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venerdì 1 ottobre 2010

Intervento di Casini in occasione del voto di fiducia alla Camera

Signor Presidente, questa giornata segna l’epilogo di una stagione caratterizzata dall’odio, dai ricatti, dai dossier, da troppi rancori verso istituzioni e verso uomini colpiti anche nei loro affetti più intimi. Una stagione triste, che speriamo si chiuda oggi, perché ha disgustato gli italiani, alle prese con problemi più seri: disoccupazione, aziende che non riaprono, rifiuti che ricompaiono nelle strade, alluvionati siciliani o terremotati abruzzesi ancora nel dramma, famiglie che vedono assottigliarsi le riserve dei loro risparmi.
Noi continuiamo per la nostra strada, che è quella dell’opposizione repubblicana, che coincide con la strada della responsabilità, che nulla ha a che fare con le strade del trasformismo che a nostro parere sono il cancro della vita democratica. 

sabato 18 settembre 2010

La campagna acquisti del premier legittima un governo diverso dopo il suo

Pubblichiamo da Il Messaggero l’intervista a Pier Ferdinando Casini di Claudio Rizza
Nel giorno in cui la campagna acquisti per rafforzare il governo, e dare meno peso ai voti finiani, sembra un miraggio o un film mai esistito, dopo l’incredibile fumettone estivo che si fa finta non esista più, Pier Ferdinando Casini inanella tutte le sue perplessità. Deve fare i conti con il solito Cavaliere double face: a cena in casa Vespa, ai primi di luglio, il leader centrista respinse le avances del premier che lo sondava per farlo entrare in maggioranza e sostituire così ai finiani i voti udc replicò che «i trasformismi» non lo interessavano e che solo con le dimissioni e l’ammissione della non autosufficienza della maggioranza di governo si sarebbe potuta aprire una fase politica nuova.

martedì 14 settembre 2010

Adriano Frinchi: Casini e la solitudine dei numeri primi

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri”. Così scrive Paolo Giordano nel suo romanzo “La solitudine dei numeri primi” che in questi giorni arriva anche nelle sale cinematografiche grazie all’opera di Saverio Costanzo, e queste parole del giovane autore, per uno strano volo pindarico della mente, possono essere applicate al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

lunedì 6 settembre 2010

Fli: Casini, bene Fini, premier capisca che si è chiusa una fase


Serve fase responsabilità,in opposizione non tutti sfascisti
Roma, 5 set. (Apcom) - E' positivo il commento di Pier Ferdinando Casini all'intervento di Gianfranco Fini a Mirabello e Silvio Berlusconi dovrebbe prendere atto che una fase si è chiusa. Lo dice il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, al Tg LA7.
Premesso che "l'errore di Fini fu di salire sul predellino" e di aderire al progetto del Pdl che nulla sarebbe stato se non una "Forza Italia allargata", oggi Fini ha svolto "un'analisi condivisibile. Quando ha chiesto il quoziente famigliare, una legge elettorale che restituisca la scelta agli elettori. E poi il passaggio sulle quote latte, sul federalismo equilibrato" e il fatto di aver posto la questione, in politica estera dopo la visita di Gheddafi, di "un'idea di mortificazione della politica estera". E' poi "importante che abbia confermato il patto di lealtà al centrodestra che mette al riparo da ogni ipotesi avventata di elezioni anticipate". Ora, conclude, "Berlusconia assuma da questa vicenda l'impegno di andare in Parlamento e di capire che una fase si è chiusa e che il Paese ha bisogno di una fase di responsabilità: nell'opposizione non sono tutti 'sfascisti' e la situazione italiana è drammatica".


Pubblichiamo da Il Corriere della Sera l’intervista a Pier Ferdinando  Casini di Monica Guerzoni

venerdì 3 settembre 2010

Dalla Chiesa italiano straordinario, Paese riconoscente

Chi combatte contro criminalità va sostenuto con risorse 

Roma, 3 set. (Apcom) -L`Udc ricorda "con profonda ammirazione e riconoscenza" la figura del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, barbaramente assassinato ventotto anni fa assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all`agente di scorta Domenico Russo.
"Dalla Chiesa -afferma, in una nota, il segretario dell`Udc Lorenzo Cesa - è stato un servitore dello Stato coraggioso e integerrimo, uno straordinario esempio di italiano che ha dato la vita per difendere gli ideali di legalità e di democrazia contro l`oppressione mafiosa. Il suo sacrificio deve costituire un esempio per le giovani generazioni e per la politica, chiamata a sostenere con mezzi e risorse adeguate chi è impegnato ogni giorno nella difficile lotta alla criminalità organizzata".

