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giovedì 29 gennaio 2009

La visita di Bassolino: Le chiavi della città, parte seconda

Siamo convinti da sempre che la politica del centro sinistra campano sia asservita ad un concetto di napoletanità che si dimostra sempre più deleteria e coloniale rispetto alla nostra terra. La provincia di Caserta sconta una prona azione amministrativa per la quale tanto paghiamo ed abbiamo già pagato in termini di identità, vivibilità ed occupazione. La visita di Bassolino di ieri necessita di essere meglio inquadrata, altrimenti varrà come affermazione di un "diritto di feudo" sulla nostra città. 
Non pecchiamo di lesa maestà se differenziamo la figura di Bassolino da quella del Presidente della Giunta Regionale della Campania considerato che l'incontro avuto in Municipio era del tipo "riservato". Presenti nell'occasione, perché invitati, si deve pensare, i componenti della Giunta ed i consiglieri comunali di maggioranza oltre forse agli amici ed "amici degli amici". Lo stesso Bassolino ha affermato che in non tutte le circostanze similari si è comportato nello stesso modo, e ciò non dovrebbe essere per il Governatore del popolo della Campania. Comportamento ed affermazioni che più si addicono, quindi, al ledaer di una parte politica che vuole incontrare quella "parte politica". Tant'è e nessuno può frapporre obiezioni di sorta se non l'uso che si è voluto fare della Casa Comunale per un incontro riservato.
La vicenda di mercoledì, pertanto, va annoverata tra quelle necessarie a riaffermare una funzione napolicentrica delle amministrazioni locali le quali avrebbero come fine alcune esperienze che lo stesso PD ha difficoltà ad esportare fuori dei confini campani. Non vorremmo, infatti, che il loro leader abbia inteso venire ad incassare il prezzo della sua solidarietà e vicinanza all'amico architetto Fecondo. La nostra amministrazione, infatti, ha dichiarato di voler continuare a perseguire quel modello di sviluppo interrotto proditoriamente alcuni mesi fa. Ci si consenta di auspicare, invece. l'abbandono di una politica che nei fatti si è rivelata essere una svendita del territorio a chi di esso ha fatto scempio e, senza alcun tipo di rendicontazione, ha disatteso anche gli impegni minimali che si era assunti.
A Fecondo avevamo promesso, nel precedente scorcio di amministrazione, la nostra vicinanza laddove egli avesse assunto le vesti del sindaco della comunità marcianisana. L'episodio di mercoledì non illumina il suo ed il nostro futuro.

sabato 25 ottobre 2008

Insediamenti: non è tutt'oro quel che luccica

Un vecchio adagio avvertiva che «la malerba cresce presto» ed un altro ancora che «l'oro è un buon servitore ma un cattivo padrone».

Siamo stati protagonisti da oltre tre anni, almeno dall’ottobre 2005 e chi vuole può trovarne traccia nei documenti del Consiglio Comunale riportati pure sul nostro blog cittadino, di una particolare attenzione verso gli atti che l’Ente comunale di Marcianise poneva in essere e dei quali, per diversi motivi, beneficiava una imprenditoria d’assalto ed a tratti spregiudicata con assoluto disprezzo per la nostra città. Parlavamo dei protocolli d’intesa ridotti a carta straccia a totale discapito della occupazione, del patrimonio e della economia delle famiglie e parlavamo anche del fatto che molti atti contenevano il seme per la dismissione e chiusura di vere occasioni di lavoro quali quelle che autonomamente l’imprenditoria locale (edile, commerciale, industriale ed agricola) poteva creare. «Non servirà qualche impiego da commessa o lavapavimenti a reintegrare la dignità cittadina» ricordava in seguito Pasquale Siciliano a proposito del Centro Campania che ad oggi non pare aver ristorato i proprietari dei terreni espropriati.
Identico discorso per Oromare che nel giugno 2007, invece che procedere alla realizzazione di opere di urbanizzazione nel comprensorio occupato potette versare un misero corrispettivo monetario tanto da far dire a Pasquale Salzillo che «Quei pochi spiccioli della monetizzazione, intorno ai 50mila euro, non riesco proprio a definirli un risarcimento per la città». Nonostante le denunce delle opposizioni, negli anni scorsi, nessuno è riuscito a scalfire la credenza della proprietà del Tarì di poter disporre del nostro territorio come meglio crede. In tale convinzione, oltre il 30% delle aree che dovevano rimanere scoperte nel complesso sono state edificate. Nel tempo, addirittura, il Comune di Marcianise aveva concesso un permesso di costruire in deroga per un imprenditore privato e senza la preventiva deliberazione del Consiglio Comunale. Producemmo una interrogazione con la quale il Gruppo consiliare UDC chiedeva conto di ciò poiché si intravedeva in questo il venir meno della funzione di garanzia che un Comune deve esercitare nel rispetto del diritto all’uguaglianza ed all’imparzialità dell’amministrazione nei confronti del cittadino che non deve mai essere discriminato. Il Polo della Qualità è una cattedrale la cui storia è fatta solo di pose della prima pietra ed inaugurazioni in pompa magna ma tant’é. Tutte operazioni finanziarie e null’altro. Oggi è ratificata quella che per noi era una denunzia; ci sono le attestazioni che gli accordi di programma e protocolli di intesa avevano già al momento della sottoscrizione il c.d. “difetto della volontà”. Erano firmati con la contestuale intenzione di non rispettarli ed allorché noi urlavamo ai quattro venti dell’esistenza di questo vizio “contrattuale” eravamo accusati di essere dei provincialotti non abituati a volare alto.
In questi giorni si accinge a presentarsi sulla scena un nuovo evento dal nome “outlet” e non gradiremmo che la nostra città incarnasse ancora una volta il personaggio sciocco della rappresentazione anche se i presupposti per una identica pièce teatrale recitata a soggetto permangono. Ieri amministratori politici “distratti” (?) ed oggi assenti in conseguenza dello scioglimento del consiglio comunale. L’una e l’altra condizione costituiscono, però, l’humus ideale per la crescita della “malerba”.
Dipartimento Economia e Politiche sociali

