politico.
Non può essere questa amministrazione a cantare vittoria oggi o a felicitarsi con Salzillo e Riccio. Attendere l'esito del processo, la cui data era nota, sarebbe stato un segno di rispetto. Nominare i loro sostituti appena il giorno prima è stato segno di sfiducia. Allargare ulteriormente la Giunta, una insostenibile presa in giro.
La Sezione UDC di Marcianise

martedì 26 febbraio 2008

Migliaia di metri quadri di rifiuti spariti nel nulla

Nell'aprile 2007, il consigliere comunale Siciliano (UDC) denunziò ai vigili urbani una discarica abusiva in zona industriale ASI. Il terreno, a pochi passi da OROMARE, fu sequestrato. L'ufficio ecologia ordinò pertanto al presidente dell'ASI l'immediata bonifica. Tutte le concessioni edilizie già rilasciate furono immediatamente sospese a seguito della diffida del gruppo UDC (il SUAP ed il consorzio non sapevano del sequestro). Nella notte di ieri sono scomparsi nel nulla centinaia di mc di rifiuti pericolosi nel nulla. Alcun piano di bonifica è stato presentato all'ASL, nessun dissequestro è stato operato e nessuna autorizzazione ha permesso la bonifica. La domanda è: che fine hanno fatto questi rifiuti?
Il Gruppo UDC attende risposta a questo ed ha protocollato apposita richiesta. [leggi il documento]

sabato 23 febbraio 2008

Il futuro politico di De Mita

Stralcio dell'intervista di Maria Teresa Meli a De Mita pubblicata sul Corriere della Sera il 21 febbraio 2008:
"Ma quale sarà il futuro politico di De Mita?
Si parla del suo possibile ingresso nella Rosa bianca: «Ho la sensazione che questo Partito democratico che si associa a Di Pietro e cerca di raccogliere i radicali, apra uno nuovo spazio di domanda politica. E in questo caso concorrerei».
«Ma — aggiunge l'ex segretario Dc — non sto parlando di un partito intermedio o di un partito piccolo che si allea con gli altri. Io credo che, al di là dei sondaggi, il risultato elettorale fornirà delle sorprese. Se vi fosse un partito che risponde alla domanda di politica possibile, che tenta soluzioni concrete all'ansia di precarietà degli italiani, io ci starei, perché dopo il bipolarismo coatto siamo passati al bipartitismo senz'anima, che non mi piace». Come non piace a De Mita l'alleanza del Pd con Di Pietro, perché «c'è una convenienza meschina» in questa intesa, è quella di «raccogliere qualche punto in più». Ma non è questa la politica che immagina De Mita. E, come dice lui, se non sarà possibile aprire ora quello spazio politico che non vuole farsi schiacciare dal bipartitismo imposto da Veltroni e Berlusconi, De Mita lavorerà perché quello spazio ci sia, magari nella prossima legislatura. Perché come uno dei suoi poeti preferito, Machado, avrebbe voluto farsi trovare dalla morte con la chitarra in mano, lui vorrebbe accogliere quel che il futuro gli riserverà continuando a fare politica."

martedì 19 febbraio 2008

Casini lancia la sfida a Berlusconi e Veltroni: "Lavoro per una maggioranza relativa"

REPUBBLICA - 18 FEBBRAIO 2008
Intervista con il leader Udc dopo la scelta di presentarsi alle elezioni da solo

"Se avessi buttato la mia storia avrei ottenuto tutto, come Fini"
di GIANLUCA LUZI

ROMA - Lo strappo è ufficiale, la telenovela è finita e l'Udc andrà da solo alle elezioni con il suo simbolo. Forse si aprirà il dialogo con la Rosa bianca di Tabacci, Pezzotta e Baccini, ma questo è argomento dei prossimi giorni. Da oggi - avverte Casini, "lavoriamo per una maggioranza relativa", anche con la prospettiva di andare all'opposizione, "ma in modo diverso da Veltroni". Solo contro i due big, perché il fatto "che ci sia un patto reale tra Berlusconi e Veltroni mi sembra chiaro. A cosa porterà non lo so, ma certamente tra i due c'è qualcosa di più di un'intesa cordiale".