mercoledì 25 agosto 2010

Governo: Cesa, cala sipario su teatrino d'agosto



Ok accantonamento elezioni, noi avanti per nostra strada 

(ANSA) - ROMA, 25 AGO - 'Finalmente sembra calare il sipario sul teatrino della politica alimentato nel mese di agosto dalle convulsioni del Pdl. E' positivo che si sia accantonata la scorciatoia delle elezioni anticipate, vera e propria fuga dalle responsabilita' di governo. Per quanto ci riguarda, continuiamo sulla strada intrapresa, che ha dimostrato efficacia politica e serieta' istituzionale'. E' quanto afferma, in una nota, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, commentando l'esito del vertice tra Berlusconi e Bossi.

'L'opposizione repubblicana - prosegue - non puo' concorrere allo sfascio dell'Italia, ma all'assunzione di provvedimenti utili ai cittadini: niente sconti per le leggi che non servono e appoggio agli interventi necessari per il Paese".(ANSA).

lunedì 23 agosto 2010

Governo: Cesa, o Berlusconi apre crisi o e' chiacchiericcio

Rapporto tra noi e maggioranza chiaro da due anni 



(ANSA) - ROMA, 23 AGO - 'Il rapporto tra Pdl e Futuro e Liberta', e in particolare tra Berlusconi e Fini, e' un problema che riguarda gli interessati e su cui non intendiamo interferire ne' dare giudizi, sia per rispetto verso le persone che per scelta politica. Il problema invece dei rapporti tra la maggioranza e l'Udc, per quanto ci riguarda, e' chiaro da tempo, almeno da quando due anni fa abbiamo iniziato la nostra opposizione repubblicana in Parlamento'. E' quanto afferma, in una nota, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, commentando l'editoriale di Italo Bocchino pubblicato sul sito di Generazione Italia.

'Il giorno in cui Berlusconi aprisse la crisi dimettendosi, - dice Cesa - valuteremo i nuovi scenari. Tutto il resto rientra nel pur legittimo chiacchiericcio estivo, ma non ci riguarda".

sabato 31 gennaio 2009

Cesa: non comprimere nostro pluralismo a due soli partiti

(ANSA) - ROMA, 27 GEN - 'Pensare che il nostro tradizionale pluralismo possa essere compresso a due soli partiti e' davvero una forzatura troppo grande' poiche' 'il sogno di una democrazia all'americana e' suggestivo' ma 'distante dalla nostra tradizione politica'. Lo scrive in una lettera pubblicata oggi dal Corriere della Sera, Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc. Sul ruolo del suo partito, Cesa spiega: 'il nostro obiettivo non e' annettere pezzi di questo o quel partito. La nostra strategia e' quella di costruire un contenitore piu' grande in cui, a far da collante, non vi sia solo una leadership, ma un'idea di Paese'. Per questo, Cesa conclude scrivendo: 'pesonalmente non escludo che un po' di centrifuga possa far bene e portare un po' di pulizia e ordine nel sistema politico italiano'
(vedi allegato) 

sabato 4 ottobre 2008

Regionali: Cesa , alleanza Trento esperimento nazionale

Ufficio stampa UDC, 03-10-2008
"In Trentino abbiamo appoggiato una scelta per una alleanza diversa rispetto al passato"
(ANSA) - TRENTO, 3 OTT -