giovedì 10 gennaio 2008

Città sana e Centro Campania: un confronto

PASSI AVANTI CON LA MOZIONE “CITTA’ SANA”
Ha avuto seguito stamattina l’incontro tra il Gruppo Consiliare dell’UDC ed il Sindaco di Marcianise. In quella occasione si convenne, tra l’altro, di indire la conferenza dei capigruppo per organizzare le attività conseguenti all’approvazione della mozione definita “Città sana” proposta dall’UDC.
Nella conferenza di stamattina, presenti Angelo Zarrillo Maietta (UDC), Angelo Bizzarro (A.N.), Alberto Abbate (DS), Emilio Romanucci (Margherita), Mario Rondello (UDEUR) ed il Sindaco Fecondo, quest’ultimo ha preso l’impegno di far stanziare le somme necessarie alla realizzazione di quanto previsto nella mozione fatta propria dal Consiglio Comunale nella seduta del 17 settembre 2007 ed in particolare la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico che rappresenti i vari organismi e settori dell'amministrazione della città; la costituzione di un Osservatorio esteso alle Associazioni del Volontariato e del Privato sociale; l’avvio di un’azione di informazione ed educazione sanitaria sulle diverse patologie oncologiche e di screening diagnostici; uno studio di ricerca in ordine alla incidenza e consistenza nell’ambito del territorio cittadino dei “determinanti principali” dei tumori. Nella stessa conferenza si è deciso di incaricare la competente commissione consiliare di procedere alla programmazione di queste iniziative. «Spiacerebbe – dichiara il Gruppo UDC, che pure manifesta la propria soddisfazione per questo ulteriore progresso – una nuova battuta d’arresto nel senso della realizzazione del progetto “Città Sana” e di altre fughe in avanti da parte della amministrazione. Esse avrebbero il solo fine di vanificare ogni ipotesi di valorizzazione del dialogo per favorire invece un approccio elettoralistico anche ai grossi temi che interessano la comunità cittadina».


INUTILI SCENEGGIATE SUL FRONTE DELLA OCCUPAZIONE

In questo senso l’UDC commenta, infatti, la recente sottoscrizione del protocollo di intesa con la Coiro. «Se la conferenza di stamattina rappresenta un passo avanti, due passi indietro siamo costretti a registrare sul piano della tutela della occupazione per i nostri concittadini. Leggiamo dalla stampa che lo scopo del protocollo di intesa con la società che gestisce il Centro Campania è quello di “implementare le iniziative tese al sostegno dello sviluppo economico del territorio cittadino”. L’affermazione, che come le altre successive è del tutto oscura, ci sembra vuota di senso pensando che con una attività commerciale già abbondantemente avviata l’amministrazione istituisce, e solo oggi, uno sportello di raccolta dati e curricula nella biblioteca comunale. E’ la montagna che ha partorito il topolino e forse i comuni cittadini, quelli senza intercessori, vedranno solo il topolino.»