"Lavoriamo per una maggioranza relativa". Che significa?
"Significa che se uno corre, corre. Non per finta. Dobbiamo avere una proposta di governo che sia credibile, e bisogna evitare una campagna elettorale di rimessa sugli altri candidati. Non ho voglia di parlare di Berlusconi e di Veltroni, d'ora in poi li chiamerò gli altri candidati".
Ma la campagna elettorale è già monopolizzata da questi "altri candidati".
"Vedo che questi due signori che si preparano da anni alla campagna elettorale, sostanzialmente non sanno altro che riproporre le ricette che i sondaggi gli hanno chiesto di presentare: sgravi fiscali, i provvedimenti sulla famiglia, le agevolazioni, l'abbassamento delle tasse. Si presentano con l'elenco delle solite promesse, con la diversità rispetto al passato che sono quasi uguali. E se si realizzassero ci costerebbero decine di miliardi. Noi invece dobbiamo parlare un linguaggio di verità e responsabilità, non presentare un elenco di promesse che poi non vengono realizzate. Noi non dobbiamo dire quello che gli elettori vogliono sentirsi dire ma quello che noi riteniamo giusto dire".

Faccia qualche esempio dei temi che porterete in campagna elettorale.
"Il numero chiuso all'università che è l'unico modo per cominciare a parlare di merito seriamente e dare una chance ai giovani meritevoli che non sia basata sul censo e la ricchezza. Poi Malpensa. Una compagnia di bandiera che ha spostato centinaia di dipendenti da Roma con un aggravio di costi che non esiste in nessun'altra parte del mondo non può che andare verso il fallimento. Non è possibile salvare l'Alitalia con imprenditori che si fanno dare i soldi dalle banche. E soprattutto Malpensa e Alitalia non possono rimanere legati come fratelli siamesi perché il risultato è che si ammazzano a vicenda. Terzo, bisogna tornare al nucleare. Ci vorranno dieci quindici anni, ma bisogna farlo. Ma vedo che gli altri candidati cercano di scantonare. Esattamente come cercano di scantonare, congiuntamente, sui temi eticamente sensibili perché ritengono che fanno perdere voti".


Lei invece ne parlerà, aborto compreso?
"Ne parlerò perché le leggi si fanno anche sui temi eticamente sensibili. La libertà di coscienza vale per le scelte di fede, se uno va alla messa la domenica o no, ma quando fai una legge sulla fecondazione o sull'aborto è una scelta eticamente sensibile su cui si legifera in Parlamento assumendosi le proprie responsabilità. Ma poiché nei loro calderoni ci sono cose troppo diverse l'una dall'altra, preferiscono che dei temi etici non si parli".


Sull'aborto Ferrara le farà concorrenza.
"E' una testimonianza bella quella di Ferrara sull'aborto, però non credo che sia possibile amministrare un Paese parlando solo di aborto. Una lista monotematica rispetto a una campagna elettorale complessa ha un valore testimoniale ma non politico. Comunque non farò polemica contro di lui perché è una persona che stimo".


E con la Cosa bianca? Lei ha lanciato segnali di avvicinamento.
"Le cose stanno così. Noi abbiamo una nostra coerenza, storia e serietà. Io sono aperto a tutte le convergenze che si possono realizzare senza innestarvi nuove telenovele e nuovi pasticci".


Tabacci la rimprovera di averci pensato troppo tardi, dopo la rottura con Berlusconi.
"Io ho cercato di evitare la rottura fra i moderati. Se si ritiene utile una convergenza, bene. Altrimenti non ci sarà. La forza della nostra proposta non è quella di cercare accorpamenti, ma di essere chiari e limpidi. Non sono disponibile a compromessi ma a dialoghi seri".