"La novita' di Trento rappresenta un esperimento anche in ottica nazionale: vedere l'Udc del Trentino impegnato a dare vita ad un centro moderato nell'area del centrosinistra sara' molto utile anche in chiave romana". Lo ha detto il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, intervenendo oggi a Trento e successivamente a Bolzano alla presentazione delle liste per amministrative in Trentino Alto Adige del 26 ottobre.
"In Trentino abbiamo appoggiato una scelta per una alleanza diversa rispetto al passato - ha chiarito -: in una terra segnata dal mondo cattolico, con De Gasperi, non era tollerabile far guidare la Provincia autonoma di Trento da un leghista. Abbiamo ritenuto fare questa scelta per una condivisione dei valori della nostra area".
In tema di battaglie per gli ideali, Cesa ha ribadito la volonta' dell'Udc di opporsi alla scelta di togliere le preferenze dei candidati per le prossime europee. Abbiamo gia' raccolto 200mila firma contro questa ipotesi" ha detto. "Non voglio piu' dover scegliere a Roma i parlamentari italiani o per l'Europa.
Non voglio piu' questa responsabilita'. La scelta deve essere locale e l'elettore deve poter votare il proprio candidato".

giovedì 14 agosto 2008

Cesa: Siamo disponibili al dialogo con il PDL ma non a confluenze

Roma, 12 AGO (Velino) - "Ringrazio Rotondi per le significative aperture all’Udc e assicuro la disponibilita’ personale e del partito che rappresento a verificare come sempre, con serieta’ e rigore, le possibilita’ di dialogo e intese con il pdl". A dichiararlo e’ Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc."Proprio per questo devo precisare che la strada di una confluenza dell’Udc nel nuovo partito non e’ percorribile. Le ragioni che ci hanno portato ad affrontare da soli la prova elettorale, e cioe’ la difesa di identita’ e valori, restano assolutamente valide, tanto piu’, come ricorda Rotondi, se si intende tutelare l’autonomia di una forza centrista, di ispirazione cristiana, collegata al Ppe, che unisca le varie anime della diaspora democristiana. La fase costituente, che abbiamo avviato per cercare convergenze senza pregiudiziali, a tutto campo, serve anche a questo. Annegare la nostra tradizione in un contenitore indistinto che comprenda anche forze di destra, sarebbe un controsenso.Comprendere questa premessa - conclude Cesa - e’ condizione, come sia noi che Rotondi intendiamo fare, per avviare il dialogo con volonta’ costruttiva".