Il Gruppo Consiliare UDC

sabato 1 dicembre 2007

Fecondo, gli imprenditori e l'occupazione (parte terza)

Rileva, anche, l'incapacità dimostrata di gestire un programma, condivisibile o meno che sia. Pure da questo punto di vista rimane evidente che una corretta gestione richiede il rispetto delle parti in causa. Un datore di lavoro che, ad esempio, non ottiene il rispetto delle sue maestranze riceverà la prestazione prevista dal minimo contrattuale e non sarà mai preservato da rivendicazioni economiche e pedissequa osservanza della norma contrattuale. Allo stesso modo una amministrazione incapace di estrinsecare l'autorità della funzione si attesta oggi su un infruttuoso autoritarismo. Anche la pubblica opinione da tempo ha capito che in tale posizione l'imprenditore/interlocutore è legittimato a rispondere: "ho già dato". A questo punto il pinocchietto nel sacco corre da "babbino" (il cittadino) e pieno di buoni propositi (tipo letterina di natale) promette di non farlo più (il riferimento è al prossimo outlet). Non ci spingiamo nell'ambito del ministero della Giustizia o degli Interni, ma l'affermazione di incapacità, che fa il paio con quella del fallimento prima evidenziata, è palese: "la mia programmazione non ha dato frutto e nemmeno sono stato capace di gestire quella programmazione". Si è toccato il minimo storico in tema di moralità, vivibilità e livelli occupazionali.
Gli atti conseguenti alla timida presa d'atto dell'oramai ex superpippo, ed oggi pinocchietto, sono nelle mani di questa maggioranza, accozzaglia informe e litigiosa dalla quale però si dispera possa venire uno scarto d'orgoglio.
(segue?)

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martedì 27 novembre 2007

Fecondo, gli imprenditori e l'occupazione (parte seconda)

Tutto è stato detto della sortita del primo cittadino e la nostra voce è nel coro degli oggettivi rilievi.
Ci interessa qui evidenziare, però, che laddove ce ne fosse stato bisogno abbiamo oggi il “documento ufficiale” col quale si prende atto del fallimento della politica portata avanti in questi sei anni da una amministrazione incapace di programmare e meno che mai di gestire il poco programmato.
Preliminarmente non ci sentiamo di dare a Fecondo il ruolo di Pinocchio messo nel sacco dal Gatto e dalla Volpe perché, a differenza del burattino collodiano, il sindaco ha le capacità per non entrare nel sacco e, cosa più importante, ben conosce Gatti e Volpi.
Nel merito delle scelte ci piacerebbe sapere tuttavia in cosa sarebbe consistita la progettazione di una nuova realtà economica. Andando a mente, senza consultare atti, dichiarazioni e commenti che pure da qualche parte abbiamo, oltre ad una corsia preferenziale negli uffici che servivano a cotanta imprenditoria (non ricordo se provvisti anche di frigo-bar, sauna e massaggi) ed a superveloci “penne-da-sottoscrizione-atti-amministrativi”, gli interventi conosciuti dai nostri concittadini sono consistiti in espropri con qualche forzatura di troppo, indennità non corrisposte, vari passaggi di proprietà tra le società privilegiate tesi anche ad eludere qualche piccolo "stupido" impegno preso (con i marcianisani invitati ad “attaccarsi-al-tram”, per usare un eufemismo), grandi inaugurazioni col buffet pagato dalle nostre casse, coriandoli e cotillon.
Il ritorno? Un maggiore introito ICI e TARSU, che, tra l’altro il Comune non ha mai incassato. Solo sotto la pressione dell’opposizione il Comune di Marcianise ha dovuto attivarsi per riscuotere gli oneri di urbanizzazione, incasso che ha costituito il tesoretto nostrano (si stava per dire casereccio) che oggi i vari assessori si accingono a spendere in “operette” che si affrettano a pubblicizzare.
Mancavano solo le lacrime del coccodrillo superpippo? Eccole, servite sul maggiore quotidiano locale insolitamente tempestivo da qualche giorno (... vero Raffaele, Pino e Cosimo?).
(segue)
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sabato 24 novembre 2007

Fecondo, gli imprenditori e l'occupazione (parte prima)


Non abbiamo voluto commentare subito l’exploit del sindaco sullo stato della occupazione nella nostra città per attendere e lasciare lo spazio ai tanti che avrebbero commentato con un sincero «l’avevamo detto» ovvero «signor sindaco sei in ritardo». Tali riflessioni sono giuste e non sono tardate ad arrivare. Per nostro conto questo sito web è di facile consultazione sull’argomento.
Nemmeno abbiamo voluto commentare la pacchiana gigantografia, affissa dallo stesso Sindaco sulla porta di ingresso alla sua suite, dell’articolo che era apparso su un quotidiano assurto da qualche tempo al rango di “organo di stampa”. Altri l’hanno fatto in maniera egregia, soprattutto quelli che hanno evidenziato la manfrina di Fecondo per scongiurare le richieste del cittadino: «questo non è un ufficio di collocamento e non bussate, tanto non vi sarà aperto» sembrava significare sia l’articolo del giornale che la sua affissione sull’uscio di quella elegantissima hall.
Ricordiamo che a proposito delle sbarre apposte agli uffici dei servizi sociali si commentò che invece il SUAP e la suite del sindaco dovevano avere tutt’altro aspetto in quanto destinati ad accogliere l’imprenditoria, che con questa amministrazione aveva la corsia preferenziale in una Marcianise che «vola alto». Tranquilli, Fecondo non è affatto caduto dal volo ... anzi!
(continua)
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