Pentito per non aver detto sì al governo Marini? Avrebbe avuto la legge elettorale alla tedesca.
"Bisogna esser realisti. Il governo Marini non avrebbe mai fatto la legge elettorale: solo chi ha poca esperienza di Parlamento pensa che in due o tre mesi sarebbe stato possibile farla. La teoria è una cosa, ma in pratica noi avremmo compromesso la nostra coerenza, fatto un gesto che la gente non avrebbe capito e non avremmo avuto nemmeno la legge elettorale alla tedesca. Per cui non sono pentito, anzi le motivazioni forti che ritrovo in questa campagna elettorale e che mi sento di spiegare alla gente non le avrei avute".


E' vero che le hanno offerto Palazzo Chigi per un sì a Marini?
"Credo che ognuno possa immaginare di che tipo di pressioni sono stato oggetto in quei giorni. Ma non è un merito averle rifiutate, è un dovere. E' chiaro che non mi vendo per Palazzo Chigi così come non mi vendo per il ministero degli Esteri. Il problema è se uno si vende o meno e io non mi vendo".


A proposito, cosa aveva messo sul piatto Berlusconi per entrare nel Pdl senza simbolo dell'Udc?
"E' ovvio che avevo capito da tempo che per me ci poteva essere spazio e grandi riconoscimenti. A condizione che si annullasse un'esperienza politica. E' quello che capiterà a Fini che avrà riconoscimenti, sarà presidente della Camera, ministro degli Esteri o quello che vuole. A patto che annulli la sua esperienza politica. Il problema è perfettamente legittimo, dal punto di vista di Berlusconi è anche coerente perché non vuole condizionamenti di altri partiti. Tranne la Lega perché probabilmente si fida. Anche se ha fatto il ribaltone, mentre io non l'ho mai fatto".


Deluso da Fini?
"L'unica persona di cui vorrei veramente non parlare in questa campagna elettorale è Fini, e credo che sia un grande vantaggio per tutti. Soprattutto per lui".


Il direttore di Avvenire è intervenuto per lei in tv. Cosa faranno i vescovi adesso che la rottura con Berlusconi è definitiva?
"Niente. Non si può confondere l'opinione di una personalità, anche se di grande significato come il direttore di un giornale cattolico, con l'opinione dei vescovi che non partecipano alla politica ma esprimono legittimamente opinioni sulle leggi e su quello che si dibatte nella società italiana. Non mi aspetto nulla, non voglio nulla, sono convinto che non faranno nulla e fanno bene a non fare nulla. Mi ha fatto piacere l'intervista di Boffo ma non comporta certo una scelta. Il '48 è lontano".


Non teme che adesso Berlusconi le svuoti il partito?
"E' l'ultima cosa di cui mi preoccupo. La nostra è un'operazione politica. O scatta un consenso politico o non sarà un portatore di voti in più o in meno a determinare l'esito di questa campagna elettorale. Anzi, adesso che mi ci fa pensare: suggerirò a qualcuno che non troverà spazio nelle nostre candidature di farsela dare da Berlusconi".


E se il voto finisce in parità? Grande coalizione?
"Alla grande coalizione non sono né favorevole né contrario ma deve avere una caratteristica semplice e chiara: non essere fatta per difendere gli interessi di chi la fa, ma per difendere gli interessi del Paese".

lunedì 18 febbraio 2008

Veltroni-Berlusconi: il mancato confronto - L'intervento di Marco Travaglio ad "Annozero"

IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO DI TRAVAGLIO AD “ANNOZERO”
All’estero gli elettori si godono i confronti all’ultimo sangue Obama-Hillary, Schroeder-Merkel. In Italia Berlusconi e Veltroni vanno in tv separatamente e non c'è verso di metterli insieme nemmeno a San Valentino. E chi lo fa il “contraddittorio”? Dovrebbero essere i giornalisti. Ma non è sempre così, com’è avvenuto martedì e mercoledì. Un modello legittimo, purchè non sia l’unico: lì le domande servono al politico per dire quel che vuole. Se mente, nessuno lo interrompe. Se c’è un tema scomodo, non lo si affronta. Ma il contraddittorio dovrebbe contraddire, o no? Qui non c’è mai la seconda domanda per smentire quel che il politico ha detto nella prima risposta. Qualche esempio.
VELTRONIDice: “I giudici possono intercettare chi vogliono, ma poi le intercettazioni non si pubblicano fino al dibattimento”. E’ materia nostra: un giornalista dovrebbe obiettare che succede se si fa così: oggi si pubblicano quando vengono depositate agli avvocati e agli indagati, cioè quando cade il segreto. Se si aspetta il dibattimento, invece, passano anni, e intanto le intercettazioni circolano tra avvocati, indagati, politici, giornalisti. Senza alcun controllo. Si possono usare per ricatti, minacce, trattative, e i cittadini non ne sanno nulla. Non solo, ma non si può sapere subito che cosa ha fatto questo e quello. Oggi ancora non si saprebbe nulla di Moggi e Carraro, furbetti, banche, Fazio, Ricucci, Fiorani, patto Rai-Mediaset, Berlusconi-Saccà, malasanità e lottizzazione in Calabria e in Campania, mafia e politica. Da pochi mesi sapremmo che Cuffaro incontrava mafiosi. Fazio l’han mandato via non per il processo, ma per le telefonate pubblicate. Carraro idem. Saccà e la Bergamini idem. E forse, senza le telefonate Unipol, D’Alema e Fassino non avrebbero investito Veltroni della leadership del Pd. Invece nessuno dice niente, così tutti sono d’accordo.
Vespa: “Anche la Bbc è legata al potere, il presidente è amico di Blair”. Già, ma è sottoposto alla Regina, scelto con pubblico concorso in base a un curriculum, infatti la Bbc fa un mazzo così prima alla Thatcher e poi a Blair. Diceva la Thatcher: “La Bbc non mi piace ma non posso farci nulla”. Magari un politico potesse dire lo stesso della Rai. Qui ci vorrebbe il contraddittorio a Vespa...
Veltroni poi paragona guerra Afghanistan a lotta alla mafia (ma c'è una bella differenza: noi abbiamo invaso uno Stato sovrano, l’esercito afghano non è mai venuto a invadere la Sicilia con la scusa di combattere la mafia)
Veltroni dice che gli inceneritori non fanno male alla salute (e le nanoparticelle cancerogene? silenzio).
Niente domande su conflitto interessi, sulla Gasparri bocciata dalla Corte europea: sono temi che Veltroni non vuole toccare, dunque nessuno glieli chiede.
BERLUSCONI
Vespa tenta di fare prima domanda, ma se la fa Berlusconi da solo.Parte un servizio: una giornalista bionda insegue Berlusconi, un vero agguato: “Rambo lo vuole, non è che si candida alla Casa Bianca?“. Poi chiede un parere a un osservatore distaccato,super partes: “B. ha cambiato la politica”. E’ Bonaiuti, il portavoce di Silvio!