lunedì 11 agosto 2008

Casini: intervista a "Il Mattino" del 10 agosto 2008

Il bipartitismo è finito, il Centro riparte dal Sud
Il leader dell’Udc rilancia la Costituente dei moderati
«Le riforme? Vanno fatte ma pensiamo ai problemi reali»
GINO CAVALLO
Roma.
Meglio soli che male accompagnati. Vale anche in politica, vale di certo per l’Udc di Pier Ferdinando Casini che, vinta la sfida elettorale, può tracciare un bilancio in positivo di questo primo scorcio di legislatura. Almeno stando all’intenso «corteggiamento» di cui è oggetto dalla maggioranza come dall’opposizione. Il centro ha resistito all’effetto schiacciasassi dei due bulldozer della politica italiana e pensa addirittura di «rifondarsi» con una Costituente aperta a chi non ama né i loft né i predellini. L’idea è ambiziosa: rimettere tutto in gioco con l’obiettivo finale di ridurre la distanza tra la (buona) politica e la gente. Nell’appello per la Costituente di centro c’è scritto che punterete a «modificare il sistema politico». Non sarà un po’ troppo?
«Credo che il mito del bipartitismo all’italiana sia tramontato il giorno dopo le elezioni. Lo testimoniano le contraddizioni profonde con cui sono alle prese i due partiti maggiori. Per quanto riguarda il Pd, penso all’alleanza con Di Pietro e alle grandi questioni che ha aperto. L’altro schieramento, quello di Berlusconi, va verso il congresso in un modo che definirei quantomeno singolare. Sento parlare molto di quote, di spartizioni a tavolino che dovrebbero riassumere e sostituire i momenti di vita partecipativa. Tutte cose che hanno l’aria di essere più adatte ad una società per azioni che a un soggetto politico». Il consenso per l’esecutivo sembra tuttavia costante «La verità è che tutti i sondaggi danno in forte crescita realtà come la nostra, l’Idv di Di Pietro, la Lega. Se a questo aggiungiamo che il governo ombra si è rivelato per quello che é, poco più che propaganda per intendersi, e che è già finita la luna di miele veltrusconiana quel che resta è un terreno enorme di confronto per forze come la nostra. Ecco perché sono certo che la Costituente di centro può puntare ad uno spazio amplissimo. Riforme, ridisegno della forma partito, tutto allo stesso tempo. Non c’è il rischio di un ingorgo? «Siamo impegnati a cogliere uno stato d’animo potenzialmente a noi favorevole. Per riuscirci c’è bisogno che l’Udc sappia aprirsi e ripensare il proprio modello organizzativo. Come in Campania dove questo già sta avvenendo e personalità come De Mita svolgono un ruolo vitale per l’Unione di centro. Ed in cui esistono disponibilità come quella di Clemente Mastella che è giusto andare a verificare. In Campania possiamo realisticamente puntare al 10%, ora sta a noi capire con intelligenza e generosità che un partito chiuso è un partito debole, impaurito, autoreferenziale. Esattamente il modello di partito che non ci possiamo permettere di essere».
Il primo appuntamento sono le europee. Con quale legge voteremo. «Per noi è indifferente, per le soglie decida il governo, 3, 4 o 5 va tutto bene. A patto che ci siano le preferenze. Perché un sistema che restringe le possibilità di scelta dei cittadini è soltanto un’indecenza». Anche Enrico Letta ribadisce che il Pd deve guardare al centro. Eccola perciò la madre di tutte le domande: chi sceglierete tra Walter e il Cavaliere? «Più che una domanda sembra una sorta di tormentone, soprattutto alla luce del quadro che ho provato a tracciare. Come si possono fare domande del genere a chi come noi questo sistema punta a scardinarlo? Verrà il tempo delle alleanze, ma le faremo con soggetti politici diversi da questo abbozzo informe di bipartitismo. Per ora il nostro compito è svelare le finzioni con cui abbiamo a che fare. E, allo stesso tempo, costruire le condizioni perché tante personalità politiche che oggi militano nel Pd come nel Pdl costruiscano con noi una nuova casa».
Ma in autunno l’agenda prevede le grandi riforme, dovrete schierarvi. «Alla ripresa autunnale al centro di tutto ci sarà il tema dell’economia. Pensare che le riforme istituzionali polarizzino l’interesse dell’opinione pubblica significa vivere fuori dalla realtà. Gli italiani hanno il problema del prezzo dei beni di prima necessità, dalla pasta al pane, chi volete abbia voglia di discutere di bicameralismo perfetto o di federalismo?» Difficile però che il Cavaliere rinunci a metter mano almeno alla giustizia. «Intendiamoci, le riforme vanno fatte e noi non ci tireremo indietro. Per esempio, dopo che il lodo Alfano ha espunto la questione Berlusconi dal dibattito contingente, credo che di riforma della giustizia si possa discutere con maggiore serenità. E a settembre, fondazioni della nostra area e di ispirazione socialista, organizzeranno insieme un seminario proprio sulla questione giustizia. Abbiamo invitato tutti, da D’Alema a Ghedini, l’avvocato di Berlusconi, dal Guardasigilli al ministro ombra del Pd. Lo aprirà una personalità come Giuliano Vassalli, che da sola è una garanzia».
Alle riforme ci arriveremo con o senza dialogo? «È stucchevole questa storia del dialogo che, ricordo, resta comunque un preliminare rispetto al momento fondamentale, la decisione. Il dialogo c’è sempre stato, semmai a mancare è la volontà di chiudere. Ci tratteniamo in maniera ossessiva sul fumo e a nessuno sembra importare molto dell’arrosto». Intanto l’esecutivo,da Brunetta ai militari in strada, sforna novità a raffica. «La nostra, e gli atti parlamentari lo testimoniano, non è mai stata un’opposizione pregiudiziale. Quando si è agito con successo, lo abbiamo riconosciuto. È stato così per l’emergenza rifiuti a Napoli, in quel caso il nostro contributo l’abbiamo dato con scelte concrete e coerenti. Insomma, non siamo di quelli che demonizzano. E tuttavia non siamo nemmeno distratti, non ci sfugge come l’esecutivo non perda occasione per amplificare il lavoro svolto. Salvo poi, scendendo nel dettaglio, constatare che è bello vedere i militari per le strade, ma lo sarebbe molto di più reintegrare gli ottomila poliziotti che mancano all’appello. Piuttosto che essere costretti, come preannuncia il ministro La Russa, a ridimensionare per mancanza di soldi le nostre missioni all’estero Ammetterà che con la Finanziaria almeno proceduralmente si è innovato. «È bello vedere una Finanziaria virtuosa, a patto che i tagli distinguano tra le cose davvero inutili e le aree che rappresentano un segmento strategico per il nostro Paese. Questa comunque è la Finanziaria di Tremonti, credo che gli altri ministri l’abbiano potuta leggere per lo stesso brevissimo tempo concesso a noi dell’opposizione. La verità è che tagliare dovunque in modo uguale significa solo rinviare alla fine dell’anno problemi che immancabilmente esploderanno. Trattare la scuola come gli enti inutili è un errore che prima o poi si paga caro. E i fannulloni? «La campagna di Brunetta è giusta, solo che è uno spot. Allo stesso modo in cui lo era la campagna di Visco sull’evasione. Nell’uno e nell’altro caso le leggi ci sono sempre state. E, comunque, non ci si può limitare a gridare «al lupo, al lupo». Voglio dire, ben venga la lotta all’assenteismo, a patto che ad essa seguano interventi organici e strutturali».

giovedì 31 luglio 2008

Restituiamo ai cittadini la preferenza: la proposta dell'UDC casertana ha da oggi respiro nazionale


L'Udc ha depositato oggi in Cassazione la proposta
Roma, 31 lug. (Apcom) -

L'Udc ha depositato questa mattina in Corte di cassazione il titolo della proposta di legge su iniziativa popolare per reintrodurre le preferenze nelle elezioni alla Camera dei deputati. "Bisogna restituire ai cittadini la scelta della persona che andrà in Parlamento", ha dichiarato l'onorevole, Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc che ha guidato la delegazione.
"Questo è un atto dovuto - ha detto Cesa - e un modo per riavvicinare la politica alla gente, perchè quando uno viene eletto con la preferenza sta più a contatto con i cittadini. Questo era uno dei nostri obiettivi da sempre ed è uno dei punti previsti dai quesiti referendari".
"Lavoreremo tutta l'estate per raggiungere l'obiettivo e portare quanto prima in Parlamento questa domanda. Raccoglieremo le firme in tutta Italia - ha concluso il segretario dell'Udc - sulle spiagge e nei luoghi di vacanza, sarà un'occasione per entrare in contatto la gente. Mobiliteremo tutto il partito per raccogliere il massimo delle firme possibile".

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Leggi anche la news del marzo scorso cliccando qui

domenica 16 marzo 2008

Luca Tartaglione: inquietanti le dichiarazioni dell'ex ministro Martino

Inquietanti le dichiarazioni dell'ex ministro della Difesa Martino: "Occorre ridurre o cancellare la nostra presenza in Libano e aumentare il numero dei nostri uomini in Afghanistan nonchè inviare istruttori militari in Iraq e Kosovo" soprattutto perché una tale immotivata riorganizzazione dei teatri operativi delle Forze Armate, proferite da un impopolare ex Ministro “reo” di aver assistito passivamente alla distruttiva Finanziaria 2006 che quasi azzerò l’esercizio delle Forze Armate, mostrano con quanta superficialità e strumentalizzazione si usano le donne gli uomini e valori delle Forze Armate in propaganda elettorale.
Non credo vi siano più limiti a tale strumentalizzazione e questo per un delegato COCER “operativo” del Corpo dei Bersaglieri è mortificante, così come l’assistere alla strumentalizzazione di una Medaglia d’Oro al Valor Militare ovvero l’eroe di Mogadiscio Gianfranco Paglia candidata alla Camera dal partito di FINI in una posizione (19° in Campania) senza speranze di eleggibilità.

Luca Tartaglione (*)

(*) Primo Maresciallo dei Bersaglieri – delegato Co.Ce.R. dell’Esercito Italiano

mercoledì 6 febbraio 2008

Elezioni Politiche: si vota il 13 e 14 aprile

ANSA» 2008-02-06 13:32
ELEZIONI IL 13 E 14 APRILE

ROMA - "Il voto delle politiche si terrà il 13 e il 14 aprile". Lo conferma il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, sottolineando che invece non è ancora stata presa la decisione se abbinare o meno le elezioni amministrative a quelle politiche.