Berlusconi tracima: il mio è unico governo dal ’68 a ridurre pressione fiscale (non è vero: promesso ridurla drasticamente, poi alla fine si vanta di non averla aumentata); noi siamo la nuova moralità nella politica (sic), 106 grandi opere, 1000 km di strade (quali?); la lotta evasione fiscale fa paura agli italiani (o agli evasori?). Poi dice che la lotta all'evasione ha fruttato solo 2 milioni contro i 40 sbandierati da Prodi: ma Prodi non ha mai detto 40, ha detto 18; e, se è solo di 2 milioni, dov’è tutto ‘sto terrore?
Salari: “Col mio governo erano alti, con Prodi sono scesi”. Ma poi dice che i governi non possono far molto per i salari: e allora che c'entra Prodi? Nessuno rileva la contraddizione.Annuncia la chiusura delle frontiere (quali? a chi? come?)
Dice: avremo solo 12 ministri (ma non aveva promesso il ministero dell'Oceania al sen. Randazzo?).
Vespa tira fuori scrivania ciliegio, ma lui non ha portato il Contratto con gl’italiani. Ci stanno lavorando Tremonti-Brunetta. In compenso dice che in Fininvest aveva 56 mila collaboratori (falso: mai avuti più di 30 mila, la metà).
“Io coi rifiuti non c’entro nulla: colpa Bassolino, Pecoraro, Pd di Prodi e Veltroni” (nessuna replica: eppure ha governato 6 anni, e l'emergenza dura da 15, e l'appalto all'Impregilo l'ha dato il governatore Rastrelli di An!)
Grandi opere: "non si può non fare il traforo del Frejus (che però c'è già dal 1870!!!).“A sinistra c'è chi vorrebbe abolire la moneta come voleva Stalin” (e chi sarebbe? nel centrodestra non c'è il partito No Euro che vorrebbe tornare al tallero o alla dracma?).
“Stiamo pensando con don Verzè di portare vita media a 120 anni. Io ne sento 35!“. Dunque conta di vivere 240 anni? Con quale invenzione scientifica?
Vuoto di memoria: “Nel ’94 tentai di mettere d’accordo Zaccagnini con Bossi” (era Martinazzoli, Zaccagnini è morto nell’89, ma nessuno se la sente di correggerlo)
Evasione e condoni: “Chi fa il condono denuncia aver dichiarato di meno, anche a me dà fastidio se c’è evasione, perché sono il primo contribuente italiano” (ma il condono lo fece pure Mediaset, approfittando della legge fatta da Berlusconi: ma nessuno lo dice)
Non una domanda su Mastella e Dini (Berlusconi non era contro i ribaltoni?), processi, conflitto interessi, Europa7, condanna della Gasparri da parte della corte europea. Se non ne parla nemmeno Veltroni, perché dovrebbero parlarne i giornalisti o Berlusconi?
All’estero tutto ciò sarebbe impensabile. Lì il contraddittorio è una cosa seria: un contraddittorio che contraddice. Qui è uno spazio autogestito dai partiti. Viene una certa nostalgia per Tribuna politica di Jader Jacobelli: domanda del giornalista, risposta del politico, replica del giornalista, controreplica del politico. Oggi sarebbe impossibile, anzi sarebbe proprio eversivo. Oggi l’Authority a Jader Jacobelli lo farebbe arrestare.
Dagospia 16 Febbraio 2008