Napolitano scioglie le Camere

ANSA» 2008-02-06 12:19
NAPOLITANO SCIOGLIE LE CAMERE, "SCELTA OBBLIGATA"

ROMA - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano esprime "il suo rammarico" per essere costretto a sciogliere oggi le Camere. Una "scelta obbligata". Proprio quando si era giunti ad un passo dall'accordo tra le forze politiche sulle riforme da fare, è stato costretto invece a considerare definitivamente chiusa l'esperienza del governo Prodi. "E di qui oggi - spiega il capo dello Stato - il mio rammarico per dover chiamare nuovamente gli elettori alle urne, senza che quella riforma sia stata approvata". Le elezioni "così fortemente anticipate", ha aggiunto, costituiscono "un'anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari, non senza conseguenze sulla governabilità del paese". "Ho sempre e solo avuto di mira l'interesse comune ad una maggiore linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico istituzionale. Il dialogo su questi temi, ora interrottisi, resta un'esigenza ineludibile per il futuro del paese. Mi auguro perciò - continua Napolitano - che la prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente a quell'esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni". "E' il momento - conclude il presidente della Repubblica - per tutte le forze politiche di dar prova del senso di responsabilità richiesto dalle complesse prove cui l'Italia è chiamata a far fronte". Il Consiglio dei ministri è convocato per questa mattina, alle 13, a Palazzo Chigi. Il governo dovrà stabilire oggi la data delle elezioni dopo lo scioglimento delle Camere.

giovedì 24 gennaio 2008

Governo Prodi: 'a domicilio'

ANSA
2008-01-24 20:51
GOVERNO BATTUTO, IL SENATO NEGA LA FIDUCIA
ROMA - Il presidente del Consiglio si recherà stasera al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato. Il Senato ha negato la fiducia al governo Prodi con 156 sì, 161 no e un astenuto. Tre senatori (Pallaro, Pininfarina e Andreotti) non hanno partecipato alla votazione. I senatori presenti erano 319, 318 i votanti (Giuseppe Scalera, infatti si è astenuto). La maggioranza richiesta per questa votazione era di 160 voti. Dopo aver proclamato il risultato della votazione, il presidente del Senato Franco Marini ha convocato il l'Aula 'a domicilio'.

venerdì 18 gennaio 2008

Papa, Casini: Colpa del laicismo aggressivo. Deficit di dialogo, Italia umiliata

Dittatura delle minoranze, ho paura per il futuro
Roma, 16 gen. (Adnkronos)- "E' avvilente evitare di ascoltare il Papa quando in cattedra salgono i terroristi ed i cattivi maestri del'68". Lo afferma a "Il Messaggero" il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che aggiunge: "Se l'intolleranza diventa il verbo di chi insegna, che formazione offre l'universita' italiana?". "Poveri giovani, mi viene da dire" aggiunge ancora, sottolineando che con la rinucia del Pontefice ad andare a La Sapienza di Roma a causa delle contestazioni, "e' stata umiliata l'Italia cosi' come quella parte del mondo laico che intende ascoltare la voce del Pontefice e che non si rassegna a vivere in una societa' paurosa della diversita'".
"Non credo -continua Casini- che nella societa' vi sia tutto questo scontro. Semmai vi e' un'elite formata da intellettuali laici, tutti irrimediabilmente nostalgici del '68, i quali fanno fatica ad accettare il dibattito culturale che da tempo la Chiesa pone all'attenzione dell'Italia e dell'Occidente".
E, dalle pagine del "Quotidiano Nazionale", Casini sottolinea che l'intera vicenda "dimostra che in Italia c'e' ancora la dittatura delle minoranze. Sono reduci del '68 spaventati dall'idea del confronto, del dialogo con il mondo cattolico... Un'onda di vergogna sulle nostre Universita'. Se questi sono i maestri dei nostri figli, c'e' da avere paura per il futuro".
In allegato l'intervista integrale
(vedi allegato)

venerdì 14 dicembre 2007

Giovani UDC: Chi votarono i camionisti?