domenica 10 febbraio 2008

Don Gianni, Parroco di San Giuliano: non è più tempo di criticare ...


In occasione della benedizione della "prima pietra" per la costruzione della nuova chiesa e delle opere parrocchiali di San Giuliano, don Gianni ha inviato una lettera che vuole essere di sprone alla partecipazione ai propri parrocchiani. In essa si legge l'invito a costruire, con le opere murarie, la "Chiesa di comunione" abbandonando gli atteggiamenti di divisione che creano dispersione. [leggi la lettera di don Gianni]

sabato 9 febbraio 2008

Ospedale, Angelo Zarrillo M.: diamo i meriti a chi li ha

«L’impegno e lo spirito di sacrificio del personale sanitario dell’Ospedale di Marcianise non è mai stato in discussione, ed anche il livello di eccellenza degli operatori è un dato indiscutibile. Le carenze del presidio ospedaliero del Rione Santella, sono legate proprio alle gravi difficoltà in cui si trovano quotidianamente gli addetti ai lavori che solo grazie alla loro abnegazione, sono riusciti a volte ad evitare anche quelle tragedie o episodi di malasanità che i mezzi di comunicazione ed i mass media riportano sulle loro prime pagine.» E’ stato sempre questo il pensiero di Angelo Zarrillo Maietta, che qualche tempo fa ha denunziato [leggi] lo stato di degrado di un’intera area dell’Ospedale cittadino.
A quanto è dato sapere, è soprattutto nel campo dell'emergenza, del primo soccorso, che carenze ed inefficienze si evidenziano sia per la mancanza di mezzi diagnostici (come la TAC) sia di posti letto. Sono queste che costringono i pazienti ad essere sballottati presso i vari presidi della provincia, se si è fortunati, oppure della regione ed oltre. Infatti la mancanza di una TAC, divenuto ormai un esame indispensabile per una diagnosi, impedisce di gestire al meglio questi pazienti. Parliamo, in particolare, di persone coinvolte in incidenti automobilistici, data l’alta frequenza di quelli con trauma che accedono al Pronto Soccorso per la sua ubicazione nelle vicinanze dell'autostrada. Si aggiunga anche la mancanza della guardia o reperibilità ortopedica nelle ore pomeridiane e notturne per il trattamento del paziente con fratture; la mancanza di UTIC per il paziente cardiologico infartuato e di Rianimazione per il paziente che necessita di cure intensive.
«Qualche sanitario del nostro ospedale – afferma Angelo Zarrillo Maietta – sembra essersi mostrato risentito dai nostri rilievi. Penso che sia stato un risentimento strumentale e cortigiano. Non ho mai nemmeno immaginato che simili responsabilità possano essere addossate ai medici o a qualsiasi altro operatore sanitario. Nessuno però può negare che vi siano posti letto insufficienti sebbene vi siano spazi ingenti oppure che la carenza di personale medico e paramedico costringe a turni massacranti le unità presenti. Tranne qualche solerte difensore conosciamo bene lo stato d'animo dei dipendenti i quali esprimono enorme disagio nei confronti dell'utenza nel gestire al meglio i malati che giungono presso l'ospedale di Marcianise. Del resto, il perdurare di queste carenze impedisce di mantenere le aspettative che alla vigilia dell'apertura del nosocomio erano "fondate". Evidentemente è la parte politica che, limitatasi all’inaugurazione, non è stata capace di mantenere gli impegni assunti.»

giovedì 7 febbraio 2008

Pasquale Salzillo: è solo gossip la notizia del mio passaggio nel P.D.

COMUNICATO STAMPA SUL PRESUNTO PASSAGGIO NEL P.D.
(notizia riportata sulla Gazzetta di Caserta del 07/02/08)

Mi dispiace dover deludere quanti hanno ritenuto di informare gli organi di stampa di presunte mie intenzioni e/o vari tentativi di rivolgere la mia attenzione al Partito Democratico. Ciò non corrisponde al vero e non mi ha mai solleticato l’idea di trattare un passaggio al centrosinistra, in qualsiasi forma.
La mia appartenenza all’UDC è un dato che attraversa ormai gli anni e non ha avuto momenti di ripensamento e meno che mai il rapporto col partito o con il gruppo consiliare ha attraversato situazioni di attrito. Ha ragione il giornalista: fa tutto parte, evidentemente, del gossip!
I ferri corti, invece, sono da ricercare altrove ed io non ho alcuna intenzione di avventurarmi in un partito che, pare, sia un campo di battaglia e non mi sfiora l’idea di diventare corresponsabile di una gestione amministrativa che non mi soddisfa in alcun modo. Andrei, per di più, a prendere parte ad una lotta che non mi appartiene, proprio nel momento in cui le voci di fuga sono più che voci di corridoio specie per come sembra stia per maturare la nomina dei due nuovi assessori in quota all'on.le Squeglia.





Pasquale Salzillo

mercoledì 6 febbraio 2008

Elezioni Politiche, ANSA: il timing delle operazioni

ANSA» 2008-02-06 15:46
Elezioni, il timing delle operazioni da qui al voto
(di Francesco Bongarrà)


Con lo scioglimento delle Camere e la fissazione della data delle elezioni per il 13 e 14 aprile parte la procedura elettorale. Ecco la scansione dei tempi e degli adempimenti:
I SIMBOLI: Devono essere depositati al Viminale dai rappresentanti dei partiti tra la mattina del quarantaquattresimo e le 16 quarantaduesimo giorno prima del voto: dunque TRA VENERDI' 29 FEBBRAIO e DOMENICA 2 MARZO.
LE LISTE DI CANDIDATI: Le liste vanno presentate tra la mattina di SABATO 9 MARZO e le 20 di DOMENICA 10. Ogni lista è composta da un numero di candidati non inferiore ad un terzo e non superiore al numero dei seggi assegnati alla circoscrizione elettorale cui si riferisce.
LE FIRME: Le liste devono essere sottoscritte da un numero variabile di elettori, a seconda dell'ampiezza demografica di ogni singola circoscrizione.
Alla CAMERA per la presentazione delle liste servono, in particolare: almeno 1.500 firme nei comuni fino a 500mila abitanti, almeno 2.500 in quelli fino ad un milione di abitanti e almeno 4.000 nei comuni con oltre un milione di abitanti.
Per il SENATO le firme occorrenti sono almeno 1.000 nei comuni fino a 500mila abitanti, almeno 1.750 in quelli fino ad un milione di abitanti e almeno 3.500 nei comuni con più di un milione di abitanti. Tuttavia, in questa tornata elettorale, che si tiene oltre 120 giorni prima la scadenza naturale della legislatura, il numero di firme necessarie alla presentazione della lista viene ridotto alla metà. La raccolta delle firme non è richiesta: per i partiti costituiti in gruppi parlamentari in entrambe le Camere all'inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi; per i partiti collegati in coalizione, con almeno due partiti costituiti in gruppi parlamentari e che abbiano ottenuto come un minimo un seggio alle ultime elezioni europee con un simbolo identico a quello depositato; per i partiti rappresentativi di minoranze linguistiche riconosciute che abbiano ottenuto almeno un seggio alle ultime elezioni politiche. Nessun elettore può sottoscrivere più di una lista di candidati. La raccolta delle firme può avvenire esclusivamente nei 180 giorni antecedenti il termine finale fissato per la presentazione delle candidature.
I SONDAGGI: Ne è vietata la diffusione da SABATO 29 MARZO, ovvero nei 15 giorni che precedono il voto. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali la legge vieta a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione, compresa quella relativa all'attività istituzionale dell'ente. Non rientrano, invece, nel divieto le attività di comunicazione istituzionale effettuate in forma impersonale ed indispensabili per assolvere con efficacia le funzioni proprie delle amministrazioni pubbliche.
I COMIZI E LE RIUNIONI DI PROPAGANDA ELETTORALE: Si possono tenere da VENERDI' 14 MARZO, ovvero a partire dal trentesimo giorno antecedente la data delle elezioni; sono invece vietati nel giorno precedente e in quelli stabiliti per la consultazione elettorale.

Elezioni Politiche: si vota il 13 e 14 aprile

ANSA» 2008-02-06 13:32
ELEZIONI IL 13 E 14 APRILE

ROMA - "Il voto delle politiche si terrà il 13 e il 14 aprile". Lo conferma il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, sottolineando che invece non è ancora stata presa la decisione se abbinare o meno le elezioni amministrative a quelle politiche.

Napolitano scioglie le Camere

ANSA» 2008-02-06 12:19
NAPOLITANO SCIOGLIE LE CAMERE, "SCELTA OBBLIGATA"

ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano esprime "il suo rammarico" per essere costretto a sciogliere oggi le Camere. Una "scelta obbligata". Proprio quando si era giunti ad un passo dall'accordo tra le forze politiche sulle riforme da fare, è stato costretto invece a considerare definitivamente chiusa l'esperienza del governo Prodi. "E di qui oggi - spiega il capo dello Stato - il mio rammarico per dover chiamare nuovamente gli elettori alle urne, senza che quella riforma sia stata approvata". Le elezioni "così fortemente anticipate", ha aggiunto, costituiscono "un'anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari, non senza conseguenze sulla governabilità del paese". "Ho sempre e solo avuto di mira l'interesse comune ad una maggiore linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico istituzionale. Il dialogo su questi temi, ora interrottisi, resta un'esigenza ineludibile per il futuro del paese. Mi auguro perciò - continua Napolitano - che la prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente a quell'esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni". "E' il momento - conclude il presidente della Repubblica - per tutte le forze politiche di dar prova del senso di responsabilità richiesto dalle complesse prove cui l'Italia è chiamata a far fronte". Il Consiglio dei ministri è convocato per questa mattina, alle 13, a Palazzo Chigi. Il governo dovrà stabilire oggi la data delle elezioni dopo lo scioglimento delle Camere.