L’ Italia in queste ore è stata vittima di una paralisi delle proprie autostrade e non solo. Migliaia e migliaia di autotrasportatori oramai stanchi delle proprie condizioni economiche e di sicurezza in cui soni costretti a lavorare con orari di indicibile durezza hanno parcheggiato i loro TIR lungo i Km delle nostre autostrade asse portante dell’Italia intera.
‘Caos generale’ è poco utile a dar conto della situazione venutasi a creare. In un paese in cui la stragrande maggioranza dei traffici dei beni di ogni tipo avviene su gomma lo sciopero degli autotrasportatori significa tra l’altro: ospedali e farmacie privi dei medicinali, Italia priva di fonti energetiche (benzina, gasolio), cittadini privi di beni di prima necessità anche alimentari.
Per non parlare delle tonnellate di cibo andate a male nei rimorchi dei tir parcheggiati e dei disservizi provocati a milioni di italiani che ogni giorno per mezzo delle autostrade attraversano in lungo ed in largo la penisola per lavoro; mai come in questo caso giustissimo utilizzare il termine paralisi!!
Sembrerà una bestemmia ma queste situazioni di caos presentano degli aspetti positivi: i migliaia di lavoratori che in questi giorni protestano hanno la possibilità di vagliare (se ancora ce ne fosse bisogno) quella che è stata la propria scelta alle scorse politiche. Quanti di questi autotrasportatori disperati due anni fa hanno dato la loro fiducia a Prodi? Quanti di loro stanno provando sulla loro pelle l’errore commesso nel contribuire alla vittoria della coalizione di centro-sinistra?
E’ovvio che queste domande debbono porsele tutti coloro, non solo camionisti, che con animi sempre più accesi stanno scioperando e riscioperando per diritti loro negati da questo governo e questa maggioranza di sinistra. Mi riferisco a tassisti, insegnanti, medici di base, avvocati, magistrati, controllori di volo e piloti, forze dell’ordine, operai di ogni comparto e da ultimo pure i vigilantes che qualche giorno fa hanno persino cercato di assaltare Montecitorio: fatto passato in sordina ma di una gravità inaudita.
L’auspicio è che queste fasi di disagio, rabbia, frustrazione possano determinare un ravvedimento generale specie tra quanti hanno creduto l’attuale maggioranza in grado di reggere le sorti del paese.

Angelo Golino

lunedì 22 ottobre 2007

Legge elettorale: CESA, modello tedesco, non pasticci ferraresi

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - ''Il presidente Casini ha sostenuto questa mattina una tesi politica non certo originale, ma che ormai appare chiara a tutti gli osservatori politici: la nuova leadership del PD punta alle elezioni anticipate''. Lo afferma il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa.
''Comprendo dunque l'irritazione dell'amico Franceschini - rileva - ma vorrei pacatamente ricordargli che l'Udc ha impegnato il proprio congresso sulla legge elettorale alla tedesca.
Su di essa siamo disponibili a convergere e non certo su pasticci alla ferrarese''

Rutelli e Bertinotti: si al sistema elettorale tedesco

Sulla proposta di riforma del sistema elettorale sul modello di quello tedesco l'UDC non è più la voce che grida nel deserto. Il consenso alla proposta centrista viene da personalità di spicco della politica italiana. L'offensiva proposta contro il nostro partito, accusato di volere le mani libere per fare accordi con tutti, ha le ore contate. O si vuole accusare anche Bertinotti?

RUTELLI: NON PERDERE TEMPO, SISTEMA TEDESCO
"Sì al sistema tedesco. Non c'è più tempo da perdere". L'esortazione è del vicepremier Rutelli che, al Corsera, dice: "Andiamo speditamente al sistema tedesco: proporzionale con sbarramento del 5%. Garantisce la governabilità ed è chiaramente un sistema bipolare... l'extrema ratio potrebbe essere il ritorno alla legge precedente, la Matteralla, abrogando il 'porcellum'".
(fonte: Televideo.rai.it)

RIFORME, BERTINOTTI: OCCORRE FARE PRESTO
"La sollecitazione di fare presto" le riforme e la legge elettorale "è dettata da una necessità storica e politica" Così il presidente della Camera che dice sì al sistema tedesco e aggiunge: "Rutelli ha ragione nel senso dell'urgenza. Penso che altro tempo non è dato: le riforme o si fanno ora o si va ad una soluzione di grande instabilità: elezioni con l'attuale sistema o con quello che uscirebbe dal referendum". Bertinotti fa riferimento a un sistema che abbia un Senato federale e una Camera politica che conceda la fiducia. Un sistema che "porta con sé, come organicità di sistema, una propensione ad legge elettorale come quella tedesca".
(fonte: Televideo.rai.it)